di Laura Pasotti, redattrice di Sogni&Bisogni
“Con le mie fotografie racconto che lo stigma e il pregiudizio si possono combattere”. Lidia è una delle fotografe che ha partecipato al laboratorio di fotografia “Permeabili alla luce. Io non sono una malattia io sono...” promosso da Dipartimento di salute mentale dell'Ausl di Bologna. I suoi scatti insieme a quelli di altri fotografi professionisti e non, saranno in mostra Quadriportico della Casa della salute Porto Saragozza in via Sant'Isaia 90 a Bologna dal 10 al 31 ottobre.

Foto di Enzo Sbarra
La mostra “Perneabili alla luce. Io non sono una malattia io sono...” è frutto di un laboratorio realizzato tra giugno e settembre 2025 che ha visto la partecipazione di fotografi professionisti e appassionati, cittadini, persone seguite dai Centri di salute mentale, operatori. Cinque i set fotografici ospitati dal Giardino dei Tigli all'interno dell'ex Ospedale Psichiatrico Roncati dove i protagonisti, fotografi e fotografati, si sono messi in gioco con coraggio scegliendo di raccontarsi e raccontare, utilizzando per gli scatti anche oggetti, abiti, maschere. Alcuni hanno lavorato sul tema del nascondersi per esprimere la paura del giudizio, altri hanno rivendicato la complessità della propria identità. “La fotografia è uno strumento potente, attraverso l'immagine si può trasmettere quello che si ha dentro e farlo arrivare agli altri in maniera molto più diretta - dice Lidia che, su suggerimento della sua psichiatra, è entrata nel Collettivo degli artisti irregolari bolognesi – Ho iniziato a frequentarlo dal dicembre del 2024 e quando mi hanno parlato di questo progetto ho deciso di partecipare”.
Laboratorio e mostra nascono dal desiderio di dare voce alle persone che vivono o hanno vissuto un'esperienza di disagio psichico e di superare l'idea riduttiva che identifica la persona con la malattia. “L'idea – raccontano Claudia Zucchi e Antonella Magnani dell'Ausl di Bologna – prende spunto da un progetto realizzato a Minorca, in Spagna, dove un'associazione di persone con fragilità psichiche e uno psicologo appassionato di fotografia hanno dato vita a una mostra in bianco e nero con ritratti e autoritratti con la scritta 'Io non sono la mia malattia. Sono un artista, un padre, ecc.'
Tra i protagonisti degli scatti che saranno in mostra a partire dal 10 ottobre ci sono anche Lorenzo, che dipinge e fa parte del Collettivo degli artisti irregolari bolognesi e lavora in un ristorante, e Ilaria, che lavora alla Cooperativa Arcobaleno ed è una scultrice. I due sono molto amici tanto che per durante il laboratorio si sono fatti fotografare anche insieme. “Ho partecipato perché mi sembrava interessante l'idea di esprimersi con un altro mezzo che non fosse la pittura e dire con le fotografie che noi non siamo la nostra patologia ma anche qualcos'altro, soprattutto qualcos'altro. Io sono un pittore, un oste e un ragazzo che ama l'arte e il suo lavoro”, dice Lorenzo che è entusiasta all'idea di vedere gli scatti che lo ritraggono in mostra nel quadriportico di via Sant'Isaia.
Anche se all'inizio era imbarazzata davanti all'obiettivo, Ilaria è stata contenta di partecipato al laboratorio fotografico, “anche se sono molto timida in me c'è la voglia di sentirmi riconosciuta e poi questo progetto mi ha permesso di ritrovare Lorenzo con cui ci eravamo un po' persi di vista”. Per Ilaria è stato importante capire che oltre alla malattia c'è molto altro in lei, "l'ho scoperto grazie alla Cooperativa Arcobaleno e a Mariangela, l'ex presidente, con cui ho avuto un rapporto quasi materno. È stata lei a farmi capire che in me non c'era solo il malessere, il dolore, la difficoltà, ma anche delle potenzialità”.
È stato allora che Ilaria ha scoperto la scultura, “lavorare l'argilla è magico – a volte è lei a parlare tanto che la scultura viene diversa da come pensavi tu. Nella scultura metto me stessa e attraverso la scultura riesco a esprimermi. Sono una manipolatrice di argilla, una persona empatica, lavoro in cooperativa a contatto con altre persone con difficoltà e sento di avere la capacità di mettermi in contatto e questo mi piace”.
La mostra “Permeabili alla luce. Io non sono una malattia” sarà visitabile dal 10 al 31 ottobre nel Quadriportico della Casa della salute Porto Saragozza in via Sant'Isaia 90 a Bologna. L'inaugurazione è in programma il 10 ottobre alle 17 in occasione della Giornata mondiale della salute mentale nella Biblioteca Minguzzi Gentili dove si terrà un tavolo dal titolo “Io non sono una malattia, io sono...” in cui verrà presentato il percorso di co-progettazione tra istituzioni, associazioni, operatori, persone seguite dai Centri di salute mentale e cittadini.

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi
...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...
Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo Pini, di Milano.
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