Il Programma Regionale “G. Leggieri” per l’integrazione fra Cure Primarie e Salute Mentale

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a cura di Marco Menchetti, Professore associato - Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie, Settore scientifico disciplinare: MED/25 PSICHIATRIA e Dott.ssa Annalinda Mosca
Servizio Consulenze Psichiatriche per la Medicina Generale UOC CSM Bologna Ovest, DSM-DP Ausl Bologna

La maggioranza delle persone che soffrono di depressione, disturbi d’ansia e somatizzazioni chiede aiuto ai settori della sanità più accessibili, in particolare al medico di famiglia oppure ad altri servizi che erogano assistenza di primo livello (continuità assistenziale, consultori, ecc.). Queste condizioni possono comportare livelli elevati di sofferenza, condurre all’adozione di uno stile di vita insalubre, compromettere la qualità della vita e anche complicarsi l’uso di alcol e sostanze oppure con le cosiddette dipendenze comportamentali (gioco, internet, videogiochi, ecc.). Uno studio internazionale multicentrico condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità su questo tema, ha mostrato che fino a un 1 paziente su 4 fra coloro che afferivano nell’ambulatorio del proprio Medico di Medicina Generale (MMG) soddisfaceva i criteri per una qualche forma di disagio mentale. Col termine di Disturbi Mentali Comuni viene indicata una serie di disturbi a elevata prevalenza nella popolazione generale, fra cui gli episodi depressivi di grado lieve-moderato, la distimia, i disturbi d'ansia, i disturbi dell'adattamento e molte forma caratterizzate da sintomi somatici “funzionali”.

Una gestione efficace ed efficiente dei Disturbi Mentali Comuni (termine che include tutte le situazioni prima elencate) è un arduo compito dei servizi territoriali che debbono affrontare un fenomeno di proporzioni elevate sul piano epidemiologico che ha importanti ripercussioni sul benessere della popolazione. La Mental Health Declaration for Europe del 2005 enfatizza il ruolo delle cure primarie come parte integrante del sistema dei servizi di salute mentale di comunità; viene indicata, come azione indispensabile, il potenziamento delle abilità dei MMG e degli operatori delle cure primarie in generale. Coloro che operano in questo settore debbono essere in grado di: 1) identificare casi di disturbo mentale o situazioni ad alto rischio di svilupparne uno, 2) fornire interventi di primo livello (psicoeducazione, sostegno, terapia psicofarmacologica di prima scelta, ecc.) o programmare un opportuno monitoraggio, 3) inviare le situazioni più severe e complesse ai servizi specialistici. Il MMG deve quindi essere in contatto con i servizi specialistici e riceverne consultazione. In pratica i due servizi devono essere visti come mutuamente dipendenti e problemi ad un livello condurranno inevitabilmente a problemi nell’intero sistema.

L’Emilia-Romagna da molti anni è all’avanguardia in questo campo con numerosi progetti e ricerche. Esperienze spontanee di formazione e collaborazione operativa fra cure primarie e salute mentale sono state promosse fin dagli anni ’90 in diverse aree e sono quindi convogliate nel progetto “Psichiatria e Medicina di base”. Successivamente, nel 2004, è stato formalizzato il Programma Regionale “Giuseppe Leggieri”, intitolato a un MMG pioniere della collaborazione, che aveva l’intento di migliorare la qualità dei trattamenti per i disturbi psichiatrici comuni e, nel contempo, razionalizzare i percorsi di cura. Il programma, nel corso del tempo, ha reso omogenea la situazione regionale, creando una rete di referenti dedicati a sviluppare la collaborazione secondo raccomandazioni che venivano condivise ad adattate a livello locale da tavoli di lavoro finalizzati al confronto e alla collaborazione reciproca. Sono stati organizzati diversi eventi formativi a supporto delle azioni del Programma regionale inizialmente con una metodologia a cascata, successivamente sulla base dei bisogni rilevati a livello locale dai gruppi di pilotaggio. Alcuni materiali sviluppati per questo programma sono disponibili nella sezione sulla salute mentale del sito della Regione Emilia-Romagna (https://salute.regione.emilia-romagna.it/salute-mentale/percorsi-di-cura).

L'esperienza ha fatto maturare percorsi di cura per livelli di gravità secondo il modello “Stepped Care”, in cui i percorsi di cura sono definiti dai bisogni di cura prevalenti e dalla gravità del caso:

• Casi più lievi: possono essere gestiti dal MMG autonomamente
• Casi di livello moderato: possono essere gestiti dal MMG in collaborazione con lo psichiatra in consultazione (inquadramento del caso) o in consulenza (inquadramento e trattamento farmacologico), oppure in cura condivisa (trattamento specialistico a breve termine da parte dello Psichiatra)
• Casi più gravi: vengono indirizzati per competenza al Centro di Salute Mentale per un percorso a medio-lungo termine con una equipe multiprofessionale

Grazie al Programma Leggieri i MMG possono valutare e trattare una parte rilevante dei Disturbi Mentali Comuni; nei fatti la integrazione tra medicina generale e psichiatria rappresenta la modalità maggiormente qualificante per far fronte alla richiesta di cure psichiatriche nella comunità, cercando di superare lo stigma, il ritardo diagnostico e il mancato trattamento.

Gli utenti infatti possono ricevere risposta ai bisogni di cura dal proprio medico di medicina generale, in collaborazione con lo specialista referente che può avere un'agenda dedicata all'attività di consulenza, quando possibile al di fuori degli spazi dei CSM.

Le potenzialità del Programma Leggieri possono trovare una più efficace realizzazione nell'ambito delle Case della Salute, quale contesto più favorevole una migliore presa in carico delle persone e dei loro problemi di salute, grazie all'integrazione dei diversi professionisti.

L'esperienza drammatica della pandemia ha reso ancora più evidente l'importanza di un efficiente sistema di integrazione tra professionisti sanitari e ben inserito nel territorio. A Bologna, nella fase del lockdown nel 2020, il Servizio di Consulenza Psichiatrica per i MMG ha mantenuto sempre attiva la possibilità di consultazione telefonica ai MMG oltre che sviluppare nel tempo la consulenza al paziente per via telematica o telefonica. La condivisione con il MMG ha rappresentato un elemento chiave per rassicurare il paziente riguardo l’attenzione ai propri bisogni e la tutela dal rischio di contagio. Psichiatra e MMG hanno collaborato al tal fine cercando di bilanciare la consultazione al MMG e le consulenze al paziente. Inoltre durante il lockdown e per tutto il 2020 la consolidata esperienza di liaison con la medicina generale si è arricchita anche attraverso l'integrazione con il Servizio di Psicologia Territoriale; la collaborazione con il servizio Parla con Noi è stato un esempio virtuoso e suggestivo di come la psicologia e la psichiatria di consultazione territoriale possano essere allo stesso tempo una finestra di osservazione e una agevole e qualificata porta di ingresso per i bisogni di cura della comunità.

 Contatti
Servizio di Consulenza per la Medicina Generale, Viale C. Pepoli 5, Tel. 051/6584202
E-mail: consulenzammg@ausl.bo.it

Bibliografia essenziale

Asioli F, Berardi D, De Plato G (a cura di). L’assistenza ai disturbi mentali. Ruolo della Psichiatria e della Medicina Generale. Torino: Centro Scientifico Editore, 2003

Berardi D, Ferrannini L, Menchetti M, Vaggi M. Primary care psychiatry in Italy. Journal of Nervous and Mental Disorders 2014;202(6):460-3

Bologna M, Bruschi C, Donegani I, Serio A. La collaborazione Psichiatria-Medicina Generale in Emilia-Romagna dalle iniziative locali al progetto regionale. Psichiatria di Comunità2003;2:54-58.

Piccinelli M, Pini S, Bellantuono C, Bonizzato P, Paltrinieri E, Üstün TB, Sartorius N, Tansella M. Lo studio internazionale multicentrico dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sui disturbi psichici nella medicina generale: risultati relativi all'area di Verona.Epidemiology and Psychiatric Sciences 1995;4(1):27-50.

WHO European Ministerial Conference on Mental Health. Mental Health Declaration for Europe. Facing the Challenges, Building Solutions. Helsinki, Finland, 12–15 January 2005.



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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