di Laura Pasotti, redattrice di Sogni&Bisogni
Mi sono accorta che ogni volta che mi appresto a scrivere l'editoriale penso alle stagioni che si susseguono e a come cambiano i colori, gli alberi, il cielo, fuori dalla finestra, e finisco per scegliere un'immagine di fiori, come quella qui sotto.. E anche questa volta non sarà diverso perché sul vialetto di ingresso della Casa di Tina gli iris sono finalmente sbocciati e, da qualche mattina, ci accolgono con i loro steli lunghi e il loro viola intenso.Segno che la primavera è davvero arrivata. E noi della redazione di Sogni&Bisogni ne siamo davvero felici.

L'11 aprile a Bologna, in via Ca' Selvatica, si terrà una giornata seminariale per fare il punto sull'attuazione del progetto terapeutico riabilitativo individualizzato organizzato dal Comitato utenti famigliari e operatori della salute mentale (Cufo) in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale per individuare le buone prassi e le criticità legate alla sua realizzazione ma soprattutto, come ci ha racontato la presidente del Cufo Antonella Misuraca, per favorire la collaborazione tra le associazioni e gli operatori del Dsm.
Quale spazio ricoprono la salute mentale e il benessere psicologico nelle politiche per la salute dell'assessorato regionale alla Salute? Per Massimo Fabi, che dalla fine del 2024 è il nuovo assessore, sono fondamentali così come, visto il problema delle risorse, fare squadra e utilizzare al meglio i fondi disponibili per creare una comunità capace di farsi carico dei bisogni delle persone.
Continua il tour della redazione di Sogni&Bisogni nei Centri di salute mentale del territorio: questo mese abbiamo incontrato Sabina Alessi, responsabile del Csm Reno Lavino Samoggia, che ci ha parlato di un cambiamento nell'utenza, con un aumento dei problemi legati all'uso di sostanze e di giovani con disturbi di personalità. Ma anche di come riescono a garantire interventi capillari e presenza costante in un territorio molto vasto, che va da Casalecchio alla montagna, in un momento di scarsità di risorse.
Sempre a Casalecchio di Reno, dove ha sede il Csm, è nato un percorso di recovery young rivolto ai più giovani, ragazzi e ragazze tra i 16 e i 23 anni, per aiutarli nella transizione dai servizi della Neuropschiatria infantile e dell'adolescenza a quelli per adulti creando uno spazio più adatto a loro. Ne abbiamo parlato con la psichiatra Laura Negrelli.
Su Sogni&Bisogni abbiamo parlato spesso dello Iesa, il progetto di accoglienza in famiglia di persone con problematiche psichiatriche, e questo mese ne raccontiamo uno particolare, non abitativo ma lavorativo. Abbiamo incontrato Camilla che, per qualche mese, è stata accolta nel laboratorio artistico di Giovanna dove si è sperimentata con il lavoro e ha riscoperto le sue capacità.
In via Malvezza è nato un progetto di sostenibilità economica e sociale, si chiama Salus Space e ce lo siamo fatti raccontare da Giovanna Bubbico della cooperativa Eta Beta. In quegli spazi c'è un cohousing che accoglie persone migranti, fragili e anche con problemi di salute mentale, si fanno attività artigianali, mercati, ci sono gli orti biologici, ma anche un ristorante e un ostello che danno lavoro ad alcune delle persone che in quegli spazi vivono.
A inizio marzo Bologna ha ospitato una delle tappe degli Stati generali sulle disabilità intellettive e i disturbi del neurosviluppo di Anffas: è stata l'occasione per aprire un confronto, affrontare le specificità dei diversi territori, racogliere criticità e buone prassi. Il presidente dell'associazione nazionale Roberto Speziale, ha parlato dell'importanza, in un momento in cui i diritti acquisiti vengono messi in discussione, di tornare a essere un presidio di cambiamento con una base pronta a mobilitarsi.
Chiudiamo questa newsletter di marzo con la recensione del libro “Sono schizofrenica e amo la mia follia” in cui l'autrice, Elena Cerkvenič, racconta la sua esperienza di persone schizofrenica e di come ha imparato a convivere con quella che lei stessa definisce la sua “follia”.
Buona lettura e buona primavera (io vado a fotografare gli iris).

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi
...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...
Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo Pini, di Milano.
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