di Chiara Ghelfi, redattrice di Sogni&Bisogni
Il 6 ottobre la redazione di Sogni&Bisogni ha partecipato al tavolo di confronto “Parliamo di affettività, approccio alla sessualità e di esigenze sessuali... inespresse”, organizzato in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale 2025.
Giovanni Antonuccio, presidente dell’associazione Galapagos, ha raccontato come l’idea di questo incontro sia nata dal desiderio di offrire un aiuto concreto alle persone nel momento in cui si avvicinano a un’altra, per affetto, amore o sessualità.

All’interno del mondo della salute mentale si fa ancora molta fatica ad affrontare apertamente questi temi. Spesso anche i genitori trovano difficile parlarne con i propri figli, non disponendo degli strumenti giusti per farlo. Da qui è nata la domanda: dove e come è possibile trovare un aiuto competente su questi aspetti? La risposta è una figura professionale istituzionale che possa affiancare persone e famiglie nell’affrontare in modo sano e consapevole i temi dell’affettività e della sessualità.
All’interno delle comunità si osserva come le persone con minori competenze relazionali incontrino ancora più difficoltà ad affrontare l’argomento, che rimane spesso un vero e proprio tabù. In diversi casi le relazioni si instaurano in contesti mediati dall’uso di sostanze, e risulta complesso costruire legami affettivi al di fuori del mondo della salute mentale. Si è riflettuto anche su quanto questo aspetto sia ancora più difficile per le persone che hanno avuto un esordio in età adolescenziale, alle quali spesso manca l’esperienza di alcune fasi relazionali tipiche tra pari.
Durante il tavolo sono state condivise testimonianze dirette di persone seguite dai servizi di salute mentale, che hanno messo in luce le difficoltà non solo nel creare, ma anche nel mantenere relazioni affettive. È stato sottolineato come i servizi raramente offrano un reale supporto su questi temi e come, di conseguenza, molte relazioni si sviluppino tra persone con fragilità simili. È emersa inoltre la questione dei rapporti sessuali che talvolta avvengono durante i periodi di ricovero, e delle difficoltà legate all’uso di psicofarmaci, che possono causare effetti collaterali, come la disfunzione erettile.
Il pensiero condiviso è che sarebbe necessario introdurre nei servizi una figura professionale specializzata, come una sessuologa con conoscenze di salute mentale e buone capacità relazionali, capace di accompagnare le persone nella gestione delle simpatie, delle relazioni intime e delle dinamiche affettive. È stato inoltre riconosciuto come anche la figura dell’Esp (Esperto in supporto tra pari) potrebbe rappresentare un valido supporto in questo ambito. Non si è dimenticato, infine, che un’esperienza sessuale piacevole e consapevole favorisce la produzione di ossitocina e di endorfine, sostanze che generano benessere non solo fisico ma anche psicologico.
Ci si è lasciati con l’intenzione di proseguire il confronto e di organizzare nuovi incontri dedicati a questo tema così importante e spesso trascurato. Questo incontro ha mostrato quanto sia forte il bisogno di spazi sicuri, accoglienti e competenti in cui poter parlare di affettività e sessualità senza pregiudizi. Il dialogo ha aperto strade nuove di riflessione e collaborazione, ricordandoci che la salute mentale passa anche attraverso il riconoscimento e la cura delle relazioni, dei desideri e dei corpi.

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi
...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...
Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo Pini, di Milano.
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