di Chiara Ghelfi, redattrice di Sogni&Bisogni
Cosa succede quando si mescolano la bellezza della città, la curiosità di chi la abita e il desiderio di stare insieme per conoscersi e riscoprirsi? Nasce qualcosa di semplice ma prezioso. Come “Curiosando per la Città”, un ciclo di tre incontri nell’ambito delle attività del Recovery College aperte al pubblico all’interno del progetto “La salute mentale come bene comune… perché ci vuole una città”, nato dalla collaborazione tra l’Azienda USL di Bologna, l’Università di Bologna, il Comune e la Città Metropolitana di Bologna. Un piccolo viaggio urbano e personale che ha condotto partecipanti di ogni età e provenienza tra le strade, i portici e le storie nascoste del capoluogo emiliano. Con un obiettivo chiaro: riscoprire la città per riscoprire sé stessi.
Il gruppo all'interno della storica Drogheria della Pioggia in via Galliera
Camminare insieme, ascoltare, raccontare
La proposta ha coinvolto utenti, cittadini, educatori ed Esp (Esperti in supporto tra pari), accomunati dalla voglia di conoscere Bologna da angolazioni meno note. Non tour turistici, ma vere e proprie passeggiate narrative, accessibili e leggere, dove ogni tappa era occasione di scambio, memoria e dialogo.
I tre incontri si sono tenuti nelle giornate del 16, 23 e 30 giugno, con ritrovo fisso davanti alla Sala Borsa. Ogni appuntamento aveva un tema guida: le botteghe storiche, i portici e Bologna “la Dotta”, con focus sull’Università.
Le botteghe storiche: tra libri antichi, mortadella e guantoni da boxe
Il primo incontro si è svolto sotto una pioggia insistente, ma nonostante il tempo, un piccolo gruppo ha preso parte con entusiasmo al tour. Tappe salienti: l’ex bar Vittorio Emanuele, l’insegna Liberty dei Bagni Cobianchi, la storica Libreria Nanni sotto il Portico della Morte (dove il gestore Andrea ha mostrato con orgoglio preziosi volumi antichi) e l’Aguzzeria del Cavallo, dove ancora si vendono coltelli.
L’itinerario è proseguito tra le vetrine di Tamburini, meta golosa del Quadrilatero, per concludersi nella leggendaria Osteria del Sole, dove il gestore ha raccontato storie di famiglia, aneddoti bolognesi e la sorprendente presenza di un guantone autografato da Cassius Clay. Un luogo che sa ancora accogliere con l’antica arte dell’ospitalità semplice.
I portici: patrimonio, dettagli e cacce al tesoro
Il secondo appuntamento ha avuto come protagonisti i portici di Bologna, dichiarati Patrimonio Unesco nel 2021. Dopo una breve introduzione storica, il gruppo ha attraversato i portici di Piazza Maggiore, il Pavaglione, fino a Piazza della Mercanzia, con le suggestive Case Seracchioli.
Da lì, il percorso ha portato verso la splendida piazza Santo Stefano, tra palazzi nobiliari e architetture ricche di dettagli. La chiusura è stata affidata a Casa Isolani, con il suo celebre portico ligneo e le tre frecce conficcate nel soffitto, oggetto di una divertente “caccia al dettaglio”. Un momento ludico, che ha risvegliato lo spirito esplorativo e l’attenzione al particolare.
Bologna “la Dotta”: tra stemmi, legno d’abete e spezie antiche
Durante l’ultimo incontro, in una giornata di caldo torrido, dopo aver esplorato il cortile dell’Archiginnasio, la visita è entrata nel cuore del sapere bolognese: il Teatro Anatomico, costruito nel 1637, con statue lignee, bassorilievi zodiacali e storie di medicina e sapere condiviso.
La passeggiata ha poi toccato due botteghe iconiche: la Bottega della Luce (Cecconi) in via Clavature, proprio nel suo ultimo giorno di apertura dopo cent’anni, e la Drogheria della Pioggia, in via Galliera. Un tuffo nel passato tra antichi arredi, odori dimenticati, racconti familiari e articoli introvabili altrove: dal carburo per lampade a gas alla pece greca per i ballerini.
Un’esperienza che lascia il segno
“Curiosando per la città” è stata più di una semplice iniziativa culturale. È stata una pratica di prossimità e relazione, dove ogni partecipante ha potuto portare qualcosa di sé e ricevere qualcosa dagli altri. Durante le passeggiate sono emersi ricordi, scambi, conoscenze, aneddoti e anche la voglia di tornare sui luoghi visitati con amici e familiari.
Ha sorpreso la naturalezza con cui si è creato un clima inclusivo e paritario, dove educatori, utenti e cittadini camminavano fianco a fianco, curiosi della città ma anche degli altri. Un'esperienza che conferma quanto la cultura possa essere uno strumento di recovery, capace di stimolare la partecipazione, il benessere e la costruzione di nuove narrazioni personali.
E che ci ricorda come Bologna, con le sue botteghe, i suoi portici e la sua storia millenaria abbia ancora moltissimo da offrire. Basta solo saperla guardare con occhi nuovi.

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi
...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...
Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo Pini, di Milano.
presso Istituzione Giancarlo Minguzzi
Via Sant'Isaia, 90
40123 Bologna
Codice Fiscale: 91345260375
email: redazione@sogniebisogni.it