di Laura Pasotti
“Il sindaco è subito pronto a firmare per un TSO, perché sei un suo cittadino. Ma dopo, non si interessa più a te: non viene a trovarti quando sei ricoverato, non ti manda i servizi sociali, non ti aiuta a risolvere i problemi sul territorio. Dopo, non sei più un suo cittadino”. Queste parole sono state pronunciate da una delle dieci persone che hanno vissuto sulla propria pelle un trattamento sanitario obbligatorio e che hanno partecipato al gruppo di lavoro promosso dalle associazioni all'interno del Progetto Passaporta con il Dipartimento di salute mentale di Bologna.
Dentro quelle parole c'è tutto: il disorientamento dato dal ricovero, l'isolamento, la difficoltà dopo le dimissioni, lo stigma. Da quel gruppo di lavoro è nato il documento “Ricordi dai TSO. Gli utenti al centro, una pratica da umanizzare”. Ed è con il racconto di quel percorso, di quei ricordi, che apriamo la newsletter di aprile 2026.

Continuano gli approfondimenti sui Servizi psichiatrici di diagnosi e cura del territorio di Bologna: questo mese la redazione ha incontrato Diana De Ronchi che, dal 2004, dirige l'SPDC dell'Ospedale Maggiore. “Un impegno gravoso e anche di responsabilità giuridica istituzionale per tutelare i pazienti”, ha raccontato.
Il 2 aprile è stata la Giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo e su Sogni&Bisogni abbiamo scelto di celebrarla raccontandovi alcune esperienze attive sul territorio di Bologna che mostrano come i principi delle nuove Linee guida sull'autismo possano tradursi in pratiche concrete e incisive.
Da quasi un anno si è consolidato il rapporto tra il dipartimento di Agraria dell'Università di Bologna e la cooperativa Eta Beta nell'ambito dell'orticoltura terapeutica, una pratica che fa dell'ambiente esterno uno strumento per favorire la salute della persona. Ne abbiamo parlato con Marta Bernile che insieme a Virginia Cioncoloni coordina il progetto GreenME di Unibo.
Il panorama della salute mentale nel territorio bolognese sta attraversando una fase di trasformazione. Accanto agli strumenti già consolidati, negli ultimi anni ne sono stati introdotti di nuovi, come il budget di salute, la mappatura dinamica e il link worker, capaci di ampliare l’offerta dei servizi, ridefinendo modalità di presa in carico, obiettivi e alleanze. Il filo conduttore di questo cambiamento è chiaro: spostare il baricentro sulla persona, dai servizi alle reti territoriali, dai percorsi standardizzati a progetti di vita costruiti insieme. Perché la salute mentale va costruita nei contesti di vita e non solo nei servizi.
“Le libere donne” è una fiction della Rai tratta dal romanzo autobiografico “Le libere donne di Magliano” scritto da Mario Tobino nel 1953. Psichiatra e scrittore, Tobino ha unito la pratica medica alla narrazione letteraria, raccontando la condizione delle donne nell'Ospedale psichiatrico di Maggiano, in provincia di Lucca.
Dal 15 aprile è cambiata la guida del Cufo, il Comitato utenti familiari e operatori del DSM-DP: il nuovo presidente è Nicola Filippi dell'Associazione Nastro Rosso Bologna per la lotta alla droga mentre la vicepresidenza è andata alla presidente uscente Antonella Misuraca dell'Associazione GRD-Bologna. Facciamo i migliori auguri a Nicola e ad Antonella per questo nuovo incarico.
Buona lettura.

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi
...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...
Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo Pini, di Milano.
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