di Laura Pasotti, redattrice di Sogni&Bisogni
Una delle cose più importanti che ci ha insegnato Franco Basaglia è che la salute mentale si fa nei territori. E, nel nostro piccolo, è quello che proviamo a raccontarvi negli articoli della newsletter di maggio in cui parliamo di lavoro, partecipazione, volontariato, sport, teatro. Parliamo della vita, di tutti, anche di chi ha un disturbo psichiatrico.

Ma partiamo dall'inizio! La redazione di Sogni&Bisogni ha incontrato Anna Maria Petrini, neodirettrice dell'Ausl di Bologna, con cui ha parlato in particolare del ruolo delle associazioni nella salute mentale. Un tema di cui si è parlato (e ne abbiamo parlato anche qui) ad aprile in occasione del convegno organizzato dal Cufo insieme al Dipartimento di salute mentale per ascoltare le storie e i percorsi delle persone che beneficiano dei progetti terapeutici riabilitativi individualizzati. Nell'intervista Petrini, che aveva aperto i lavori del convegno, ha sottolineato l'importanza di ascoltare le associazioni per poter sintetizzare al meglio i nuovi bisogni della popolazione.
Il lavoro, o meglio la mancanza di lavoro o la difficoltà di trovarne uno, è uno dei problemi principali di ognuno di noi perché senza lavoro non c'è presente e non c'è futuro. Ne abbiamo parlato con Ambrogio Dionigi, coordinatore di Insieme per il lavoro, che si è detto aperto a un ragionamento con il mondo dell’associazionismo della salute mentale insieme alle agenzie preposte per il collocamento delle persone disabili.
Un'altra cosa che ci ha insegnato Basaglia è che al centro ci deve essere la persona e non la malattia, non il disturbo. Che mai deve essere l'unico tratto con cui quella persona viene identificata. Perché ognuno di noi è tante cose diverse, anche chi ha un disturbo psichiatrico. Ce lo ricorda Khadija che ha accettato di raccontare la sua storia a Sogni&Bisogni: “Sono Khadija che soffre di un disturbo psichiatrico, ma sono anche una sarta, una madre, una mediatrice culturale, una volontaria. Non sempre riesco ad essere in contatto con ognuna di queste parti, ma a volte l’equilibrio è proprio questo”.
Al Centro Tasso da tempo è attivo un Gruppo uscite serali, un'esperienza di socialità che ha l'obiettivo di promuovere la qualità della vita attraverso la partecipazione ad attività culturali e ricreative. Vi raccontiamo una delle ultime uscite, per andare a teatro a vedere il “Don Giovanni” portato in scena dalla compagnia Arte e Salute.
Sul campo da calcio operatori, utenti e volontari non si distinguono ma fanno tutti parte della stessa squadra. Ce lo ha detto Mino Di Taranto, vicepresidente dell'associazione I Diavoli Rossi che, dal 1999, pratica la riabilitazione attraverso lo sport. La redazione ha assistito a uno dei loro allenamenti dove chiunque abbia voglia di giocare è ben accetto.
Chiudiamo questa newsletter di maggio con la recensione del nuovo numero del Faro che è interamente dedicato al tema “Buoni e cattivi”.
Buona lettura.

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi
...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...
Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo Pini, di Milano.
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