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Psicofarmaci: risultati di un sondaggio

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura della Redazione

La redazione di Sogni e Bisogni ha deciso di svolgere una indagine rivolta alla popolazione di Bologna e provincia, tramite la piattaforma della pagina facebook di Sogni e Bisogni, iscritta ad alcuni gruppi della realtà territoriale bolognese e del suo circondario.

Per la rilevazione dei dati ci si è avvalsi di uno schema lineare e di facile lettura che, attraverso una domanda con ipotesi di risposte (team question), consentisse di procedere lungo un itinerario volto a fare chiarezza sulla percezione che alcuni utenti di facebook, in piena e consapevole libertà, hanno sull’assunzione degli psicofarmaci per il trattamento dei disturbi mentali.

La domanda e le possibili risposte sono le seguenti:

Cosa pensate degli psicofarmaci nei casi in cui vengono prescritti?

1 Sono necessari per la cura dei disturbi mentali.

2 Sono fondamentali coadiuvanti della psicoterapia.

3 Sono degli utili placebo.

4 Sono sostanze solamente dannose per il corpo e la mente.

L’indagine, lanciata con un sondaggio, è stata pubblicata da 32 gruppi su 53 con una percentuale di circa il 60% dei gruppi.

Il sondaggio ha raggiunto circa 300 persone e ci sono state 869 interazioni (numero che comprende i like al post, i commenti e le condivisioni).

Nello specifico ci sono stati circa 30 like al post e 30 commentatori che hanno risposto.

Nessun commentatore ha risposto all’ipotesi numero 3: sono utili placebo;

l’ipotesi numero 1: sono necessari per la cura dei disturbi mentali, ha ricevuto 8 preferenze;

l’ipotesi numero 2: sono fondamentali coadiuvanti della psicoterapia ha ricevuto 7 preferenze;

in ultimo l’ipotesi numero 4: sono sostanze solamente dannose per il corpo e la mente ha ricevuto 6 preferenze.

Il sondaggio ha riscosso un buon risultato in quanto quasi il 60% dei gruppi a vario titolo ha ritenuto interessante e molto urgente il post, anche con interazioni e commenti che hanno esulato dalle ipotesi avanzate dal team di Sogni e Bisogni, spesso anche con reazioni aggressive o di rifiuto pregiudiziale verso l’argomento.

Tra le risposte più significative ne annoveriamo alcuni inerenti le ipotesi più commentate:

Per le ipotesi n. 1 segnaliamo i seguenti commenti:

“Se prescritti da chi di dovere ci sará un motivo..”

“Sono utilissimi. E li DEVE prescrivere un medico competente!!”

Certo che sono utili le malattie mentali esistono”

“Sono necessari se non altro per il banalissimo motivo che dalla loro introduzione hanno salvato la pelle a centinaia di migliaia di persone”

Esistono poi risposte che potremmo dire si collocano con prudenza fra l’ipotesi n.1 e la 2

“Necessari con riserva (effetti collaterali, possibile tendenza alla dipendenza e/o all’abuso)”

“Non sono proprio delle caramelle e la efficacia è ben lontana dall'ottimale, spesso hanno effetti collaterali; però servono eccome.”

Per la ipotesi n. 2 segnaliamo invece i seguenti commenti:

“Fondamentali coadiuvanti... Ovvio che comunque danno dipendenza anche se non voluta”

“Sono fondamentali coadiuvanti della psicoterapia. Certo Ti rendono un po' "inbananato", ma per evitare certi comportamenti o sensazioni di disagio vanno bene.”

“A volte sono necessari, specialmente quando ci sono patologie serie. Chiaramente vivere in un ambiente giusto a volte potrebbe aiutare ad evitarli. Ma servirebbe un radicale ripensamento della nostra vita e del nostro ambiente per vivere in un ambiente migliore. Difficile.”

Si rivela, così, che per lo più gli psicofarmaci sono ritenuti indispensabili e coadiuvanti della psicoterapia, abbattendo così, il pregiudizio e la diffidenza verso la medicina. C’è una maggiore informazione da parte degli utenti sulle terapie utilizzate, anche se, da parte di alcuni, si reputa ancora da potenziare l’interazione al fine di allargare la sfera della conoscenza sull’utilità degli psicofarmaci. Positivo per qualcuno l’uso degli psicofarmaci per livellare gli sbalzi di umore e per aumentare il livello di serotonina.

Tra dubbi e cautele inseriamo i seguenti commenti

Credo che sarebbe meglio evitarli, qualsiasi medicinale potrebbe essere dannoso”.

“Non ho le competenze per poter esprimere un parere ...così a pelle penso che siano farmaci da utilizzare solo come " ultima spiaggia " e sotto strettissimo controllo medico”.

Quindi, sono stati considerati negativi e scoraggianti gli effetti collaterali dei prodotti che si assumono e il possibile abuso di sostanze farmacologiche viene considerato un pericolo.

Tra i commenti negativi si evidenziano quelli ostili verso le case farmaceutiche e verso i medici che prescrivono determinati farmaci, considerandoli delle vere lobbies per interessi economici:

“Sono uno degli affari più grandi dell'industria farmaceutica a partire da gli anni 70...... Andate a controllare nel prontuario farmaceutico, quelli che sono passati mutuabili…

“Sono sostanze dannose per il corpo e la mente, ma fanno incassare tanti soldi a chi li prescrive e somministra!!”

Alcuni hanno avuto difficoltà nel comprendere la formulazione delle ipotesi, in quanto non si ritengono esperti in materia:

Domande tecniche complicate, per specialisti....chi non ha malattie specifiche, meno ne assume meglio è.”

“Domanda troppo complessa per poter rispondere con una crocetta. Ma forse la risposta più corretta e breve possibile e che la stragrande maggioranza di sofferenti e familiari, in sincerità, risponderebbe 1. La qual cosa dovrebbe aprire a tante altre domande ancora più complesse…"

Altri hanno assunto un atteggiamento diffidente in generale e, in particolare, non hanno ritenuto scientifico un sondaggio lanciato da non addetti ai lavori.

Post non corretto si chiede opinioni ad inesperti.”

Infine pochissime le risposte su terapie “alternative”

“Anche no. Io ho utilizzato la stimolazione neurale con ottimi risultati per una mia amica”

Il presente sondaggio non ha la pretesa di poggiare su teorie sociologiche e scientifiche, e non è una ricerca fatta da esperti del settore, ma parte dall’esigenza di capire come i gruppi, ai quali ci siamo rivolti, fatti da persone della società civile, rispondono ad una domanda su un tema così delicato e quali idee e conoscenze hanno sull’uso degli psicofarmaci. Si è constatato che è per lo più un mondo inesplorato e a volte i commentatori hanno utilizzato la categoria del pregiudizio.

A noi dell’equipe della redazione di Sogni e Bisogni è stata una utile traccia per capire ed orientarci nell’opinione pubblica e ha anche lo scopo di sollecitare le Istituzioni a parlarne, allargando la platea, nei vari luoghi pubblici e virtuali per abbattere la diffidenza verso l’uso degli psicofarmaci, attraverso una migliore conoscenza. Gli psicofarmaci sono, comunque, da considerare coadiuvanti della psicoterapia per gestire la sfera psicologica insieme con tutta una serie di misure come tirocini, attività fisica, attività teatrale, corretta alimentazione, che consentano un maggior benessere e una migliore qualità della vita.

“Il dato che mi colpisce di più è la sovrapposizione tra le risposte date e quelle che mi aspetterei per la maggior parte delle categorie di farmaci. Se invece di psicofarmaci, avessimo chiesto il parere su farmaci antipertensivi? Oppure sulle chemioterapie? Oppure sui farmaci per la gastrite? Probabilmente le risposte non sarebbero state molto diverse. Studi scientifici molto accurati hanno dimostrato che la cosiddetta compliance dei pazienti ai trattamenti psicofarmacologici è la stessa dei trattamenti antipertensivi, antidiabetici e per tutte le malattie di lunga durata. Se questo viene confermato anche dal sondaggio vorrebbe dire che la malattia mentale nella percezione generale non è poi così diversa da ogni altra malattia. Non si tratta di un articolo scientifico, ma di un utile sondaggio che può aprire una discussione.” - Angelo Fioritti, Direttore DSM-DP Bologna

“Trovo particolarmente interessante il fatto di lanciare sui social dei sondaggi di opinione sull'immagine che i cittadini senza problemi di salute mentale hanno della salute mentale. In questo caso, le opinioni di chi non assume psicofarmaci sulla utilità dei psicofarmaci. Si tratta di un tema molto "caldo", e sono stata sorpresa della chiarezza di opinione con la quale le persone intervistate hanno risposto al vostro sondaggio. Nessuna indifferenza, nessun pressapochismo, ma delle idee chiare e senza veli. Questo atteggiamento mi ha fatto molto piacere, vuole dire che i nostri problemi sono percepiti e condivisi a livello sociale.” - Marie Françoise Delatour, Presidente Comitato Utenti Familiari Operatori della Salute Mentale, Bologna



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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