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L'artigianato della Salute Mentale

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Maria Parracino dell’Associazione Cristina Gavioli è, fra gli attivissimi volontari della Salute Mentale, sicuramente una delle più presenti e generose. Fautrice di una rete allargata e collaborativa fra associazioni, si occupa da anni in particolare degli utenti della struttura Villa Olga di Bologna, che vide ospite Cristina Gavioli alla cui memoria è dedicata l’associazione in cui opera Maria. Le chiediamo subito un consuntivo delle attività dell’anno passato.

«Il 2019 è stato un anno molto positivo», racconta Maria. «Gli utenti delle nostre attività hanno consolidato le loro partecipazioni alle azioni che proponiamo ormai da cinque anni.» Un buon progetto se funziona è bene riproporlo, sostiene Maria, soprattutto se riesce a coinvolgere oltre i propri assistiti. «La collaborazioni con le altre realtà della Salute Mentale è fondamentale. Fare rete è utile soprattutto per l’utenza, perché permette di diffondere le singole attività a quanti sono iscritti o frequentano altre associazioni.» Maria racconta di un continuo scambio di attività, di una rete aperta e non identitaria per mettere tutti nella condizione di condividere momenti di socialità ed evitare quella solitudine di cui parlano spesso con timore.

L’ascolto è alla base dell’attività dell’associazione Cristina Gavioli. «I progetti vengono confermati su richiesta degli utenti. Nel 2019 si è concluso il laboratorio di movimento che era attivo da cinque anni. Questa interruzione è stata uno stimolo per proporre qualcosa di diverso.» Si tratta del laboratorio intitolato “Oggetti e Forme”. «L’idea è della presidente e mia» spiega Maria «perché avevamo bisogno di uno stimolo mattutino per chi ha bisogno di uscire dal letto e dare avvio positivamente e con energia alla giornata

“Oggetti e Forme” è un laboratorio a cadenza settimanale, che fa parte delle azioni rese possibili dal progetto PRISMA (come d’altronde tutti gli altri progetti raccontati in questo articolo). «Si sperimentano molti materiali plasmabili, sempre con un coinvolgimento diretto degli utenti che scelgono cosa realizzare. Faremo candele di cera, piccoli manufatti di terracotta, cornici decorate con tecniche diverse, segnalibri, fiori di carta. Prodotti di piccolo artigianato con la prospettiva di fare un mercatino organizzato da loro e dove loro sono i venditori. Tutto il ricavato andrà agli utenti e ne disporranno come meglio credono.» Pare che andare a mangiare fuori sia il desiderio più grande.

Come un desiderio esaudito è stato quello dell’esperimento della breve vacanza al mare a Punta Marina la scorsa estate. «Ha suscitato un grande entusiasmo. Quest’anno verrà proposta una vacanza di quattro o cinque giorni.» Questa operatività, legata alle abitudini sane che devono prendere gli utenti, è nello spirito dell’associazione che è nata proprio dall’attività manuale di due operatrici.

Gli obiettivi per il 2020 sono quelli di mantenere alta l’attenzione per capire in quale direzione si muove l’utenza, quali desideri esprime. «Intanto è un grande successo che tanti che non sono mai usciti dalle strutture di residenza escono dalla camera per venire in autobus con gli operatori, e molti altri in autonomia. Il miglioramento delle condizioni è innegabile.»

Squadra che vince non si cambia; non solo da riferirsi alla splendida generosità dei volontari che accompagnano gli utenti in ogni singola attività, ma è un motto che vale anche per le iniziative che hanno dimostrato di portare risultati incoraggianti. «Molti laboratori del 2019 sono confermati: il laboratorio di disegno a cadenza settimanale, l’esperienza del Provvidone di Castelmaggiore un sabato al mese, dove si tiene il laboratorio di cucina e musica, dove si ritrovano assieme utenti e non utenti per suonare assieme, dove si canta con il karaoke e si esprime la propria creatività attraverso il disegno. La struttura è splendida e grande e consente tutte queste attività.»

Poi le attività cittadine, a due passi dalla struttura di Villa Olga. «ll laboratorio artistico si tiene nella bellissima struttura di Villa Spada, e agli operatori della biblioteca vanno i nostri più sentiti ringraziamenti. Abbiamo la possibilità di scegliere quattro mostre all’anno da vedere sul territorio di Bologna che vengono stabilite volta per volta con gli utenti. C’è il caffè sospeso, che quest’anno cambia location ed è ospite del bar De’ Marchi (davanti a piazza San Francesco ndr) ogni ultima domenica del mese al pomeriggio». Una scelta che auspichiamo avvicinerà quella fascia di giovani e meno giovani legati al mondo artistico e studentesco che potrebbe essere la vera linfa per una rinnovata attenzione verso la Salute Mentale.

«Confermata anche la collaborazione con il Centro Sociale di Trebbo di Reno e il forno Pan Trebbo, che offre quattro pranzi e una merenda ogni anno, ormai da quattro anni», una delle occasioni dove le associazioni partecipano mescolandosi fra di loro e approfittando di un’atmosfera di festa offerta dalla solidarietà sincera delle persone di una piccola ma generosa comunità.

«Lo spirito è rimasto quelle delle origini. Quello di una struttura con utenti gravi, che attraverso la relazione quotidiana con loro possono insegnarci come intervenire nel modo più efficace: in questo modo il confronto con condizioni psichiatriche meno severe diventa più semplice.»




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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