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Cadere sette volte, rialzarsi otto. Il nuovo numero del Faro è dedicato allo sbaglio

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

di Chiara Bassi

L’editoriale di Fabio Tolomelli apre il nuovo numero de “Il Faro” che introduce il tema di questa uscita della rivista: lo sbaglio. Lo sbaglio viene presentato sotto i diversi punti di vista, come segno di inesperienza o di volontà, come primo passo per un’evoluzione personale, in quanto per sbagliare bisogna mettersi in gioco, che “se vissuto con umiltà e spirito critico può portare a intuizioni preziose e ad una maggiore resilienza” facendo tesoro di questa esperienza di recovery perché lo sbaglio “non è la fine del viaggio ma […] l’inizio di una strada nuova, magari imprevista e talvolta migliore”.
Fabio Tolomelli ci lascia con un proverbio giapponese: “cadere sette volte rialzarsi otto”. Perché il vero errore è non ripartire da ciò che gli sbagli ci insegnano.

 faro copertina

Pensieri e parole

Un errore di sbaglio Esprime il suo sentimento sullo sbaglio Antonio Marco Serra, che sottolinea la differenza tra sbaglio ed errore. L’errore si ha quando c’è una struttura ben organizzata che prevede un percorso specifico dal quale si devia errando, deviando dal percorso prestabilito, mentre lo sbaglio è quello che pensiamo di aver fatto quando succede qualcosa di spiacevole perché siamo portati a credere che quello che facciamo debba andare sempre bene se rimaniamo nel percorso prestabilito.
Le Scelte: Maurizio Bergami suggerisce che sia possibile fare degli sbagli, perché se vengono corretti diventano un momento di crescita personale.
Lo Sbaglio: Claudio Bassoli distingue lo sbaglio singolo da quello di massa e nel suo trafiletto sostiene che lo sbaglio sia soggettivo.
Quel che è fatto è fatto: Laura ci fa notare che lo sbaglio non dovrebbe neppure esistere, tanto la vita va avanti lo stesso, ma allo stesso tempo non si dovrebbe essere recidivi. A questo proposito cita una canzone di Vasco Rossi, Ormai è tardi: non si può più tornare indietro e cambiare gli sbagli fatti, perciò… si può solo pensare che “chi vivrà vedrà”.
Lo Sbaglio: Luca Gioacchino De Sandoli ci riporta le sue esperienze legate agli anni del liceo, dagli sbagli evitati col silenzio, fino alle catene di sbagli che si innescano quando non si ha il modo di spiegare le proprie intenzioni. Gli sbagli nei rapporti interpersonali si possono evitare quando le parti trovano un accordo ed entrambe lo rispettano.

Dedicato ad Arianna – Lo spazio della Poesia
In questo numero de “il Faro” ci regalano le loro poesie: Matteo Bosinelli, Claudio Bassoli, NeroSullAnima, Alberto Santi, Simone Enomis Piscitelli, Marcella Colacis, arricchite da una selezione di poesie di Letizia Ziraldo tratte da Ritorno, ed. Campanotto.

Riflessioni in libertà
Apre questa sezione Sara Tebaldi con un trafiletto dal titolo “Tutta sbagliata” che mi ha coinvolta molto e che consiglio di leggere. Segue una citazione di Bob Marley dal titolo “Si sbaglia sempre” che lascia spazio alla riflessione.
Seguono due riflessioni in libertà di Claudio Bassoli sulle sue esperienze personali intitolate “Il mio male di vivere” e “Il perdono”.
“Perdona per dimenticare” di Simone Enomis Piscitelli ci insegna che “una volta imparato a perdonare le persone, in automatico si dovrebbe riuscire a perdonare anche sé stessi”. Molto interessante più avanti è anche il suo scritto che riconosce “Tre tipi di sbaglio”. Seguono le riflessioni di Lucia che ci regala il suo scritto “Sbagliando si impara” che non poteva mancare in questo numero. Scrive anche “Gli Sbagli dell’A.I.” sottolineando che se le sue fonti sono scarse, l’A.I. può fare molti sbagli quando interrogato su un argomento, ma se l’utente corregge con altre informazioni, si correggerà con umiltà rimescolando ciò che già possedeva con le nuove informazioni, ma se le nuove informazioni sono sbagliate ne uscirà un guazzabuglio di parole paragonabile ad uno studente che si arrampica sugli specchi e questo ci insegna a non fidarci mai del tutto, o come dice Lucia: bisogna “attrezzarsi a non credere ciecamente”.

Cinema
Luca Gioacchino De Sandoli ci porta all’attenzione il film “Teste rasate”: il protagonista Marco si fa influenzare e si avvicina a un gruppo di skinhead facendo tanti sbagli e mentendo per non dare un dispiacere alla madre e alla fidanzata, si rade anche la testa e inventa altre scuse, sbagli su sbagli e scuse su scuse per far parte di un gruppo che non lo accetta mai veramente. Marco sa però che c’è un limite da non passare e cose veramente cattive che non è il caso di fare, per questo è diverso dal resto del gruppo, lui vuol solo punire chi fa cose sbagliate, ma in fondo è un ragazzo pacifico e tollerante, si è solo identificato in qualcosa di sbagliato, così litiga con la madre e con la fidanzata fino a metterle le mani addosso e minacciare di ammazzarla per dei soldi. Tra varie peripezie che non riportiamo per non rovinare il finale a chi non avesse ancora visto il film. Non è un bel film, anzi. Teste rasate è stato fatto con l’intento di far capire quanto siano brutti gli skinhead e che non bisogna entrare a far parte di gruppi come loro.

Sbagli molto particolari
Lapsus e atti mancati – Esperimento giocoso di Lucia
Di Lucia Luminasi, questo esperimento si svolge in due forme: un sunto e un’intervista immaginaria sulla teoria di Freud su lapsus e atti mancati, tra definizioni e casi di studio si arriva a un’inaspettata intervista con lo stesso Freud simulata dall’AI. Un pezzo che vale la pena di leggere, scritto con leggerezza e quindi a tratti anche divertente ma che ci porta nozioni Freudiane in maniera comprensibile a tutti.

Dai gruppi di scrittura
Il benessere – Laboratorio di narrativa – RTP Casa Mantovani
Sono proposti brani semplici, scorrevoli alla lettura, che ci portano il tema delle scuse, di come crescere sbagliando, ma è proprio la “Definizione tecnica” di sbaglio di Brayan che più delle altre porta a riflettere sulla pressione sociale che ci induce a trasformare l’errore in tabù e conclude dicendo che “una vita senza errori è una vita piatta, dove non è stato rischiato nulla di nuovo”.

I post-it
La rubrica è interamente gestita da Paolo Sanzani che condivide con noi i suoi pensieri sulla vita.

I Racconti
Sbagliando, sbagliando – dieci racconti di Francesco Valmigli
Sono tutti diversi e tutti avvincenti, sono racconti brevi che trattano di sbagli, di chi si bea dei propri sbagli, degli sbagli ripetuti che si moltiplicano, dello sbaglio immaginato che immobilizza l’uomo, della valigia sbagliata presa in stazione e delle possibili conseguenze e così via, alcune fanno anche ridere il lettore e vale la pena di leggerli tutti e dieci.

Il Faro Internazionale
Dal gruppo di Spagnolo
Qui prendono vita quattro racconti in italiano poi tradotti in spagnolo
Andrea ci racconta di come un errore può diventare un modo di costruire un percorso attraverso il caso di sua madre diagnosticata di melanoma e sottoposta ad un intervento chirurgico urgente seguito da un esame istologico e da un secondo intervento risolutivo.
Concy ci porta i punti di vista filosofici dello sbaglio, da Cartesio a Popper fino alla Montessori e alla serendipità che ci consente di trovare una cosa non cercata mentre se ne cercava un’altra, come successe a Fleming che andò in vacanza durante uno studio sui batteri, rientrato dalla vacanza vide che delle muffe avevano contaminato i suoi vetrini ed attorno ad esse non c’erano più batteri, così nacque la penicillina. Così fu scoperto il primo antibiotico.
Raul ci spiega come sbagli ed agire umano siano inseparabili. Distingue la colpa dallo sbaglio e dal fallimento con tre diverse definizioni e conclude dicendo che lo sbaglio è fondamentale per avere un adattamento e una crescita dell’individuo. “È per questo che un ambiente troppo punitivo riduce la crescita: la mente smette di sperimentare per proteggersi.”
Luigi ci fa vedere la differenza tra l’errore in ambito scolastico e quello informatico: la severità dei professori gli dava ansia commettendo spesso errori, mentre su Excel anche se c’è un errore si ha la possibilità di correggerlo e il foglio si aggiornerà in automatico correggendo il calcolo finale. “Sbagliando, volendo, si impara. Considerandola una crescita personale.”
Dal Giappone
In questa rubrica lo sbaglio viene trattato da punti di vista nuovi. Da un paese così distante arriva una diversa cultura che ci fa leggere lo sbaglio sotto punti di vista nuovi e coinvolgenti.

Artisti irregolari
In questo numero ci regala le sue opere Daniele Chabonkin Cinquerrui, un artista visivo che è nato a Desenzano del Garda nel 2000, attualmente iscritto al biennio di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua commistione di linguaggi e materie unisce tutte le discipline artistiche compresi la scultura e le installazioni, molto belli anche i suoi schizzi fatti con la biro. Il prodotto della sua arte è ricco di una forte componente autobiografica. Ne risultano opere che colpiscono chi le guarda attentamente. In questo numero possiamo ammirare “Il gioco dell’oca”, “Centauromachia e il gioco del pallone”, “Curami (Chiesa di cura)” e “Il nodo allo stomaco”.

Puoi scaricare questo numero de "il faro" qui



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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