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La prescrizione sociale e il link worker: avviata la formazione dell'Ausl di Bologna

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

di Chiara Ghelfi, redattrice di Sogni&Bisogni

Si è conclusa a fine maggio la prima fase del percorso di formazione sulla prescrizione sociale e sulla figura del link worker promosso dall’Azienda Usl di Bologna in collaborazione con la Fondazione Ufficio Pio e l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari. L’iniziativa ha coinvolto operatori dei servizi sanitari, della cooperazione sociale e degli enti locali, con l’obiettivo di avviare una sperimentazione concreta dell’approccio della prescrizione sociale in alcuni distretti dell’Ausl, con particolare attenzione ai giovani e alla continuità delle cure. Il percorso formativo, articolato in tre incontri, proseguirà a settembre con ulteriori due giornate di approfondimento.

link worker
La prescrizione sociale (social prescribing) è un approccio innovativo che amplia l’intervento sanitario tradizionale, integrandolo con attività e risorse della comunità volte a migliorare il benessere fisico, psicologico e sociale delle persone. I professionisti sanitari possono, in questo quadro, “prescrivere” attività non mediche. Al centro di questo modello c’è la figura del link worker, un professionista che agisce come punto di connessione (da qui il nome della figura professionale) tra il sistema sanitario e le risorse della comunità. I suoi compiti includono l'ascolto dei bisogni e delle storie delle persone per aiutarle a definire i propri obiettivi di benessere, l'individuazione di risorse adeguate sul territorio, l'accompagnamento e il supporto dei pazienti nel percorso di attivazione del cambiamento affrontando gli eventuali ostacoli e monitorando i risultati.
Il link worker è un ruolo chiave per rendere la prescrizione sociale un processo realmente accessibile, efficace e personalizzato.

Un riferimento importante in Italia per quanto riguarda il link worker è il progetto europeo Cope (Capabilities, opportunities, places and engagement ovvero Capacità, opportunità, luoghi e impegno), coordinato dalla Provincia Autonoma di Trento e finanziato dal programma europeo EaSI. Il progetto mira a coinvolgere circa 600 giovani Neet (non impegnati in percorsi di studio, formazione o lavoro), in due territori pilota: il Trentino in Italia e la città di Lisbona in Portogallo. Attraverso l’attivazione di reti locali di prossimità e la formazione di link worker, Cope promuove percorsi personalizzati di inclusione sociale e lavorativa. Ogni giovane partecipa alla co-progettazione di un piano individuale, che può includere formazione, stage, accesso ai servizi sociali e sanitari, sostegno alla motivazione e all’autonomia. L’approccio si basa sulla creazione di relazioni significative e sull’attivazione delle risorse della comunità.

Nel Regno Unito la prescrizione sociale è parte integrante dei servizi sanitari. I percorsi di presa in carico durano 12 settimane: a ciascun paziente viene assegnato un link worker in base alle sue esigenze personali, linguistiche e culturali. Insieme, paziente e link worker, costruiscono un piano d’azione personalizzato, che prevede il collegamento a servizi e attività locali legate alla salute e al benessere. Il supporto non si limita alla connessione logistica: i link worker lavorano anche con approcci motivazionali e di cambiamento comportamentale. Quando necessario, i pazienti vengono accompagnati ai servizi da health buddies (letteralmente, amici della salute), figure flessibili che forniscono un ulteriore supporto pratico. Al termine delle 12 settimane, alla persona viene fornito un kit di uscita con materiali utili e si effettua un follow-up a sei mesi per monitorare i progressi e sostenere il cambiamento avviato.

Anche in Italia si stanno sviluppando esperienze significative sulla figura del link worker: a Siena c'è il progetto Community Hub Culture Ibride che promuove inclusione sociale e partecipazione attraverso attività culturali; a Modena c'è il progetto Social Point che lavora sull’inclusione e il benessere delle persone con fragilità psichica; nel distretto Reno Lavino Samoggia, nel bolognese, si sta sperimentando un modello di social prescribing rivolto ai giovani Neet.

L’avvio del percorso formativo sulla prescrizione sociale da parte dell'Ausl di Bologna rappresenta un passo importante per innovare l’approccio alla salute, riconoscendo il ruolo centrale del contesto sociale, delle relazioni e della partecipazione attiva. La figura del link worker, con le sue competenze relazionali e la capacità di attivare reti, si pone come ponte essenziale tra sistema sanitario e comunità. Nei prossimi mesi, la sperimentazione sul territorio dell’Ausl di Bologna offrirà l’opportunità di consolidare questo modello e valutarne l’impatto, in particolare nei percorsi di cura dei giovani.




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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