• Home
  • documenti
  • Articoli
  • Uno spazio di benessere per la comunità. A San Lazzaro c'è la Fattoria del dono

Uno spazio di benessere per la comunità. A San Lazzaro c'è la Fattoria del dono

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

di Federico Mascagni, redattore di Sogni&Bisogni

A San Lazzaro di Savena, dove dopo la resistenza dell’ex sindaca Isabella Conti si è tornati ad aggredire le zone agricole con il cemento, è nato un progetto di rigenerazione di dieci ettari di terreno, donati da un privato, per realizzare attività legate all’agricoltura biologica e in generale rivolte alla comunità. “Il bene è stato donato al Comune di San Lazzaro da un privato con lo scopo di fare delle attività sociali, da qui la denominazione di Fattoria del Dono. E fra queste attività ce ne saranno anche di dedicate alle persone con disagi psichiatrici”. 

fattoria dono

Valentina Bassi di Agriverde, cooperativa nata nel lontano 1986 su richiesta dei Servizi Sociali e Psichiatrici dell’ex USL 22 di Bologna, ha seguito in prima persona la realizzazione di questo progetto che ha aggregato in un’associazione temporanea d’impresa realtà di esperienza come Campi Aperti, la ong Deafal e l’associazione di promozione sociale Città Campagna, che è parte della Cooperativa Arvaia. “Ricevuta la donazione il Comune ha poi partecipato al Bando Rigenerazione urbana della Regione Emilia-Romagna, ottenendo un finanziamento per ristrutturare la stalla-fienile, uno dei tre stabili diroccati sul terreno”.

Il Comune di San Lazzaro di Savena, a questo punto, propone una manifestazione di interesse alle realtà del terzo settore indicando come linee guida la rigenerazione del terreno agricolo, la creazione di un orto condiviso, di un agriparco e di una fattoria di comunità e l’organizzazione di iniziative dedicate alla popolazione. “Ci siamo seduti al tavolo con il Comune e dopo più di un anno di confronti abbiamo presentato la nostra proposta di gestione”, spiega Bassi. La firma che sancisce l’avvio di questo progetto data a novembre 2024.

Il terreno era molto impoverito perché coltivato a seminativo, in modo intensivo. Abbiamo perciò compiuto studi, fatto una progettazione agroecologica per migliorare la qualità del suolo e abbiamo piantato circa 300 fra piante e alberi di specie diverse”. L’obiettivo è quello di costituire una Comunità a Supporto dell’Agricoltura (CSA) sull’impronta di quella della cooperativa Arvaia. I terreni vengono coltivati e i prodotti venduti ai soci, ricavando un equo compenso per il lavoro svolto. “Stiamo informando la comunità e cerchiamo di raccogliere delle preiscrizioni. Attraverso il pagamento di una quota annuale i soci riceveranno una fornitura settimanale di frutta e verdura”.

E arriviamo quindi alle opportunità lavorative per le persone con disturbi psichiatrici che afferiscono ad Agriverde: oltre a un’area di coltivazione considerevole, l’ex fienile ristrutturato vede al piano terra un laboratorio di trasformazione delle materie prime coltivate. Al secondo piano invece si terranno corsi, seminari, formazione specializzata in ambito agroecologico. Saranno organizzati eventi culturali, feste contadine, presentazioni di libri che promuovano la sostenibilità. “È la sede ideale per organizzare dei Recovery College del distretto di San Lazzaro e infatti il Csm all’interno ne ha già organizzati alcuni”, dice Bassi.

La Fattoria del Dono vuole quindi essere uno spazio di aggregazione e benessere per la comunità del territorio, facendo inclusione sociale e lavorativa soprattutto per le persone con fragilità. Ed essendo gestita da enti le cui attività solitamente raccolgono la partecipazione di molte persone, Agriverde ha con la Fattoria del Dono un contesto nel quale le iniziative di Recovery College potrebbero vedere finalmente una partecipazione paritaria fra persone seguite dai servizi di salute mentale e cittadini. Basta scegliere gli argomenti giusti e promuovere al massimo la frequentazione di questo progetto. Che è sicuramente periferico ma molto attraente.




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

Scorciatoie

Sogni&Bisogni

Associazione Cercare Oltre

presso Istituzione Giancarlo Minguzzi
Via Sant'Isaia, 90
40123 Bologna
Codice Fiscale: 91345260375
email: redazione@sogniebisogni.it

Privacy&Cookies

Privacy Policy Cookie Policy