Editoriale di ottobre 2026

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di Laura Pasotti

In questo 2026 intorno alla Giornata mondiale della salute mentale, celebrata il 10 ottobre, si è sviluppato un calendario di iniziative, mostre, incontri, passeggiate, laboratori, che hanno portato il tema della salute mentale e della recovery in diversi luoghi della città, dai parchi ai musei, fino a biblioteche, teatri e case di quartiere, con la partecipazione di tantissime persone.
In totale erano 38 gli appuntamenti cittadini che si sono conclusi con il convegno “Ecosistemi per il diritto alla salute mentale” del 13 ottobre al Damslab. Al convegno ha partecipato lo psichiatra olandese Jim Van Os che ha approfondito una prospettiva che guarda alla salute mentale non solo attraverso la diagnosi, ma anche attraverso le esperienze individuali, i contesti di vita e le retei sociali. Del convegno vi parleremo nella prossima newsletter, mentre in quella che avete appena ricevuto iniziamo a raccontarvi alcuni degli eventi che, come redazione, abbiamo seguito.

editoriale ottobre2026

Nello spazio di Camere d'Aria, che già dall'anno scorso fa parte della rete di luoghi della Giornata mondiale della salute mentale, esperti per esperienza, familiari, caregiver, operatori, sociologi, cittadini, hanno provato a ragionare sui servizi mentali cittadini a partire da quanto è avvenuto lo scorso 19 luglio al Pilastro: la morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia. Da quell'incontro sono emerse richieste precise: non lasciare la gestione delle crisi psichiche alle forze dell'ordine, provare a rendere il trattamento sanitario obbligatorio più trasparente e umano, riconoscere finalmente il ruolo degli Esp e includere chi oggi da quei servizi è fuori e, a volte, non viene nemmeno intercettato, come le persone migranti e razzializzate.

Il tema dell'intelligenza artificiiale e del suo possibile uso in salute mentale è stato trattato in diversi appuntamenti: noi abbiamo seguito in particolare l'incontro organizzato da Progetto Itaca Bologna in cui si è cercato di far emergere punti di forza e di debolezza dell'AI attraverso il coinvolgimento dei partecipanti e quello sull'uso di avatar nel trattare le allucinazioni uditive. Ve lo raccontiamo in un articolo in cui proviamo a mettere in evidenza i possibile vantaggi ma anche gli eventuali rischi.

L'ascolto di fiabe può aiutare la salute mentale? Se n'è parlato in due incontri organizzati dall'associazione L'Arco-Corrispondenze per la recovery nella sede di via Scipione dal Ferro in cui i partecipanti hanno ascoltato le fiabe narrate dall'attrice Alessandra Tommasini: raccontate a voce come si faceva una volta e seguite da uno spazio di ascolto e confronto tra i partecipanti.

In Montagnola è stato organizzato un Caffè migrante per provare a coinvolgere le persone che quel parco frequentano, attraversano, vivono. Un incontro aperto per condividere storie ed esperienze e riflettere sulla possibilità di progettare un percorso di recovery per persone senza dimora e con background migratorio attraverso la musica. L'idea è nata dal Gruppo Ciao, il progetto sviluppato da Unibo in sinergia con il Dsm dell'Ausl di Bologna che da gruppo di Auto Mutuo Aiuto si è evoluto in un laboratorio di recovery per persone con storia migratoria.

L'associazione Grd-Bologna ha organizzato, insieme all'attore e regista Filippo Plancher, due laboratori di teatro sul tema delle emozioni, per riconoscerle, dare loro un nome e portarle in scena con il corpo, prima ancora che con le parole. Un percorso che parte dal cerchio delle presentazioni, passa per l'esplorazione dello spazio e arriva a brevi quadri teatrali costruiti in gruppo e a coppie.

“L'arte è un modo per esprimere le proprie emozioni”, ha raccontato l'educatrice del Centro di salute mentale di San Giovanni in Persiceto coinvolta nell'organizzazione nella biblioteca locale di “Esperienze a colori”, una giornata di live painting, arte, informazione e convivialità per condividere esperienze di salute mentale.

“Come stai? Non lo so” è la mostra dei manifesti che il Collettivo degli artisti irregolari bolognesi hanno realizzato per la call di Cheap, il progetto che promuove l'arte di strada come strumento di indagine sociale, che per il 2026 toccava i temi del conflitto e della cura. Dopo essere stati esposti al Damslab in occasione del convegno del 13 ottobre, i manifesti saranno in mostra dal 5 al 20 novembre al Test di Villa Turri a Bologna.

Chiudiamo questa newsletter con la recensione del nuovo numero del Faro, che si può leggere online, dedicato al tema della cultura.

Buona lettura!



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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