• Home
  • documenti
  • Articoli
  • Uditori di voci, uno spazio per parlarne senza sentirsi giudicati e provare a conviverci

Uditori di voci, uno spazio per parlarne senza sentirsi giudicati e provare a conviverci

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

di Federico Mascagni, redattore di Sogni&Bisogni

Voci che si accavallano nella mente creando un insopportabile rumore di fondo. Voci giudicanti, che criticano e demoliscono. Voci che supportano, consigliano, aiutano nella riflessione. Questo è il duplice effetto che provano gli uditori di voci, “che non sono necessariamente persone con problemi di salute mentale”, spiega lo psichiatra Michele Filippi dell’Associazione L’ARCO - Corrispondenze per la Recovery.

2 Foto di Gerd Altmann da Pixabay          Foto di Gerd Altmann da Pixabay

“A volte l’origine del fenomeno crea forti disagi che provocano problemi di salute mentale”. Con la sua associazione Filippi organizza da due anni e mezzo un gruppo dedicato agli uditori di voci. “Si tiene ogni lunedì pomeriggio. Si tratta di un’ora di incontro in cui si ritrovano persone che odono voci, con tre facilitatori presenti: io, una psicoterapeuta e una educatrice”.

Come si svolgono gli incontri?
Si fa un primo giro in cui si dice come si sta e poi si sviluppa un discorso. Le caratteristiche di questo gruppo sono comuni agli altri gruppi: uno spazio per parlare delle proprie voci senza sentirsi squalificati. Attraverso il confronto si possono sperimentare modi e strategie per convivere e andare oltre. C’è poi la ricerca di senso, in una situazione che deriva spesso da traumi, per trovare nessi tra esperienze di vita ed esperienza delle voci.

Da dove nasce l’esigenza del confronto di gruppo?
Quando si manifestano le voci è difficile trovare attenzione da familiari, amici e conoscenti. Probabilmente ci sono difficoltà ad affrontare il problema a causa dello stigma e della paura che circondano questo disturbo. Per questo è importante condividere le esperienze di vita e della quotidianità, cercando di trovare connessioni con ciò che esprimono le voci.

Voci che possono essere espressione di traumi...
Nel gruppo invitiamo ad accogliere e apprezzare il fatto che la voce dice qualcosa di me, che può essere a volte la memoria di traumi vissuti, che si perpetuano in questa modalità. Ma le esperienze possono avere sviluppi molto diversi: un componente del gruppo ha visto trasformarsi dopo anni voci tremende in voci amiche, che di sera facilitano riflessioni “terapeutiche”, promuovendo un senso di protezione e accudimento. Le voci rappresentano in questo caso un versante di memoria traumatica che si presenta come delega alla voce di prendersi cura del trauma ancora presente nella persona. La voce appare come esterna ed è difficile da ricondurre a qualcosa di interno a sé, ma col tempo può nascere la consapevolezza che si tratta di un dialogo interiore.

Le voci posso scomparire?
Al gruppo ha partecipato un giovane che sentiva voci da molti mesi. Ha partecipato a tre incontri molto intensi e significativi dal punto di vista emotivo. Poi ci ha comunicato che le voci erano scomparse, e non è più venuto. È comunque un disturbo che può passare e ritornare. In alcuni casi a essere decisivi sono i farmaci, che in altre circostanze servono solo ad alleviare le ansie e permettere di dormire. Ma anche una psicoterapia molto mirata può aiutare a sospendere le voci, come ci ha insegnato l’esperienza di un altro giovane che è venuto a raccontare la sua esperienza nel gruppo. Più in generale si può dire che le voci spesso accompagnano la vita intera e a volte scompaiono. E non sempre si capisce il perché.

Ci sono strategie per la convivenza con le voci?
Ad esempio imparare a dialogare con le voci in orari specifici, oppure quando le voci si fanno minacciose ingaggiare delle sfide utili a fronteggiarle, o tenere a mente che le voci riflettono qualcosa di noi come uno specchio, secondo la definizione di una nostra partecipante. Per quanto riguarda il gruppo la nostra strategia è quella di essere molto accoglienti e poco sollecitanti.

Il gruppo di uditori di voci si ritrova nella sede dell’associazione ARCO il lunedì pomeriggio dalle 16.45 alle 17.45. Chi è interessato può telefonare al numero 051.0114778 e chiedere del dottor Michele Filippi. Seguirà un incontro individuale per conoscersi e valutare se la partecipazione al gruppo può essere indicata.




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

Scorciatoie

Sogni&Bisogni

Associazione Cercare Oltre

presso Istituzione Giancarlo Minguzzi
Via Sant'Isaia, 90
40123 Bologna
Codice Fiscale: 91345260375
email: redazione@sogniebisogni.it

Privacy&Cookies

Privacy Policy Cookie Policy