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Michele e Luciano: l’entusiasmo di vivere sempre nuove esperienze

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura di Federico Mascagni, coordinatore redazione di Sogni e Bisogni

La testimonianza di Michele, iscritto con i suoi genitori alle associazioni Galapagos e Special Boys (le associazioni della psichiatria adulti di Bologna sono talmente amiche da non essere gelose dei propri iscritti) dimostra che per alcune persone con disturbi riempire la propria giornata di attività che portino ad apprendere l’utilizzo degli strumenti necessari per la vita quotidiana (l’uso dei mezzi pubblici, dei pc, dei tablet, degli smartphone) è importante quanto l’espressione di sé, lo sport, lo svago. Nulla deve essere scontato. Come nessuno deve essere lasciato indietro.

 Michele e Luciano

"Ciao ragazzi Galapagos e Special Boys. Sono passati dieci anni da quando ci conosciamo: sono arrivato qui nel 2010 fino ad oggi 2021! All'inizio ero chiuso di carattere ma poi con il tempo mi sono aperto con i ragazzi e ragazze, ho iniziato con la pallavolo, poi con il calcio, con il tempo ho conosciuto altre squadre.
Di pallavolo e di calcio non sapevo che con il tempo avrei fatto di più. Sono stato molto contento di far parte di queste associazioni, poi ho iniziato con arteterapeutica, ma con Cristina Stanzani. E poi ho iniziato con il Tasso a imparare ad usare il pulman e sapere quando e dove fermarmi. Con il tempo ho imparato a prendere l'autobus.
Poi ho iniziato con Maria Parracino il laboratorio del sabato al Provvidone, la Casa delle Associazioni.
Con l'associazione Galapagos e con gli Special Boys, con il giusto tempo, ho imparato a fare anche i mercatini a Pieve di Cento, San Giorgio e San Pietro in Casale.
Con il gruppo, poi dopo un pò di tempo ho fatto dei corsi sempre nella Casa delle Associazioni, ho fatto il corso di cameriere e bar con il professore Ciro e poi alcuni corsi di lavoro con Alessandro Campailla per entrare nel mondo del lavoro.
Insieme a questi corsi ho fatto anche il corso del tablet livello base nella Casa delle Associazioni, al Provvidone di Sabbiuno di Castelmaggiore, mentre quello intermedio a Bologna.
Ho iniziato ad uscire fuori casa e a fare le vacanze a Viserba di Rimini. Con i ragazzi ho raccontato delle mie esperienze del mio paese e loro hanno volentieri ascoltato i miei problemi.
Con le persone, ragazzi e ragazze, ho capito quanto valgono le amicizie, andando al Tasso ho imparato a fare la spesa che non ero mai riuscito a fare, con il tempo mi hanno proposto di fare anche le abilità sociali, poi oltre la cucina e le abilità anche cantare.
Poi è arrivata un' importante notizia o proposta di lavoro, mi hanno proposto di lavorare ai burattini e prendere uno stipendio.
Sono molto felice di quello che faccio".

 

Luciano è stato un Disk Jokey con all’attivo numerose serate nel clubbing dell’area bolognese. Ma l’esordio di un disturbo colpisce senza preavviso. L’isolamento conseguente allo stigma non ha impedito a Luciano a continuare a coltivare la sua passione, anche se con uno stile personale, una modalità espressiva diversa rispetto a quella che la convenzione vuole. Quel “crack” doloroso che divide in due la vita spezza anche le capacità espressive trasformandole in qualcosa di totalmente diverso e nuovo. Luciano colleziona centinaia di vinili. Quando può li fa suonare per condividerli con gli altri.

"Mi chiamo Balboni Luciano, pur essendo seguito dal Centro di Salute mentale di San Giorgio di Piano dal 1995 (Bipolarismo) faccio parte dell’Associazione Galapagos solo da pochi anni.
All’interno dell’Associazione ho trovato persone molto cordiali sia da parte dei responsabili che da quella dei ragazzi coi quali ho fatto subito amicizia soprattutto con un ragazzo di nome Fabio Tolomelli avendo in comune la passione per la musica anni ’70.
Io e Fabio siamo entrambi Disk Jokey e a turno allietiamo a volte con musica mixata, a volte con Karaoke le cene che si organizzano al Provvidone dove fra settimana si svolge anche il covo dei DJ, un ritrovo di DJ un po’ esperti che danno lezione a dei neofiti.
In estate l’Associazione organizza una vacanza in riviera alla quale partecipo da alcuni anni trovandomi divinamente.
L’Associazione ha anche una convenzione con la piscina di San Pietro in Casale dove io e gli altri ragazzi andiamo sia d’estate che in inverno a fare una sana nuotata a prezzo modico".




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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