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Le suggestioni del mare nel nuovo numero del Faro

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura di Maria Berri

 Nel numero di luglio 2019 de “Il Faro, che come ricordiamo rappresenta tutti quelli che si adoperano nel mondo della salute mentale attraverso gli scritti, le recensioni e gli inserti scientifici, si affronta il tema de Il Mare.

 Il Mare, nella metafora utilizzata nella rivista, rappresenta la personalità dell’uomo e il Faro, con la sua luminosità, diventa punto di riferimento nelle tempeste emotive; orienta e rassicura chi si trova nel mare della sofferenza, come ha ribadito il direttore Fabio Tolomelli nell’editoriale.
Si toccano vari argomenti inerenti il mare come, tra l’altro, il suo deterioramento, il suo inquinamento e temi di introspezione psicologica.

Nei racconti che si susseguono nella rivista, spicca per la sua originalità quello di Cesare Riitano dal titolo Io odio il mare. L’autore parla del mare in chiave ironica e satirica mettendo in risalto gli stereotipi e le caratteristiche dell’italiano medio quando si reca in vacanza al mare, tratteggiando in maniera efficace ed esilarante ambienti e scene che si svolgono sulle nostre spiagge negli stabilimenti balneari: l’ombrelloncino a spicchi gialli e rossi, lo sdraietto con la settimana enigmistica, i pacchiani bagnini color pollo arrosto, il bicchiere d’acqua al bar al “modico” prezzo di 5 euro.

Cesare, riandando indietro con il tempo, associa il mare a un periodo della sua giovinezza: ci troviamo nel 1985 e ricorda l’incontro con Nunzia, una ragazza calabrese che segnò quella particolare estate. Per Cesare non c’era niente da salvare di quelle noiose giornate trascorse al mare. L’ allora adolescente diciassettenne trova nell’incontro con quella goffa ragazza un senso al suo essere lì. Una volta conosciuta, però, dopo pochi minuti di conversazione si accorge di essersi messo nei guai.

Lui proveniva dalla “evoluta” Bologna mentre Nunzia era una ragazza tipica del sud e stare con lui era compromettente e il loro incontrarsi doveva evolversi in una rapporto più stretto con un progetto di matrimonio. Il fratello di lei si presenta a casa sua, lo minaccia qualora non avesse avuto serie intenzioni. Cesare che non aveva alcuna intenzione di costruire qualcosa di duraturo, scappa da quel luogo a gambe levate con tutta la sua famiglia. Il nostro protagonista mette in evidenza, attraverso la sua personale esperienza, le differenze tra due culture e tra due diversi mondi valoriali. Da quel momento è stato così profondamente segnato da associare la sua esperienza sentimentale negativa al mare. Cesare conclude il suo racconto sempre in chiave ironica affermando che prova disgusto verso il mare ed il matrimonio con una domanda: è un limite o un’impagabile virtù?

 Altro racconto che mi ha colpito in questa edizione del Faro è quello di Patrizia Degli Esposti dal titolo Meraviglioso e affascinante mare che in contrapposizione al precedente fa un ritratto romantico e celebrativo del mare. Ci regala tanta suggestione poetica facendo anche introspezione psicologica. Per Patrizia il mare è come osservare le persone: la superficie che possiamo vedere tutti e anche gli angoli nascosti ed inesplorati delle sue profondità.
Il mare ha una ricchezza infinita: può donare nutrimento agli esseri viventi; essere curativo con i suoi sali iodati e offrire agli occhi di chi lo esplora una superficie spettacolare con i suoi colori che si fondono con l’orizzonte. In profondità scoprire la vita meravigliosa della sua flora, della sua fauna e delle spettacolari barriere coralline, scrigno prezioso del suo grembo.
Il mare, fonte di salute dà forma agli oceani e nella sua vastità troviamo il fascino dell’ignoto e l’origine della vita.

Nel suo racconto ci descrive con occhi sognanti lo scenario suggestivo del mar Rosso, impagabile avventura vissuta in una sua indimenticabile vacanza. Gli stati d’animo provati nello spingersi sempre più in avanti e in profondità le davano la sensazione di essere in un acquario circondata da tante specie di pesci colorati e di sentirsi risucchiata, ma solo per un attimo, nelle sue viscere. Avvertiva la presenza divina nella spettacolare visione del mare e del cielo fusi all’orizzonte mirabilmente.
Momenti indimenticabili sono stati anche quelli vissuti sulla barca cullata dal leggero ondeggiare del mare nella baia dove era ancorata durante la notte. Nella sua mente attraverso voli pindarici rivede avventure di pirati, di tempeste e di mareggiate. Patrizia completa con una metafora in cui sogna di approdare in un’isola sulla quale ricominciare.
Richiamo per concludere la citazione di Charles Baudelaire: Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola.



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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