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Inserimento lavorativo nelle cooperative sociali

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

A cura di Gruppo Tecnico RTI – Consorzio INDACO

Il Budget di salute, nella sua grande complessità progettuale, prevede la possibilità di interventi riabilitativi a sostegno di percorsi in ambito formativo e in situazione lavorativa, i quali a volte possono concludersi con l’assunzione, altre volte restano percorsi di benessere e raggiungimento dell’equilibrio della persona.

bds tirocinio

Lo scopo fondamentale è quello di mantenere sempre lucido, per creare ambienti e situazioni inclusive, il pensiero di attivare processi di cambiamento finalizzati ad aumentare il potere contrattuale della persona, le sue possibilità di scambio di risorse ed affetti, la sua autonomia, il suo senso di responsabilità verso sé stessa e verso gli altri.

Iniziare un percorso riabilitativo in situazione lavorativa, lo si può fare solo affiancandogli lo strumento regionale del tirocinio, questo non significa trovare lavoro o andare a lavorare ma prepararsi ad affrontare tanti cambiamenti in sé stessi, per imparare ad amarsi, a identificarsi per poi finalmente separarsi da tutto ciò che non permette di sentirsi adatti al mondo del lavoro profit.

Gli educatori presenti nelle cooperative sociali A+B con una formazione e un’esperienza professionale specifica ultra decennale nella salute mentale del territorio, forniscono un supporto costante alla persona durante l’intero progetto personalizzato.

Le persone che iniziano tale percorso con il budget di salute non partono da un punto di vista o da una necessità economico-produttiva o di funzionamento con accumulo di conoscenze ed esperienze, ma per essere sostenuti a ritrovare la propria dimensione esistenziale, in questo senso l’area formazione e lavoro diventa una tecnica di apprendimento per lo sviluppo e l’integrazione di quelle parti nascoste dalla malattia che possono diventare risorsa e forza.

Per quanto sembri superfluo ricordare come il lavoro sia riconosciuto come diritto universale ed inalienabile, l’emarginazione lavorativa delle persone con fragilità psichica è una realtà drammaticamente radicata.

Nonostante tassi di disoccupazione elevati, il lavoro è ambito dalla maggior parte delle persone che soffrono di disturbi mentali anche gravi: i pazienti stessi riferiscono che un impiego soddisfacente è essenziale per il benessere personale poiché è fonte di produttività, di relazioni e conferisce struttura e significato alla propria giornata, valorizzando un ruolo adulto come quello di lavoratore.

Per queste ragioni è sempre più importante avviare e sostenere programmi occupazionali di transizione e/o di lavoro supportato con lo scopo di aiutare gli utenti nell'ottenimento e nel mantenimento di un'occupazione attraverso l'erogazione di supporti flessibili e continui sul posto di lavoro, adattati alle caratteristiche della persona. Percorsi di formazione professionale e di inserimento occupazionale sono importanti strumenti di emancipazione umana ed elementi fondamentali per la costruzione di forme reddituali attive.

I percorsi lavorativi vengono tarati attorno alla persona e ai suoi bisogni. Ora impostati come riacquisizione di abilità e competenze lavorative, ora come supporto nella formazione o nei passaggi verso il libero mercato, i tirocini si adatteranno alle persone in base al proprio funzionamento e alle proprie fragilità, nonché desideri, per raggiungere un’identità lavorativa data da cittadinanza, reddito e autonomia.

Gli strumenti disponibili sono: il tirocinio inclusivo, il tirocinio “di orientamento e formazione” e l’accompagnamento al lavoro. Il tirocinio è da considerarsi una misura di politica attiva finalizzata a creare un contatto diretto tra un soggetto ospitante ed una persona in cerca di lavoro, al fine di favorire l’acquisizione sul campo di conoscenze e competenze professionali e facilitare l’inserimento o il reinserimento nel mondo del lavoro. Le persone che beneficiano di questo strumento, usufruiscono di un’opportunità concreta per mettersi in gioco in un contesto sociale, relazionale, lavorativo/formativo diverso da quello abituale.

Per chi necessita di processi graduali di sostegno e accompagnamento, il tirocinio costituisce, infatti, un’importante opportunità di scambi, apprendimento, valorizzazione, crescita personale e professionale, per uscire da una condizione di esclusione e favorire un cambiamento sul piano dell’identità psicosociale.

L’utilizzo del tirocinio, oltre a favorire un miglioramento della qualità della vita di chi ne beneficia, permette al contempo di ridurre i costi sociali e sanitari, in quanto favorisce la diminuzione e/o l’abbandono dei comportamenti a rischio per la salute e delle condotte socialmente inadeguate. Resta inteso che l’attivazione di tirocini deve essere sinergica con altri interventi inclusivi e con interventi riabilitativi e terapeutici ed è parte integrante del progetto personalizzato. L’elaborazione di tali progettualità non può prescindere dal coinvolgimento della persona, nonché dalla valorizzazione della rete familiare e sociale di riferimento.

Particolare attenzione sarà dedicata al luogo in cui verrà ricostruito il diritto alla formazione e al lavoro: è importante, infatti, che gli interventi siano localizzati in un contesto che renda possibile lo sviluppo di microsistemi economico-sociali integrati, in stretto collegamento con tutti gli attori coinvolti senza allontanarsi dal contesto sociale, affettivo e famigliare come base rassicurante e punto di partenza per percorsi volti all’autonomia e all’indipendenza.

A disposizione delle azioni descritte la cooperazione sociale utilizza e mette a disposizione le attività di tipo B, attività lavorative integrate con il tessuto economico della comunità e realizzate grazie all’attivazione degli enti locali e al coinvolgimento di altre aziende. L’esperienza lavorativa, in questo modo, si intreccia con tutte le professionalità in grado di fornire competenze tecniche specifiche per un intervento onnicomprensivo del progetto di tirocinio.

A seguire una rappresentazione dei contesti lavorativi nei quali si realizzano percorsi socio-riabilitativi, formazione al lavoro e di accompagnamento al lavoro: ristorazione, sartoria e tappezzeria, vivaismo, settore pulizie, produzione oggettistica ceramica e vendita, settore stampa su tessuti, confezionamento per conto terzi, produzione, artigianale carta, stampe e oggettistica arredo, cucito, agricoltura biologica, arredi sociali, assemblaggi, receptionist, settore di igiene ambientale, inserimento dati, manutenzione del verde, mensa scolastica, Produzione per conto di aziende del territorio, restauro mobili, punto vendita prodotti ortofrutticoli, recupero legna urbana e costruzioni arredi.

Come strumento propedeutico di promozione dell’inserimento lavorativo, viene individuato dai diversi soggetti promotori il tirocinio inclusivo oppure formativo con riferimento alla LR n. 17/2005 e ss.mm.ii. - Disposizioni di prima attuazione di quanto previsto dalla L.R. n. 1/2019 a favore di persone con disabilità come da L. 68/1999 e di persone svantaggiate come da L. 381/1991.

La cooperazione sociale, storicamente ha un avuto un ruolo fondamentale nel promuovere e di innovare varie forme di percorsi di transizione al lavoro. Possiede al suo interno un setting lavorativo organizzato e strutturato per: l’accoglienza delle persone segnalate dai servizi; l’osservazione delle attitudini personali; l’identificazione delle risorse, competenze e capacità personali e professionali; l’identificazione dei bisogni, esigenze e desideri della persona l’orientamento e la formazione delle competenze trasversali e professionali; la capacità a creare percorsi idonei a raggiungere equilibri psicosociali soddisfacenti.

La Cooperazione sociale di tipo B della RTI lavora sul territorio mettendo in relazione le esigenze dell’ente pubblico (come l’azienda sanitarie locale, città metropolitana, centri per l’impiego ed enti di formazioni) ed il tessuto produttivo al fine di creare ed innovare ruoli professionali nuovi e adeguati alle persone inserite.

Questo modello permette di mantenere costantemente la persona al centro del percorso, personalizzando attentamente gli obiettivi da perseguire e modulando in modo condiviso le intensità educative. Nella progettazione sia educativa che economica, il criterio di temporaneità assume un significato fondamentale in quanto pone l’attenzione sul monitoraggio, la verifica, l’analisi degli esiti raggiunti e l’allontanamento dal rischio di cronicizzazione. L’area Formazione/Lavoro si concentrerà su gli aspetti di competenze traversali e professionali del beneficiario.

Attraverso la dimensione lavorativa si focalizza l’attenzione a fare nascere una visione migliorativa del futuro della persona. La persona verrà sostenuta da operatori specializzati nel costruire, con strumenti e tempi idonei, il proprio percorso.

L’area Formazione e Lavoro all’interno della cooperazione sociale di tipo B + A della Rti è anche il luogo in cui possono essere attivati tirocini inclusivi, formativi ma anche assunzione. Questi percorsi sono propedeutici all’inserimento lavorativo nel contesto territoriale.

All’interno del percorso formativo, verranno inoltre promosse delle attività di avvicinamento al lavoro attraverso la promozione di laboratori di varia natura. Si mantiene una particolare attenzione nell’investire su “ambienti” prevalentemente imprenditoriali dove si realizzi l’alta fruibilità di scambi e dove vengano tenute nel giusto equilibrio: la variabile economica, il sistema valoriale di rete locale, il valore del soggetto e del suo prodotto.

Il tirocinio prevede la possibilità di certificazione delle competenze professionali specifiche al settore di riferimento che si va identificare in base alle qualifiche regionali, nonché i corsi di formazione per la normativa
81/08. Per tutte le persone che inizieranno un percorso di tirocinio di inclusione socio-lavorativa verrà valutato e valorizzato, laddove potrà creare un miglioramento di natura psico sociale e professionale alla persona, l’inserimento di unità di competenze professionali.



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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