Super Magic Crazy Sport 2019

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a cura di Federico Mascagni e Daniele Collina

In mezzo a giornate di pioggia scrosciante che stanno mettendo in crisi un’intera regione, un raggio di sole è spuntato per accogliere la riunione sportiva di punta per il mondo delle associazioni della disabilità mentale bolognese. Si tratta del Super Magic Crazy Sport, tenutosi sabato 9 maggio al Centro Sportivo Allende di Casalecchio di Reno.

Giunto all’ottava edizione ha visto una partecipazione come al solito numerosa fra utenti, familiari, operatori e studenti dell’Istituto Salvemini, sempre di Casalecchio Di Reno. Oltre 200 i partecipanti. Ad organizzarlo, nell’ambito del progetto PRISMA 2019 "Passaporto per la Salute”, le Associazioni Non andremo mai in TV, Diavoli Rossi, Galapagos, gli Special Boys di Budrio e San Giorgio di Piano, con la collaborazione dell'azienda AUSL di Bologna, il patrocinio del Comune di Casalecchio di Reno e il prezioso intervento della UISP Regione Emilia-Romagna. Presenti anche alcune polisportive amatoriali, regionali e nazionali per l'inclusione sociale che, con spirito di amichevole reciprocità, sono spesso presenti ad analoghi raduni che si tengono in tutta Italia.

IMG 0360 2Fin dal primo mattino i volontari si sono messi al lavoro per organizzare gli spazi del Centro Sportivo e accogliere gli ospiti, allestendo il grande prato davanti alle strutture sportive con sedie da giardino e un grande tavolo per distribuire il pranzo a buffet preparato dagli studenti dell’Istituto Professionale di Stato Alberghiero e Ristorazione (IPSAR) di Casalecchio di Reno in collaborazione con la Conad locale. Dopo i saluti delle autorità e degli operatori e le indicazioni tecniche riguardanti le modalità di iscrizione alle attività, è iniziata la distribuzione delle maglie griffate “Super Magic Crazy Sport” e i gruppi misti di sportivi si sono diretti verso i campi da gioco. Giovani e meno giovani, utenti insieme a studenti e operatori; un momento di condivisione nella più totale naturalezza e spontaneità. In questo gli adolescenti sono fantastici: oltre le parole, quando c’è da unirsi assieme per un’iniziativa comune, le ragazze e i ragazzi delle scuole ci sono e partecipano al cento per cento, senza pregiudizi.

IMG 0391Una porta girevole conduce dalla fresca giornata dalle temperature autunnali al caldo afoso dei campi di sabbia del Beach Volley. Un torneo frequentatissimo, da togliere letteralmente il fiato, vista la temperatura interna del pallone contenente i campi da Beach. Il calcetto, su un campetto sintetico all’aperto, ha invece infiammato gli animi di molti ragazzi del Salvemini. È inevitabile, è lo sport preferito dagli italiani. Il basket, di nuovo in una bella struttura indoor il Palazzetto Cabral, ha mostrato una notevole dinamicità dai parte di tutti i giocatori, con partite giocate nelle metà campo all’insegna di una sana competitività. La palla ha girato con una notevole velocità d’azione. Sorpresa quest’anno per il successo dell'arrampicata sportiva: un gruppo motivato di studentesse e studenti del Salvemini sono rimasti sui muri provando e riprovando le diverse tipologie di arrampicate.


IMG 0436Ma la vera novità quest’anno è stata rappresentata dal Plogging; un’attività sportiva inventata in Svezia che consiste nel raccogliere rifiuti mentre si corre (nel nostro caso si è camminato). Il termine è un neologismo, combinazione delle parole svedesi "plocka upp" (raccogliere) e “jogging”. Il risultato? Un camioncino dell’Hera riempito di sacchi dell’immondizia raccolti in un parco adiacente al Centro sportivo.

Il Super Magic Crazy Sport è stato preceduto da incontri nelle scuole, nei quali le testimonianze dirette di persone con disturbi servono a distruggere il pregiudizio deformante e contribuiscono a mettere in luce la sostanziale consapevolezza di chi soffre senza rinunciare o nascondere, con estremo coraggio, i propri comportamenti. Forse proprio la sorpresa nello scoprire questi elementi di “verità” delle persone affette da disturbi mentali sono le caratteristiche che contribuiscono di più a smontare lo stigma e a conciliare i giovani con il concetto di diversa abilità di pensiero e la sconcertante scoperta della normalità del “matto”.



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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