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Storie per tutti: alla ricerca del linguaggio universale

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura di federico Mascagni

Recentemente l’Associazione Storie Per tutti, specializzata nell’avvicinare le bambine e i bambini con disabilità alla narrativa, ha incontrato Angsa Bologna, associazione aderente al CUFO, che si occupa di Neuropsichiatria Infantile. Da questo incontro gioioso e interessante abbiamo tratto spunto per rivolgere a Storie per Tutti otto domande.

Chi siete e cosa fate?

Storie per tutti è un progetto di letture ad alta voce accessibili rivolte all’infanzia, che nasce dal desiderio di rendere concreto il diritto all’accesso alla letteratura, all’arte, alla cultura, da parte di tutti.

Il progetto nasce nel 2016 in collaborazione con il Centro Documentazione Handicap di Bologna ed è curato da un gruppo di cittadini disabili e non, con competenze nell'educazione, nella letteratura per l'infanzia, l'illustrazione, la musica, il teatro ed il cinema.

Siamo itineranti per la città di Bologna e provincia, ma anche altre regioni, e i luoghi che ci ospitano sono sempre di forte impatto sociale e valenza culturale: biblioteche, scuole, ludoteche, librerie, ospedali, centri d’accoglienza ecc. ma anche in tanti altri luoghi meno inconsueti.

 

Come nasce storicamente questa vostra esperienza?

Il seme che dal quale nasce questo progetto viene da lontano e può essere riassunto nella riflessione proposte dalla neuropsichiatra Maria Antonella Costantino “i bambini con disabilità e complessi bisogni comunicativi sono quelli che avrebbero più vantaggi dall’essere esposti alla lettura ad alta voce non prestazionale, anche molto precocemente, e che hanno più bisogno del 'su misura' e che spesso sono invece quelli a cui meno si legge, più tardi, e per i quali non si trovano mai libri adatti." Pensando al fatto che i libri accessibili esistevano già, ci siamo chiesti, “perché non provare a rendere accessibili anche le letture ad alta voce?” E da lì è partito tutto.

Nell’anno 2016 è nato quindi il progetto Storie per Tutti con una rassegna sperimentale (sperimentale perché non c’è niente di paragonabile nel territorio italiano) di tre appuntamenti all’interno della Biblioteca per Bambini e Ragazzi del Centro Documentazione Handicap.

Data la grande accoglienza del pubblico, è stata realizzata una seconda edizione durante la quale si quadruplicano gli appuntamenti e si diventa itineranti nella città di Bologna e provincia e iniziamo anche a fare qualche appuntamento in altre regioni.
Per continuare l’esperienza, dato che siamo  un progetto che nasce dal basso, senza finanziamenti pubblici nè privati, abbiamo realizzato un crowfunding per finanziare la terza e quarta stagione, con obiettivi più larghi come diventare “più per tutti che mai” cercando di portare le nostre storie anche nei reparti pediatrici degli ospedali bolognesi.

Questo ottobre 2019 abbiamo inaugurato la quinta stagione con tante novità: oltre alla nostra classica rassegna pubblica, facciamo anche incontri nelle scuole e progetti ad hoc per diversi enti ed associazioni. E a novembre inauguriamo la nostra prima rassegna di Cinema per Tutti.

 

A chi è rivolta?

Inizialmente il progetto era rivolto a qualunque bambina o bambino tra i 3 e gli 8 anni, insieme a genitori, nonni, fratelli o sorelle ecc. Col tempo ce ne siamo accorti che le storie piacciono veramente a tutti, tanto è che abbiamo sempre adulti senza bambini che vengono ad ascoltare le storie, perciò ora il nostro target sono bambini e bambine da 0 a 99 anni.

Gli incontri sono aperti a tutti e gratuiti, evitando così che l’aspetto economico sia un motivo di discriminazione (e quindi, che siano davvero per tutti).

Ovviamente abbiamo un occhio di riguardo per le famiglie dei bambini con disabilità che a volte fanno fatica a trovare attività alle quali partecipare pienamente durante il tempo libero.

 
Che strumenti e metodologie utilizzate?

Le letture che realizziamo cerchiamo di renderle accessibili attraverso tre modalità:

• Letture in simboli: il testo viene convertito in simboli PCS (Picture Communication System), inerenti alla CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa).

• LIS (Lingua dei Segni Italiana): Le letture vengono accompagnate dalla traduzione simultanea nella Lingua Italiana dei Segni

• Narrazioni polisensoriali: Le letture vengono rappresentate sui diversi piani sensoriali offrendo ai bambini sollecitazioni tattili, uditive e olfattive.

Per “mettere in scena” le letture utilizziamo svariate tecniche rappresentative tra le quali proiezioni, ombre, kamishibai, illustrazione dal vivo, pupazzi, lavagna luminosa ecc. Le letture sono accompagnate con musica dal vivo avvalendoci della collaborazione di diversi musicisti che compongono delle musiche “ad hoc” per le storie che raccontiamo.

Riguardo alla scelta delle storie, cerchiamo sempre di fare una selezione molto accurata, in quanto sentiamo la grandissima responsabilità che ha l’adulto nell’ offrire ai bambini prodotti di qualità.


Quali sono gli obiettivi?

Il nostro obiettivo primario è quello di rendere concreto il diritto all'accesso alla lettura da parte di tutti, trasformando lo spazio/tempo del racconto in un’occasione inclusiva attraverso strategie di comprovata efficacia;

Questo, perché vogliamo creare, attraverso questi momenti, un tempo prezioso di incontro e socializzazione con altri bambini e famiglie, predisponendo azioni e contesti dove poter vivere, bambini e genitori insieme, esperienze piacevoli durante il tempo libero.

Allo stesso tempo vogliamo migliorare la qualità della vita dei bambini con disabilità o con difficoltà di diverso genere e delle proprie famiglie, rendendo possibile la loro partecipazione attiva alle proposte culturali del territorio,

Un altro dei nostri obiettivi è quello di cercare de sensibilizzare la comunità sulle esigenze degli individui disabili e/o svantaggiati e legittimare modalità diverse dell'accesso allo alla cultura e promuovere una visione positiva della persona disabile sia come fruitore, sia come creatore di cultura.


Il 19 ottobre vi siete incontrati a Casa Sant’Anna con Angsa Bologna. Come è nato questo contatto?

Una famiglia che frequenta i nostri appuntamenti dalla prima edizione e che fa parte di Angsa Bologna ci ha messo in contatto con l’associazione.

Poi è un’associazione che conosciamo da un po’ perché a livello professionale abbiamo avuto a che fare con alcuni dei loro educatori che ci hanno sempre parlato delle tante attività che fanno.


Era la prima volta che lavoravate nell’ambito della NeuroPsichiatria Infantile?

Probabilmente durante questo appuntamento, come in tutti i nostri altri appuntamenti, abbiamo davanti dei bambini e delle famiglie che stanno facendo dei percorsi nell’ambito della neuropsichiatria infantile.

Per noi la cosa importante, al di là dei percorsi che ogni famiglia stia facendo, è quella di rendere lo spazio/tempo del racconto un momento piacevole e fruibile da tutti quanti, cercando di fare stare bene tutti, ognuno con le proprie modalità.


Cosa è risultato da questo incontro con il mondo dell’autismo? Quali sono le vostre osservazioni a riguardo?

E’ stato un incontro molto emozionante, prima di tutto per il coinvolgimento dei ragazzi, che mentre raccontavamo le storie erano veramente incantati.

Poi i feed-back che abbiamo avuto dalle famiglie e dagli educatori, da coloro che conoscono nel profondo i ragazzi, ci hanno confermato questo loro essere incantati.

Poi è stata un’ulteriore conferma del potere che hanno le storie, la musica, mediatori che vanno a scavare nel profondo e che possono fare venire fuori delle emozioni sotto forma di parole, di gesti, di sguardi, veramente inaspettati.

E sicuramente è stato anche una conferma di quanto per queste famiglie sia importante e necessario avere momenti dove trovarsi ben accolti e durante i quali poter fare cose piacevoli con i propri figli insieme ad altre famiglie e ragazzi durante il tempo libero.

Storie per tutti

storiextutti@gmail.com

www.storiepertutti.it

www.facebook.com/Storiepertutti



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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