Editoriale di novembre 2024

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di Laura Pasotti, redattrice di Sogni&Bisogni

Essere ascoltati. Fare una camminata. Prendersi cura di un animale. Saper aspettare l'equilibrio dopo la crisi. Essere riconosciuti. Scrivere. Aver fiducia nel proprio terapeuta. Tutto questo è speranza. Perché la speranza va praticata, ogni giorno, con attività che promuovono il cambiamento, come raccontiamo nell'articolo di apertura di questa newsletter.

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E la speranza è forse il fil rouge che lega gli articoli che vi proponiamo questo mese a partire da quello in cui raccontiamo l'esperienza di chi vive in un appartamento insieme ad altre persone, e con il sostegno di educatori e operatori sociali, per riappropriarsi delle competenze necessarie a vivere una vita più autonoma. Ce ne ha parlato Daniele Benfenati, coordinatore dell'Unità assistenziale abitare supportato dell'Ausl di Bologna.

Tenere un diario alimentare per imparare a gestire le emozioni come ansia, stress, frustrazione, tristezza senza ricorrere al cibo. Ce lo racconta Pietro Vittuari, educatore di Spazio Rondine, attraverso l'esperienza di Maria che, grazie al budget di salute, sta provando a gestire i suoi stati emotivi in modo più consapevole.

A Casalecchio di Reno, dal 2004, c'è un Gruppo di Auto mutuo aiuto in cui le persone che hanno percezioni uditive interne possono ritrovarsi, raccontarsi, cercare insieme nuove strategie per affrontare le voci. Ce ne ha parlato Erminia Tumini, operatrice della cooperativa Il Martin Pescatore, e coordinatrice del gruppo.

Da qualche mese, sempre a Casalecchio di Reno, la cooperativa Il Martin Pescatore ha aperto Senza Traccia, un servizio psicoeducativo rivolto ai giovani tra i 16 e i 25 anni che non sono in carico ai servizi pubblici ma si trovano in difficoltà. Gli operatori ci hanno spiegato che il loro obiettivo è provare a intercettare quel disagio prima che diventi patologico e che assuma il carattere di urgenza.

In Italia si stima che avvengano in media 20 contenzioni ogni 100 ricoveri. E in Emilia-Romagna? La situazione è un po' diversa grazie al monitoraggio delle contenzioni e alla formazione del personale sanitario per provare a ridurre il ricorso a questa pratica. Ce ne ha parlato Catia Nicoli, Direttrice UOC Psichiatria Pianura, del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell'Ausl di Bologna.

È possibile portare la pratica della recovery nelle aule universitarie? A questa domanda hanno cercato di rispondere le persone che, lo scorso 14 ottobre, hanno partecipato a uno dei laboratori organizzati nell'ambito dei Recovery Talks, evento che faceva parte delle iniziative per celebrare la Giornata mondiale della salute mentale.

Trovare le parole giuste da dire a chi sta vivendo un periodo di depressione è il tema del libro che recensiamo questo mese. Si chiama “Non deprimermi ancora con parole inutili” e lo ha scritto Mirko Ciesco a partire dalla sua esperienza personale.

Buona lettura!




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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