• Home
  • documenti
  • Articoli
  • Personaggi in cerca d’autore (underground): alla ricerca dell’identità

Personaggi in cerca d’autore (underground): alla ricerca dell’identità

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura di Maria Berri

Dal 4 all’8 dicembre, al Teatro delle Moline a Bologna, è andata in scena la rappresentazione teatrale dal titolo Personaggi in cerca d’autore (underground), a cura di Nanni Garella, tratta dal dramma di Luigi Pirandello Sei personaggi in cerca d’autore.

L’associazione Arte e salute onlus, collegata al corso l’alta formazione per la figura dell’attore, ha prodotto questo spettacolo in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, progetto “Teatro e salute mentale” e con il Dipartimento di salute mentale dell’Azienda USL di Bologna.
Il regista Nanni Garella, che da molti anni collabora con il Dipartimento di Salute Mentale, nel corso dei quali ha dato vita a numerose rappresentazioni, mette in luce come nello psicodramma pirandelliano, oltre dieci anni prima, si sia immaginato i sei personaggi emergere da un bassorilievo, incrostati di intonaco, fissati in maschere, come scolpiti.
Ai suoi attori, provenienti dall’Associazione Arte e Salute e dal corso di alta formazione per la figura dell’attore, ha richiesto una interpretazione con parole pronunciate a toni alti, drammatici, così da rivelarsi non uomini, non fantasmi, ma personaggi. Creature eternamente dolenti, destinate a ripetere sempre la stessa scena, in quanto tentano da sole a rappresentarsi, poiché rifiutate di essere interpretati.


Il regista Nanni Garella nella sua rilettura dell’opera fa lentamente entrare i personaggi: il padre, la madre, la figliastra, il figlio e due pupazzi (gli altri due figli piccoli), nel pieno dell’allestimento di una rappresentazione in cui vi è il capocomico e gli attori che parlano da soli e tra loro. La scenografia è essenziale con pochi arredi. Uno sfondo nero. La madre con il volto velato e la figliastra, anch’ella vestita di scuro, si presentano sulla scena con il padre e il figlio e sono pronti ad essere interrogati. Ad ogni domanda rispondono parlando solo di sé e del mistero della propria forma incompiuta e sofferente, immortale come qualcosa che non ha corpo, ma sanguinante da profonde ferite: una forma logica e divina come quella di un angelo, ma fragile come quella di una creatura, scrive Garella in una sua personale descrizione.


Madama Pace, vestita d’argento, il settimo personaggio, evocato, ma che appare a metà dramma, dà forma all’intreccio della storia tra il padre e la figliastra che descrivono del loro incontro nella casa di appuntamento della stessa Madama Pace. La madre, in uno dei momenti più scabrosi, evita il rapporto carnale tra padre e figliastra e il conflitto diventa sempre più aspro nel rinfacciarsi colpe e situazioni. Il dramma continua anche dopo la presa in carico, da parte del padre, della “famiglia” e non si si ferma davanti alla tragedia della morte dei figli più piccoli (i pupazzi).
La tragica fine con lo sparo diretto al pupazzo maschio (il figlio giovinetto) che assiste inerte alla morte della pupazza affogata nella vasca (la sorellina ) chiude la scena.



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

Scorciatoie

Sogni&Bisogni

Associazione Cercare Oltre

presso Istituzione Giancarlo Minguzzi
Via Sant'Isaia, 90
40123 Bologna
Codice Fiscale: 91345260375
email: redazione@sogniebisogni.it

Privacy&Cookies

Privacy Policy Cookie Policy