di Silvia Agostini, Monica Lemoli e Laura Zavatta*
Il Centro Diurno "Osservanza" dell’Azienda USL di Bologna ha da poco spento le sue prime due candeline. Nato grazie a fondi ministeriali come struttura sanitaria intermedia, il Centro accoglie ragazzi con quadri di psicopatologia complessa, offrendo interventi intensivi per prevenire ricoveri prolungati e favorire il ritorno alla vita sociale e scolastica.

Il modello di lavoro del Centro Diurno nasce da un'idea innovativa di integrazione tra professionisti dell’Unità specialistica di Psicopatologia dell’adolescenza, i Neuropsichiatri del Territorio dell’Unità operativa di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza e il Terzo settore.
Analisi dell'utenza e dati di esito
Dall'apertura a oggi, il Centro ha preso in carico 84 pazienti (61 femmine e 23 maschi). L’età media all’accesso è di 15 anni e 8 mesi, ma la struttura accoglie preadolescenti già a partire dagli 11 anni, rispondendo a un bisogno di intervento precoce sempre più marcato. La provenienza dei ragazzi è omogenea tra i vari distretti dell’Azienda metropolitana.
Sotto il profilo dell’efficacia clinica, i risultati superano le medie riportate in letteratura per le psicopatologie adolescenti gravi, dove il drop-out oscilla spesso tra il 30% e il 50 per cento. All’Osservanza, l’abbandono precoce è inferiore al 15%, mentre quasi 8 pazienti su 10 (78,6%) concludono positivamente il percorso, raggiungendo gli obiettivi definiti insieme a famiglie ed équipe.
Il ruolo dell’infermiera: monitoraggio clinico e gestione dell’urgenza
Fa parte dell’équipe multiprofessionale l’infermiera, il cui lavoro si articola tra l’osservazione costante, la relazione terapeutica e la gestione di situazioni critiche. L’attività infermieristica consiste nel monitoraggio dell’aderenza alla terapia farmacologica e nella sorveglianza dei possibili effetti collaterali, integrando tali aspetti con interventi di de-escalation, strategie di coping e tecniche finalizzate alla prevenzione e al contenimento delle crisi comportamentali ed emotive. La presenza continuativa dell’infermiera consente di intercettare precocemente i segnali di disagio o scompenso, favorendo interventi tempestivi, coerenti con il piano terapeutico e orientati alla tutela della stabilità e del benessere della persona assistita.
Il Centro offre inoltre ai ragazzi e alle famiglie la possibilità di accessi extra-programmati in situazioni di crisi acuta. L’obiettivo è quello di non spostare l'urgenza altrove, ma contenerla e attraversarla insieme al ragazzo all’interno di uno spazio protetto, riducendo sensibilmente il ricorso al Pronto Soccorso o al ricovero ospedaliero.
Oltre la clinica: i laboratori e la rete territoriale
Nei due anni di apertura abbiamo integrato il progetto pedagogico e riabilitativo del Centro Diurno con attività educative e formative a tema espressivo, sportivo, musicale e interventi assistiti con animali. Viene registrato, a uso esclusivamente interno, un podcast in cui i ragazzi assieme agli educatori e a esperti si sperimentano in conversazioni, narrazioni e interviste su temi di loro interesse. Da un bisogno rilevato in collaborazione l’operatrice IPS Young figura professionale presente nel nostro servizio, proponiamo il corso “Esploriamo il mondo del lavoro” rivolto ai ragazzi per sviluppare competenze trasversali (soft skills) finalizzate ad aumentare il senso di autoefficacia nel raggiungimento dei propri obiettivi e per costruire la propria idea di occupazione attraverso la conoscenza diretta delle realtà lavorative del nostro territorio. Il laboratorio è condotto da formatori esperti di una cooperativa accreditata come ente di formazione professionale.
L’idea di ampliare e diversificare il fare educativo nasce dalla consapevolezza che il ragazzo, al centro del progetto di cura secondo il modello recovery, è all’interno di un percorso evolutivo. Il Centro Diurno si offre quindi come un luogo di accoglienza intensiva che collabora sinergicamente con la rete dei servizi invianti per garantire la continuità di cura: l’obiettivo, in un’ottica di stepped care, è favorire il passaggio a livelli di assistenza meno intensivi e il ritorno del ragazzo ai propri compiti di crescita, pienamente reinserito nei suoi contesti di vita.
*Silvia Agostini infermiera, Monica Lemoli educatrice professionale, Laura Zavatta educatrice professionale del Centro Diurno Osservanza

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi
...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...
Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo Pini, di Milano.
presso Istituzione Giancarlo Minguzzi
Via Sant'Isaia, 90
40123 Bologna
Codice Fiscale: 91345260375
email: redazione@sogniebisogni.it