Le Stagioni del Faro

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L’argomento del nuovo numero della rivista scritta dagli utenti della Salute Mentale di Bologna

Abbiamo letto il nuovo numero della rivista “il nuovo Faro”, coordinata e realizzata da alcuni utenti della Salute Mentale di Bologna. Contraddistinta dal tema, che ogni volta raccorda gli interventi degli autori, questa volta è rappresentato dalle stagioni. Come sempre lo stimolo tematico porta a riflessioni, suscita ricordi, mette a confronto chi scrive con il dolore e i momenti di gioia.

Anche noi diamo il nostro contributo recensendo la rivista appena uscita con gli interventi di Maria Berri e Daniele Collina riguardanti due articoli da loro selezionati.

Le stagioni del cuore

II racconto di Maria Angela Soavi intitolato Le stagioni del cuore richiama il titolo di molte canzoni e di uno sceneggiato in cui i sentimenti, le emozioni e i ricordi sono ammantati da un velo di dolce nostalgia, misto a malinconia, la saudade, termine che deriva dalla cultura brasiliana. E' l'articolo del Faro che mi ha maggiormente colpito perché rispecchia il mio mondo interiore, analitico e ricco di sfumature, tipiche della sensibilità femminile.

Lo scritto si snoda in modo poetico attraverso le fasi della sua vita paragonandole alle stagioni. L'autrice ricorda le sensazioni piacevoli della sua infanzia, quando il vento di primavera le sfiorava il viso e le accarezzava i capelli, nonostante fosse nel periodo degli anni '40, in piena seconda guerra mondiale. Fu una stagione felice, vissuta insieme con la sua numerosa famiglia. Si riaffacciano i ricordi di tenere e gioiose immagini con i suoi fratellini che si dondolavano sull'altalena nel cortile del casolare, ma poi li trasferisce al chiuso di un rifugio, luogo sicuro per sfuggire alle bombe. L’illuminazione elettrica rifletteva su una culla in cui giaceva un bambino, segno della speranza della vita che continua. La guerra che causò morti e disastri preservò per fortuna tutta la sua famiglia. Ma come tutte le cose belle quel periodo spensierato ad un certo momento terminò. Maria Angela all'età di 6 anni, essendo in affido, fu portata in un collegio in cui cambiò il suo rapporto con il mondo, incupendosi ed isolandosi. In seguito, fu trasferita nell'orfanotrofio della Madonna di San Luca, dove visse parecchi anni. Anche se fu un periodo in cui ebbe alcune privazioni e pochi svaghi, l'inserimento in quella struttura fu positiva.

Quando frequentò l'Istituto Professionale in città ebbe le prime esperienze lavorative e il suo cuore si aprì all'amore. Fu una esplosione di colori caldi com'è caratteristico dell'estate. Gli anni '60 la videro giovane sposa e madre di tre bellissimi figli. Ma come l'autunno che abbandona le foglie e le lascia cadere, anche la sua vita fu segnata tragicamente dalla morte della sua giovane figlia. Una ferita mai rimarginata.

Continua, nonostante tutto, a vivere dando significato alla sua esistenza e la sua vita si illumina alla nascita del nipotino, assaporando così la gioia di diventare nonna. L'autunno va lentamente verso l'inverno, stagione in cui sembra che la natura riposi, ma è in fermento per il risveglio primaverile. Così è il ciclo della vita, come l'avvicendarsi delle stagioni. Tutti siamo chiamati al nostro destino che si perpetua attraverso le generazioni. Questo è il senso del nostro vivere!

-Maria Berri

Ad aprile 2020 è uscito il nuovo numero del Faro, avente come tema Le Stagioni. Vi sono moltissimi articoli, poesie e racconti ma la parte che più mi ha colpito è a pag. 39 dove i ragazzi del Laboratorio di Arteterapia (C.R.E.I. Casa San Giacomo - Coop. Soc. Nazareno a cura di Carolina Lamberti) esprimono in poche parole cosa rappresentano per loro le stagioni.

Da queste brevi riflessioni si coglie una verità incontrovertibile: la nostra percezione delle stagioni è fortemente soggettiva. In base a ciò che ci piace o a ciò che ci dà fastidio amiamo questa o quella stagione. Se siamo amanti del caldo adoreremo l’estate, se preferiamo stare in casa al calduccio la nostra stagione preferita è sicuramente l’inverno o l’autunno. Per gli appassionati dei mille colori dei fiori la primavera rappresenterà una stagione di rinascita e di scoperta.

Da non dimenticare che a volte ci piace una stagione in base anche agli eventi che in essa ricorrono, ad esempio compleanni, anniversari o semplici feste comandate come Natale o Pasqua. Anche la nostra tipologia preferita di vacanza influenza come viviamo le stagioni, ad esempio se siamo appassionati di sport invernali o adoriamo fare un bagno nelle acque del mare o dell’oceano.

Tuttavia quando parliamo di stagioni a volte intendiamo quelle della vita: infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia. In base a queste vi può essere un ulteriore differenziazione nella scelta della nostra stagione climatica preferita. Nell’infanzia molti adorano l’inverno grazie al Natale, portatore di regali e pranzi allargati in famiglia. Durante l’adolescenza moltissimi studenti aspettano con ansia l’estate, simbolo di vacanza dalla scuola. In maturità o vecchiaia la stagione preferita è sicuramente più varia in base a preferenze segnalate sopra o acciacchi vari.

Io personalmente sono molto legato all’estate, mi piace il caldo che porta con sé pochi vestiti, giornate lunghe e lunghi bagni in mare o in piscina, oltre naturalmente al mio compleanno che cade a metà luglio. Soffrendo probabilmente di una forte Sindrome di Peter Pan non disdegno l’inverno, o meglio una parte di esso cioè le vacanze di Natale: adoro i regali e girare la sera per le vie di Bologna ammirando le luminarie che rendono magica la città.

Le stagioni fanno parte della nostra vita, la influenzano in mille modi positivi o negativi facendoci aspettare l’una o l’altra con felicità o timore. Esse sono per certi versi immutabili, ogni anno arrivano nonostante i mille proverbi e detti antichi e moderni, ad esempio “Non ci sono più le stagioni di una volta” o “Non ci sono più le mezze stagioni”. Le stagioni hanno ispirato libri, poesie, film, canzoni. A volte, persi nelle nostre preferenze, non ci rendiamo conto che ogni stagione è necessaria nel cerchio della vita e che ognuna dipende dall’altra.
Quest’anno le stagioni sono state in gran parte rovinate, o lo saranno, dall’emergenza Coronavirus. In primavera abbiamo dovuto rinunciare alle passeggiate nei parchi, alle gite in campagna, montagna o laghi. L’estate si preannuncia piena di limitazioni, una stagione a metà divisa tra la voglia di fare e la paura di nuovi contagi mentre l’autunno e l’inverno porteranno con sé il timore di una seconda ondata virale. Ma come passano sempre le stagioni anche la stagione del virus passerà e torneremo alla nostra solita vita, magari un po’ più attenti a se stessi e agli altri.

Quello che ognuno di noi dovrebbe fare secondo me è cercare di cogliere il bello di ogni stagione senza farsi troppo influenzare la vita dall’attesa di quella preferita. Tanto prima o poi arriverà e sarà bellissimo.

- Daniele Collina




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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