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Patronati, CAF e disabilità mentale. La testimonianza delle Acli

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura di Carolina Ciccarelli, Responsabile Patronato Acli Modena, Chiara Pazzaglia, Presidente provinciale Acli Bologna e Simone Zucca, Direttore Acli Service della Via Emilia

Nella quotidianità dei nostri servizi di Caf e di Patronato incontriamo utenti con qualche forma di disabilità mentale. In alcuni casi, questi sono opportunamente sostenuti da familiari, oppure da amministratori di sostegno, da Associazioni e volontari, dalle Parrocchie oppure dai Servizi sociali territoriali.

Articolo ACLI

Talvolta hanno accanto un caregiver cosiddetto “formale”. Non sempre, tuttavia, questo avviene e, in alcuni casi, anche le persone che li assistono non hanno le competenze per farlo al meglio. L’ostacolo principale alla esigibilità dei diritti acquisiti è senz’altro l’eccessiva burocratizzazione delle procedure volte all’ottenimento di essi, sia in campo previdenziale, sia fiscale, sia nel welfare state in generale. In particolare, nel campo del fiscale siamo spesso di fronte anche all’esercizio di un dovere, come avviene ad esempio nel versamento di alcune imposte. La questione, dunque, si complica ulteriormente.

Il primo paradosso con cui si scontrano gli Enti che vorrebbero aiutare queste persone è quello della privacy: è una legittima tutela che, però, di fronte all’utenza con disabilità psichica si scontra con quel buon senso pratico, quello “del padre di famiglia”, che tante volte cita il nostro sistema normativo, ma che poi difficilmente trova applicazione pratica. In nome della privacy molte informazioni importanti per questi utenti non possono essere trasmesse ai familiari o a chi li assiste e questo complica spesso la gestione della pratica.

A ciò si aggiunge che, spesso, il personale non è formato in modo adeguato a trattare con questa tipologia di utenti. La formazione tecnica non sempre si affianca a quella relazionale: il Terzo Settore potrebbe intervenire anche su questo, in forma sussidiaria. Il Covid-19 ha fatto un po’ da capro espiatorio per carenze già endemiche. Ma, in effetti, ha senz’altro favorito lo sviluppo di disturbi psichici e di questo non potremo tenerne conto, anche per quanto riguarda le future ripercussioni.

Sicuramente si potrebbe agire ancora maggiormente sul tema dell’amministrazione di sostegno, formando e informando i cittadini su questa opportunità, perché non diventi patrimonio esclusivo di professionisti che, pur preparati, chiaramente non possono avere quella sensibilità sociale ed empatia che hanno un volontario o un familiare (con le dovute eccezioni).
Andare in giro per uffici, spesso tanti, per raggiungere il solo obiettivo dell’ottenimento di un diritto, privi di documenti necessari, rimbalzati a destra e a manca, scoprendo a volte, peraltro, di non poter neanche operare per sé stessi inficia notevolmente il benessere di queste persone. Questo spesso mette in difficoltà anche l’impiegato del servizio, che non può procedere con le pratiche per l’ottenimento del diritto, dilatando così i tempi e sottoponendo questi soggetti sensibili a un andirivieni stressante e spesso per loro non “finalizzato”.

I diritti di welfare, previdenziali, ci sono e sono tanti, talmente tanti che nessuno, però, può saperli tutti: guardiamo il classico esempio dell’invalido civile che ottiene la legge 104/92 art. 3 comma 3, che determina la presenza di un handicap nel suo stato di massima gravità. Non tutte le famiglie vengono informate (da chi poi? Chi è la figura preposta ad informarle?) che il familiare con disabilità intellettiva mentale e psichica gode di agevolazioni fiscali per l’acquisto di un veicolo, anche senza che quest’ultimo venga appositamente adattato. Ancora meno sanno che, per poter far sì che questo avvenga, non solo deve aver ottenuto anche l‘accompagnamento, ma nel verbale deve essere riportata la seguente dicitura: persona con “handicap psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento (articolo 30, comma 7,legge 23 dicembre 2000, n. 388)”. Tale voce, troppo spesso, viene inserite nel verbale solo su richiesta!

Purtroppo, non è l’unico documento che serve: immaginiamo come possa un disabile mentale affrontare da solo o con la propria famiglia questa difficoltà all’accesso di un diritto.
Come associazione e come servizi, abbiamo spesso a che fare con persone con disturbi mentali e le loro famiglie, spesso presenti nel momento del disbrigo delle pratiche, come a voler insegnare loro le azioni del mondo burocratese (bisogna andare in ufficio, firmare dei fogli, fare domande ecc.), ma anche a voler “normalizzare” la loro condizione nei confronti dell’atto burocratico: esistono, sono qui, hanno bisogno di burocrazia per poter vivere. Hanno bisogno di chiedere alla burocrazia di essere clemente.
In questo momento, in particolare, per accedere a qualsiasi tipo di servizio di Welfare, non bisogna dimenticarsi di due parole: SPID e ISEE.

Lo Spid è l'identità digitale di una persona: un passepartout per aprire qualsiasi porta telematica dei servizi della Pubblica Amministrazione. Ottenerlo non è difficile: ci sono in Italia alcuni provider abilitati e se si ha alla portata di mano documento di identità, smartphone e mail bastano pochi minuti.Giusto, alla portata di mano..E se questi non ci sono? E se una persona non ha uno smartphone, una mail come può fare? Purtroppo nemmeno l'eventuale amministratore di sostegno può venire in suo soccorso, Questo perché l'identità digitale è personale e, come tale, può essere richiesta solo dal diretto interessato.

Ma poniamo il caso che una persona riuscisse a dotarsi di Spid, cosa deve fare per accedere ad un Servizio Sociale Agevolato? Deve munirsi di ISEE, l'indicatore della Situazione Economica Equivalente. Una specie di Patrimoniometro, cioè un algoritmo che misura la ricchezza di un nucleo familiare incrociando reddito, patrimonio e composizione numerica della famiglia. E dove si prende questo ISEE? Ci si può arrangiare? Certo. Andando sul sito dell'INPS. Ma tenendo in considerazione che servono molti documenti sia bancari che reddituali e che si possono chiedere fino a 6 Modelli ISEE diversi.

E allora, forse, è meglio rivolgersi ad un esperto. Allora entra in gioco la possibilità di farsi assistere, gratuitamente, da un Caf. Che oggi, ancor più del passato, ricevono solo su appuntamento. E con la mole di richieste da gestire potrebbe trovare una disponibilità non prima di due mesi.

Poniamo che ci siam riusciti. Abbiamo l'ISEE. Ora che ne facciamo? Non è finita. Dobbiamo inviare il nostro ISEE all'Ente erogatore del Servizio di cui necessitiamo. Che valuterà il merito tramite la sua graduatoria. Crediamo non ci si debba lamentare del Sistema di Welfare presente a Bologna oggi: tuttavia, per una persona con difficoltà, pare doveroso saltare alcuni passaggi. Ad esempio, che si faccia domanda presso il Comune di Residenza che, tramite i servizi sociali e con apposita delega, disbrighi tutte le faccende burocratiche.
E che detto Ente sia preposto a farlo. Oggi, se un Assistente Sociale si presenta ad un Caf, per esempio, non può fare un ISEE per conto di un assistito, Salvo ne sia il tutore nominato dal giudice...

Da parte delle Acli e dei Servizi di Caf e Patronato c’è sempre la massima disponibilità e anche l’abitudine, possiamo dire così, a rapportarci con persone con disabilità di ogni tipo. Cerchiamo di formare e sensibilizzare i dipendenti, i volontari, i dirigenti associativi sul linguaggio da utilizzare, sul contrasto allo stigma sociale e al pregiudizio che accompagna queste patologie, sulle modalità di relazione. Ma tutto questo viene lasciato alla nostra sensibilità ed iniziativa. Dovrebbe, invece, essere previsto un canale preferenziale e una apposita formazione anche nella Pubblica Amministrazione: questa è la nostra proposta.

 Di seguito la redazione di Sogni e bisogni aggiunge: 

Il patronato è un istituto che presta assistenza e tutela a tutti i cittadini. Il patronato offre i propri servizi in modo gratuito, fra i quali informazioni sulle diverse tipologie di pensione (quota 100, di anzianità, complementare, di invalidità etc). Sono servizi a pagamento, fra gli altri, la richiesta di riconoscimento di handicap grave stabilito dalla legge 104 e l'autorizzazione per i versamenti volontari di contributi.

I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) si occupano di supportare tutti i cittadini negli adempimenti fiscali. Offre assistenza per la compilazione e per l'invio dei documenti richiesti per determinate pratiche come modelli 730, dichiarazioni fiscali di qualsiasi tipo, modelli Isee. Tra le richiesta a pagamento l'identità digitale (Spid).

ACLI Associazione Cristiana Lavoratori Italiani

via delle Lame 116

40122 Bologna tel. 051/0987719

- Patronato ACLI:

Via Ercolani 7/P 40122 Bologna

Tel. 051/522105

E-mail: bologna@patronato.acli.it

- CAF ACLI:
Via Lame 116 – 40122 Bologna

Tel. 051/522066

E-mail: viaemilia@acli.it

________________________________________________________

 CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro
- Patronato INCA

Via Marconi, 67/2 – 40122 Bologna

Tel. 051/244710

E-mail: inca@bo.cgil.it

- Caf Teorema
Via Torreggiani, 3/2 – 40131 Bologna

Tel. 051/4199333

E-mail: info@teorema.bo.it

_________________________________________________________

 CISL

- Patronato INAS
Via Amendola, 4/d – 40121 Bologna

Tel. 051/256711

E mail: bologna@inas.it

- Caf Cisl
Via Amendola, 4/d – 40121 Bologna

Tel. 051/256711

E-mail; responsabile.fiscale.bologna@cisl.it

__________________________________________________________

 MCL - Movimento Cristiano dei Lavoratori

- Patronato SIAS

Via Lame, 112/B – 40122 Bologna

Tel. 051/520388 – Fax: 051/5284882

E-mail: bologna@patronatosias.it

Caf Mcl

Via Lame, 112/F – 40122 Bologna

Tel. 051/520388

E-mail: info@mcl-centroservizi.it

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 UGL
- Caf Ugl

Via S.Margherita, 9 – 40123 Bologna
Tel. 051/222844

Email: cafugl.bo@gmail.com

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 UIL

- Patronato ITAL-UIL

Via Serena, 2/2 – 40127

Tel. 051/525462

E-mail: italbologna@gmail.com

- Caf Uil Venere Bologna

Via Serena, 2/2 – 40127 Bologna

Tel. 051/6334376 E-mail: cafuil.bo0@cafuil.it

________________________________________________________

 CISAL

Via F.lli Rosselli, 15/D - 40121 Bologna

Tel. 051/555481

E-mail: cisal_bo@libero.itwww.cafcisal.it

_________________________________________________________

 Confsal

Via Bigari, 17/2 – 40128 Bologna

Tel. 051/366065

E-mail: snalscafbo@alice.it

____________________________________________________________

CAF Servizi di Base (SGB)

Via Zampieri 12, 40129 Bologna

Tel. 051359801

E-mail: servizi.bologna@sindacatosgb.it




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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