di Federico Mascagni
Il sistema della salute mentale bolognese prosegue il suo percorso di integrazione con la nuova programmazione di PRISMA 2026 (Progetti Innovativi di Salute Mentale Attiva). Il programma, finanziato dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche (DSM-DP) dell'AUSL di Bologna, rappresenta lo strumento principale per la co-progettazione tra l’azienda sanitaria e il Terzo settore. In questo nuovo triennio, Progetto Itaca Bologna assume la responsabilità di capofila per l'intera area socio-relazionale, coordinando amministrativamente una rete che fino allo scorso anno faceva capo all'associazione Cercare Oltre. Mario Piccirilli, direttore di Progetto Itaca Bologna, illustra la struttura, i finanziamenti e gli obiettivi del progetto.

Finanziamento, monitoraggio e impatto sociale
Per comprendere cos’è PRISMA, occorre partire dal suo meccanismo di funzionamento e sostenibilità. Il progetto non opera su base assistenziale, ma su una rigorosa programmazione economica e valutativa. “Ogni associazione — spiega Mario Piccirilli — presenta una proposta accompagnata da un capitolato di spesa dettagliato. Tutti i singoli progetti vengono poi inseriti in un unico documento programmatico inviato al dipartimento. Spetta all’Ausl fare la valutazione economica finale: se la cifra richiesta supera il budget a disposizione, ricalibriamo le quote internamente”.
Il criterio di approvazione si basa sull'impatto: quante persone accoglie l’attività e qual è la ricaduta sui beneficiari diretti (utenti) e indiretti (familiari). Sul fronte del monitoraggio, il sistema prevede una rendicontazione costante: “Ogni associazione stila una relazione periodica per il capofila, dove si documenta la frequenza e il numero di persone raggiunte. Accanto al dato quantitativo, raccogliamo testimonianze qualitative. È un monitoraggio che permette anche ai servizi di valutare l'evoluzione dell'utente: PRISMA è spesso il punto di partenza che, consolidando le competenze socio-relazionali, porta la persona a sentirsi pronta per un tirocinio o un inserimento lavorativo”.
La nuova governance e la gestione degli spazi
La transizione della capofila a Progetto Itaca non modifica l’assetto logistico dei luoghi della salute mentale, come la Casa di Tina. “In questa fase — precisa Piccirilli — l'accordo è stato quello di subentrare come capofila per gestire la tenuta della rete e la ripartizione economica. Tuttavia, il coordinamento delle attività all'interno della Casa di Tina rimane in carico a Cercare Oltre. Anche la responsabilità operativa dei laboratori resta in capo alle associazioni che li svolgono, così come la formulazione del calendario per la prenotazione delle stanze".
La rete, le attività e i nuovi ingressi
L'area della socialità per il 2026 riunisce 8 associazioni, compresa la capofila. La programmazione conferma l'impianto precedente, introducendo nuovi partner per rispondere a bisogni specifici. “Tra le novità abbiamo AMA Hikikomori, che si occupa di persone con ritiro sociale attraverso percorsi sul territorio o a domicilio, e l'associazione L'ARCO, che assume la responsabilità del laboratorio di filosofia e propone nuovi percorsi basati sulla relazione e l'amicizia. Confermate le attività di Spazio Amicizia, dell'Associazione Cristina Gavioli, di Galapagos e il Progetto Passaporta, che garantisce la continuità informativa e di accoglienza tra i reparti ospedalieri (SPDC) e le reti esterne”. Per quanto riguarda le attività dirette di Progetto Itaca Bologna all'interno di PRISMA, la novità è il ritorno della Bottega di scrittura creativa: “L'anno scorso avevamo sospeso questa attività, ma abbiamo ricevuto sollecitazioni sia dagli utenti che dai referenti dei CSM. Il laboratorio sarà coordinato da Davide Rondoni in collaborazione con il Centro di Poesia bolognese e vedrà la co-conduzione di studenti dell'Università. Prosegue inoltre il laboratorio di pittura, che già negli anni scorsi ha permesso a diversi utenti di esporre le proprie opere in circuiti artistici cittadini”.
Il perimetro operativo: utenti e Budget di Salute
Piccirilli ribadisce con precisione il target del progetto: “Tutte le attività PRISMA sono rivolte esclusivamente agli utenti in carico ai Centri di salute mentale di Bologna e provincia. Le attività associative di prevenzione, come quelle che Itaca svolge nelle scuole, restano fuori da questo perimetro. PRISMA serve a supportare chi ha un Budget di Salute (BdS) a bassa intensità, offrendo quegli spazi di socialità che completano il percorso terapeutico. L'attivazione che deriva dal frequentare un laboratorio — prepararsi, prendere i mezzi, uscire dal contesto familiare — è un esercizio fondamentale di autonomia”.
Volontarietà e "Modello Recovery College"
L'accesso alle attività di PRISMA si fonda sulla partecipazione attiva e consapevole dell'utente, ricalcando prassi consolidate sul territorio bolognese. “Il concetto cardine è la volontarietà — conclude Piccirilli —. La persona non viene semplicemente inviata al progetto, ma sceglie attraverso un calendario che viene messo a disposizione nei CSM e illustrato in incontri pubblici con i referenti dei servizi. Questo approccio è simile a quello dei percorsi del Recovery College: l'utente ha la possibilità di sperimentarsi, di frequentare una o due volte e poi decidere se restare o indirizzarsi verso altre attività della rete. In questo modo, l'individualità viene rispettata e lo spazio del laboratorio diventa un luogo di accoglienza e inclusione reale”.

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi
...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...
Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo Pini, di Milano.
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