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Quando la terapia fa rima con empatia: gli Esperti per Esperienza

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a cura di Francesca Guzzetta per il gruppo ESP del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna: V.Trono, C. Paolucci, A. Cattani, C. Zucchi, I. Kaczor

L’8 Aprile 2021 è partito a Bologna il Corso ESP/Orientatore a Bologna che vede impegnati 10 utenti del DSM- DP di Bologna, 5 di Imola e 2 di Ferrara.

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Qui di seguito cerchiamo di spiegare finalità e significato del corso; ci preme sottolineare che l’avvio di questa esperienza evidenzia la volontà del DSM-DP di Bologna di promuovere percorsi di empowerment e di coinvolgimento degli utenti al fine di creare reali processi di collaborazione, co-progettazione e co-produzione con tutti gli stakeholder (portatori di interesse) del sistema della salute mentale. Riconoscere il sapere esperienziale degli utenti e valorizzarne il contributo all’interno dei servizi è motore di circoli virtuosi promotori di cambiamento verso servizi sempre più orientati alla persona e alla recovery.
L’iniziativa nasce dalla volontà di valorizzare le esperienze maturate in questi ultimi anni nei diversi CSM dipartimentali, dai soggetti coinvolti nel ruolo che li definisce come “Esperto in Supporto fra Pari (ESP)”.
Un corso analogo si è tenuto presso l’AUSL di Reggio Emilia nel 2019, a questo corso hanno partecipato due utenti del DSM- DP di Bologna.
La qualifica regionale di “Orientatore” è stata individuata dalla Regione Emilia-Romagna come titolo già esistente che potesse includere la figura dell’ESP.

Ma chi sono gli ESP? Nella nostra regione la definizione di Esperto in supporto fra pari (anche chiamato Facilitatore sociale) indica una figura che ha come caratteristiche l’aver conosciuto la sofferenza psichica personalmente, o come famigliare o per contatto con persone care; aver fatto un percorso personale di recovery e di empowerment; aver condiviso i propri vissuti e le proprie riflessioni in contesti gruppali (gruppi terapeutici, gruppi di auto mutuo aiuto, gruppi di progettazione e di ricerca composti da utenti, familiari, operatori), aver fatto esperienza di volontariato e di associazionismo; aver sviluppato attitudine all’ascolto attento e rispettoso dell’altro; aver deciso di mettere a disposizione di altri il proprio sapere esperienziale e il proprio sostegno empatico all’interno dei servizi, in un’ottica di recovery; aver imparato ad accogliere le istanze degli utenti in accesso a Dipartimento Salute Mentale, formulando risposte coerenti con i bisogni espressi ed indirizzando ai diversi servizi/professionisti fruibili; aver partecipato a percorsi formativi non certificati ma sicuramente finalizzati all’acquisizione di competenze specifiche nel supporto fra pari e nell’orientamento alle opportunità offerte dai servizi e dai territori. All’interno del Dipartimento Salute Mentale Dipendenze Patologiche di Bologna come negli altri DSM DP della regione Emilia Romagna, sono infatti presenti da anni attività di supporto tra pari sostenute da numerose e diversificate esperienze formative.
Le diverse formazioni svolte da parte dei candidati hanno portato allo sviluppo di numerose capacità quali ascolto, empatia, accoglienza in una prospettiva di relazione autentica basata sulla fiducia reciproca, affidabilità, responsabilità, fiducia nella possibilità di un cambiamento per tutti, visione centrata sulle risorse, capacità di lavorare in gruppo e con gli altri, capacità di mediazione, conoscenza dei servizi e del territorio

Il corso si svolge per un totale di 200 ore. I contenuti del corso riguardano la gestione della relazione d’aiuto, l’analisi dei bisogni ed esigenze dell’utente, la gestione e valorizzazione delle risorse degli utenti, la gestione del colloquio (comunicazione efficace, ascolto attivo, assertività), approccio motivazionale nei contesti che sostengono il cambiamento, sostegno all’utente per una migliore percezione di sé e della propria patologia, sostegno all’utente nella presa di decisione e risoluzione autonoma dei problemi, nonché gestione della privacy.
Al momento le lezioni, causa pandemia, si stanno tenendo online, con un impegno bisettimanale di circa 3 ore, la speranza è quella di poter ritornare al più presto in aula.
Per alcune delle persone che hanno iniziato il corso e che hanno un minor numero di “evidenze” a sostegno della qualifica è prevista la possibilità di accedere a un percorso di tirocinio che vada ad arricchire le “evidenze” a completamento dell’acquisizione delle competenze previste dalla Qualifica.

L’obiettivo del percorso formativo consiste nello sviluppare e implementare capacità e conoscenze relative al profilo dell’Orientatore, tale opportunità permetterà ai partecipanti di sviluppare competenze per operare con maggiore efficacia anche all’interno dei servizi di appartenenza.
Al termine del corso, al fine di ottenere la qualifica, sarà necessario tenere un esame, con una commissione individuata dalla Regione Emilia-Romagna; in caso di mancato superamento dell’esame o di non partecipazione all’esame, sarà possibile ottenere un attestato di frequenza.

Attraverso l’ottenimento della qualifica regionale di Orientatore si darà ai partecipanti la possibilità di favorire il passaggio da volontari o tirocinanti a possibili inquadramenti lavorativi attraverso il privato sociale che collabora con il Dipartimento di Salute Mentale, alla realizzazione di progetti personalizzati con Budget di Salute.
Gli ESP/Orientatori sono degli ESP “qualificati”, quindi con una formazione ed una qualifica riconosciuta a livello della nostra regione. Questa qualifica permette agli ESP di poter essere riconosciuti in contesti lavorativi.
I partecipanti sono entusiasti dell’esperienza che rappresenta per alcuni anche una occasione importante per rimettersi in gioco.




 

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...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
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Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
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