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L’importanza di sottotitolare le emozioni

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura di Cecilia, Associazione FIADDA Bologna-AGFA

Come iniziare… dai, partiamo dal nome: mi chiamo Cecilia, ho venticinque anni, sono un’infermiera, riccia, chiacchierona e parecchio testona (qualche difetto dovevo inserirlo!).

Articolo Cecilia FIADDA

Oltre alle tante altre caratteristiche che non vi sto a elencare sono anche una volontaria iscritta all’Associazione FIADDA Bologna-AGFA da ormai una vita, e quindi… dulcis in fundo… sono pure sorda. Portatrice di protesi e impianto cocleare, logopedizzata da oltre vent’anni e grande sostenitrice dell’oralismo, perché mi piace “fare balotta” come si dice in dialetto bolognese.

Opero all’interno dell’Associazione soprattutto dal punto di vista della promozione sociale. Che dire, ormai sono un po' di anni che ci sono dentro. Perciò vi lascio immaginare la grande quantità di esperienze che mi sono vista passare davanti. Ma ve ne riassumo una che a grandi linee racchiude il senso e le motivazioni per proseguire su questa strada, scoperchiate grazie alla mia “caratteristica” (definiamola così), che è particolarmente diversa dagli altri aspetti che mi rappresentano, ma non per questo deve essere considerata di maggiore impatto.

Ritorniamo all’esperienza: qualche anno fa abbiamo dato vita a un progetto a livello regionale per la diffusione dei sottotitoli, in collaborazione con altre associazioni come quelle a Ravenna e a Cesena. Abbiamo organizzato un convegno presso la sede della Regione Emilia-Romagna in cui abbiamo trattato diversi punti riguardanti questo importante strumento di comunicazione. Io personalmente ho testimoniato su quanto i sottotitoli siano importanti per noi che abbiamo a che fare con tante insidie che ci complicano la nostra quotidianità: al cinema, a teatro, durante comizi ed eventi la sottotitolazione sarebbe un bene fondamentale e alla portata di tutti. Dai più piccoli ai più grandi, dai fanciulli alle persone più anziane, pensate a quanti portano gli apparecchi acustici.

I sottotitoli sono importanti per fare comprendere tutte le lingue, le culture e i pensieri. Per chi vuole imparare l’italiano, per chi ha bisogno di “limarlo” un po'. Per chi vuole far riposare le orecchie e lavorare con gli occhi. Per chi purtroppo è impossibilitato a sentire con tutti i mezzi e per chi preferisce vedere le parole scritte piuttosto che lasciarle al vento. Sottolineo questo per ribadirvi quella che è l’essenza racchiusa nella sottotitolazione: la libertà di scelta. Poter scegliere, al cinema, a teatro, in televisione, ovunque. Poter avere la libertà di decidere quello che più ci interessa.

Sembra un concetto semplice e scontato ma purtroppo non è così. Nell’esatto momento in cui spiegavo questo particolare, sottovalutato da molti, ho provato un’emozione unica e potente. Perché in quell’attimo sentivo come accumularsi i pensieri di tanti altri ragazzi nella mia testa e potergli dare voce mi ha fatta sentire forte, determinata e soprattutto fiera di essere utile nel fare da portavoce per coloro la cui voce continua a rimanere inascoltata.




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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