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Il giorno della memoria per sorvegliare il presente

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

A cura di Psicoradio

Aktion T4: Medici che uccisero i loro pazienti

Negli anni tra il 1934 e 1944 oltre 72.000 pazienti psichiatrici vennero uccisi in Germania per ordine di Hitler e con la collaborazione degli psichiatri che li avrebbero dovuto curare.

Si tratta di una strage poco conosciuta, che venne giustificata dalla necessità di porre fine a “vite prive di valore” - secondo Hitler - perché inutili e improduttive. Una testimonianza al processo di Norimberga ricorda come Hitler avesse esplicitamente parlato della necessità di porre fine alla   “Inutile esistenza dei malati psichiatrici più gravi, che non potevano lavorare”  per realizzare un risparmio di spesa in ospedali, medici, personale.

L’Aktion T4 fu pianificata nei minimi particolari. Con un censimento negli ospedali tedeschi, vennero rilevati i pazienti affetti da patologieche impedivano loro di essere produttivi. Fu costituita una Compagnia Trasporti con il compito di trasferire i selezionati nei sei luoghi adattati appositamente per eliminare persone considerate delle “zavorre” per il Terzo Reich.

Si trattava di edifici isolati, ex caserme, penitenziari, case di cura, nei quali esperti ingegneri avevano allestito le prime camere a gas. L’Aktion T4 era coperta da segreto e le vittime venivano trasferite senza l’autorizzazione dei familiari, ai quali si comunicava la notizia del decesso con l’invio di un’urna funeraria contenente della cenere e un certificato che dichiarava che la morte era avvenuta per cause naturali e che il corpo era stato cremato per impedire il propagarsi di epidemie.

Di Hitler non ci si meraviglia, ma l’aspetto più inquietante fu l’adesione degli scienziati, e dei medici in particolare: e tra i medici, gli psichiatri furono i primi e tra i più numerosi ad aderire al nazismo. Lo sostiene lo psichiatra Luigi Benevelli, nel suo libro “I medici che uccisero i loro pazienti. Gli psichiatri tedeschi ed il nazismo”. 

 

L’eliminazione dei pazienti psichiatrici attraverso la camera a gas fu la “sperimentazione” che fornì il modello per la strage degli ebrei, il metodo meno costoso e che non lasciava tracce. I cervelli delle vittime venivano inviati ad un istituto di ricerca per effettuare esperimenti sulla neuropatologia.
Il 3 agosto 1941, la cortina del silenzio venne infranta dal vescovo di Munster, cardinale Clemens August von Galen. Pur essendo un sostenitore di Hitler nella guerra contro il comunismo sovietico, il cardinale nel corso di una sua omelia, letta poi in tutte le chiese della sua diocesi, pronunciò parole di inequivocabile condanna per la soppressione dei disabili.

“Se anche per un’unica volta accettiamo il principio del diritto a uccidere i nostri fratelli “improduttivi – benché limitatamente in partenza solo ai poveri e indifesi malati di mente – allora in linea di principio diventa ammissibile per tutti gli esseri improduttivi, i malati incurabili, coloro che sono stati resi invalidi dal lavoro o in guerra, e noi stessi, quando diventiamo vecchi, deboli e quindi improduttivi. Basterà allora un qualsiasi editto che ordini di estendere il metodo messo a punto per i malati di mente ed altre persone improduttive, a coloro che soffrono di malattie polmonari incurabili, ai vecchi deboli o invalidi, ai soldati gravemente mutilati. A quel punto la vita di nessuno di noi sarà più sicura”.

Emmi G., di soli 16 anni, fu una delle migliaia di vittime dell'Aktion T4. Giudicata malata di mente, venne sterilizzata e successivamente inviata a Meseritz-Obrawalde, dove venne uccisa il 7 dicembre 1942 con un’overdose di tranquillanti.   

I lager di oggi

Ricordare è inutile, se non ci serve per illuminare il presente. A vedere che ancora oggi esistono molti posti nel mondo dove i diritti umani vengono violati Questi posti, nella maggior parte dei Paesi nel mondo, sono spesso strutture simili a quelle che noi chiamiamo manicomi. 

L’organizzazione mondiale della sanità – OMS – è l’agenzia dell’Onu che rappresenta 195 stati membri. Da molto tempo l’OMS denuncia la situazione di emarginazione e maltrattamenti in cui si trovano le persone che soffrono di disturbi mentali. Recentemente ha dichiarato (Citiamo testualmente) :

“Siamo di fronte a un’emergenza nel campo della salute che riguarda la violazione dei diritti umani (…). Migliaia di persone con problemi di salute mentale sono private dei loro diritti umani. Non sono solo discriminiate, stigmatizzate, messe ai margini ma anche vittime di abusi fisici e psichici nei luoghi che dovrebbero essere di cura. “

Ricordiamo solo un esempio.  Qualche anno fa la BBC e il New York Times hanno pubblicato la denuncia della commissione interamericana sui diritti umani, frutto di una ricerca sugli ospedali psichiatrici in America latina. L’articolo del New York Times descrive le condizioni orribili di un ospedale psichiatrico in Guatemala, il Federico Mora, che raccoglie circa 340 pazienti. Una ispezione della Commissione aveva trovato persone distese per terra, altri legati al letto o alle seggiole, altre ancora rinchiuse in celle di isolamento. Secondo questa commissione nell’ospedale le persone erano abusate, e le donne più giovani e carine erano scelte dalle guardie per essere messe a disposizione di membri di organizzazioni criminali incarcerati nella prigione accanto, che entravano grazie alle guardie. Un giornalista della BBC entrato nell’ospedale psichiatrico per fare un reportage ha testimoniato quanto segue: “I pazienti sembrano troppo sedati anche per recarsi in bagno, ci sono pozze di urina sui materassi; i vestiti dei pazienti sono mescolati con le loro feci, la puzza mi travolge, e cerco disperatamente di trattenere il vomito”.

Sarebbe troppo facile liquidare la questione pensando che si tratta di episodi che avvengono in luoghi lontani, o in paesi poveri. Però solo qualche anno fa, nel 2011 l’allora senatore Ignazio Marino, commentando una serie di visite agli ospedali psichiatrici giudiziari, diceva a Psicoradio queste parole:

“Entrare in una struttura e trovare un uomo nudo legato ad un letto di ferro, e il letto con un buco al centro per la caduta degli escrementi mi è sembrato qualcosa di inimmaginabile. Lavorerò in questo mio mandato per fare in modo che tutto questo venga cancellato e che questo inferno dei dimenticati venga chiuso”. 

Poi In Italia nel marzo del 2015 una legge ha dichiarato che gli OPG dovevano essere chiusi e sostituiti dalle REMS, luoghi di cura gestiti dai servizi di salute mentale.

Però quanti sono ancorai luoghi nel mondo dove le persone, per il solo fatto di soffrire di una malattia psichica, perdono ogni diritto, ogni dignità e vengono trattati in modo disumano?

Ricordiamo che L’OMS aveva indicato la riforma Basaglia come uno degli esempi da seguire per migliorare le condizioni di vita delle persone con disturbi mentali. C’è ancora molta strada da fare, nel mondo perché questa indicazione venga seguita, in Italia perchè la legge venga pienamente applicata in ogni regione. 



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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