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Ansiolitici ed Ipnotici (Benzodiazepine - BDZ)

aggiornato al | Staff | COMPRENDERE I DISTURBI MENTALI

a cura di Marco Menchetti, psichiatra

I farmaci più usati per trattare l’ansia e per indurre il sonno appartengono alle classi delle benzodiazepine e delle imidazopiridine. Esistono moltissimi principi attivi e quelli più spesso prescritti nel nostro paese sono: Lorazepam, Alprazolam, Delorazepam, Bromazepam, Diazepam (ansiolitici), Lormetazepam, Triazolam, Zolpidem, Brotizolam e Flurazepam (ipnotici).
Le benzodiazepine vengono classificate in base alla durata d’azione, che dipende dall’emivita plasmatica (T½) e dalla produzione di metaboliti attivi, in: a brevissima durata (T½<8 ore), a breve durata (T½=12-24 ore), a durata intermedia (T½=24-48 ore) e a lunga durata (T½>48 ore). Le benzodiazepine a brevissima durata d’azione sono usualmente impiegate come ipnotici e non hanno più effetto al mattino. Quelle a lunga durata sono impiegate per le situazioni di ansia più grave e possono dare luogo a fenomeni di accumulo; sono pertanto sconsigliate in persone di età ≥65 anni e nelle malattie del fegato.
Un dosaggio moderato di benzodiazepine è spesso efficace nel breve termine, riducendo l’ansia patologica, l’agitazione e favorendo il sonno. Il trattamento deve essere personalizzato, partendo da dosi basse e prevedendo un aumento progressivo della posologia; il periodo di utilizzo non dovrebbe superare le 8-12 settimane incluso uno schema per la riduzione graduale. Qualora permangano sintomi clinicamente rilevanti, occorre valutare strategie alternative sia farmacologiche (altre classi di farmaci) che non farmacologiche (igiene del sonno, tecniche di rilassamento, gruppi di auto mutuo-aiuto, protocollo di riduzione dello stress con la mindfulness, interventi psicologici). In un contesto di interventi più ampio può essere incluso un uso intermittente delle benzodiazepine.
Gli effetti collaterali più comuni sono un’estensione dell’effetto terapeutico: sedazione, stanchezza, difficoltà a concentrarsi, senso di stordimento. I soggetti di età ≥65 anni possono essere molto sensibili ai farmaci ansiolitici e ipnotici con comparsa di disorientamento, confusione, perdita di equilibrio e aumentato rischio di incidenti e cadute. Non è opportuno utilizzare benzodiazepine nel 1° trimestre e nell’ultimo mese di gravidanza e durante l’allattamento.

Attenzione!!! La sospensione brusca di benzodiazepine, specie se assunte per un lungo periodo di tempo e a dosaggi medio-alti, può comportare ritorno dell’ansia e dell’insonnia, irritabilità, incubi, tachicardia, tremore e sintomi di tipo influenzale; nei casi più gravi possono comparire agitazione, confusione, deliri, allucinazioni e convulsioni ed è necessario il ricovero ospedaliero, talvolta in unità di terapia intensiva.
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Per approfondimenti
https://www.infodata.ilsole24ore.com/2018/09/15/farmaci-antidepressiviansiolitici-quanto-costa-lansia-agli-italiani/
https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/argomenti-speciali/sostanzestupefacenti-e-intossicanti-per-uso-ricreativo/ansiolitici-e-sedativi
https://www.benzo.org.uk/itaman/capitolo1.htm#tab1



 

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