di Laura Pasotti
Conflitto e cura è il tema della call for artist 2026 lanciata da Cheap, il progetto che a Bologna promuove la street art come strumento di indagine sociale, a cui hanno risposto anche i membri del Collettivo artisti irregolari bolognesi. Tra maggio e luglio 2026 è stato realizzato un laboratorio artistico, in collaborazione con Progetto Itaca Bologna e Istituzione Minguzzi, che ha portato alla realizzazione di nove manifesti dedicati al tema con particolare attenzione alla salute mentale.
I manifesti del Caib non sono stati selezionati per essere affissi nelle bacheche cittadine ma sono stati esposti negli spazi del DAMSLab in occasione della Giornata mondiale della salute mentale 2026 e dal 5 al 20 novembre saranno visibili al Test – Nuovo prototipo urbano, lo spazio temporaneo per creatività, socialità e artigianato di Villa Turri, sempre a Bologna.

Durante il laboratorio ogni artista ha sviluppato la propria idea, da solo o insieme ad altri. Da questo lavoro sono nate opere molto differenti tra loro per linguaggio, sensibilità e modalità espressive con un fil rouge dato dal desiderio di parlare di temi che riguardano tutti: il conflitto che può attraversare la vita di chiunque sia interiore che nel rapporto con gli altri; la cura, che non sempre è un percorso lineare ma richiede ascolto, consapevolezza, disponibilità, coraggio nel chiedere aiuto e nell'accettarlo; le fragilità.
La scelta di affiggere i manifesti in occasione del convegno “Ecosistemi per il diritto alla salute mentale” assume un significato particolare: portare le opere fuori dal laboratorio per incontrare la città e diventare presenze visibili nello spazio pubblico. Un invito a guardare e riflettere.
I nove manifesti affrontano queste dimensioni attraverso immagini, parole e simboli, dando forma a domande, esperienze e riflessioni personali e collettive. “Nella cura la carezza, nel conflitto la corazza” suggerisce il contrasto tra la possibilità di accogliere e la necessità di difendersi. “Come stai? Non lo so” dà voce alla difficoltà, a volte, di riconoscere e raccontare ciò che sentiamo. Non sempre sappiamo dare un nome al nostro disagio: per questo è importante trovare spazi nei quali potersi esprimere senza essere giudicati. “Pericoloso a sé e agli altri” richiama l’attenzione sui pregiudizi che, nel tempo, hanno accompagnato la sofferenza mentale. “Resistenza, resilienza”, richiama la capacità di attraversare le difficoltà e trovare nuove possibilità. “Un sorriso dona felicità. Per la pace da conquistare” avvicina un gesto semplice al desiderio più ampio di pace, mentre “Synapser: my own database” afferma che l’amore è la sola corrente che ci deve attraversare, evocando il bisogno di connessione e di relazione. Con «In Seno Cura», proposto in due versioni visive, il corpo diventa immagine e linguaggio della cura, richiamando una dimensione di accoglienza, intimità e protezione.
Tra le opere, il manifesto della fotografa Lidia Sasdelli affronta il tema dell’indifferenza nei confronti della salute mentale attraverso fotografie realizzate nel giardino dell’ex ospedale psichiatrico Roncati, simboli e una composizione che integra fotografia e intelligenza artificiale.
Le figure che richiamano le tre scimmiette — non vedo, non sento, non parlo — ci mettono di fronte al rischio di chiudere gli occhi davanti alla sofferenza, di non ascoltare chi sta male e di rinunciare a parlarne. Un invito a scegliere, invece, la presenza, l’ascolto e la solidarietà. “Ignorare la cura o essere indifferenti verso chi ha problemi di salute mentale ed entrare in conflitto fa male a noi stessi ma anche a coloro che ci stanno intorno – dice Sasdelli – Aprirsi, curarsi o aiutare qualcuno a farlo, al contrario, significa apertura mentale, ricchezza di crescita e benessere”.

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi
...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...
Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo Pini, di Milano.
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