• Home
  • documenti
  • Articoli
  • A tu per tu con Renzo Muraccini, direttore del Centro di salute mentale Zanolini di Bologna

A tu per tu con Renzo Muraccini, direttore del Centro di salute mentale Zanolini di Bologna

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

di Federico Mascagni, redattore di Sogni&Bisogni

Per capire maggiormente il ruolo di direttore di un Centro di Salute Mentale abbiamo incontrato Renzo Muraccini del Csm Zanolini, che si è raccontato a Sogni&Bisogni.

Renzo Muraccini

Quali sono state le sue esperienze precedenti all’arrivo al CSM Zanolini?

Dopo 20 anni di lavoro in provincia, 10 anni a Budrio e altri 10 a San Giovanni in Persiceto, sono arrivato a Bologna 9 anni fa. Bologna è una realtà completamente diversa per quella che è la mia esperienza; la città è molto più complessa, i servizi sono tanti e le situazioni richiedono spesso l’intervento di molti operatori. Posso dire che in provincia esiste ancora, credo, una forma di “collante” relazionale che unisce maggiormente la cittadinanza con le istituzioni curanti e gli operatori fra di loro, malgrado le risorse possano essere minori rispetto quelle che si trovano a Bologna. Questo collante fa si che le relazioni fra operatori non sempre “protocollate”, anzi, a prescindere dai protocolli, si fanno garanti di quell’integrazione tra servizi e dimensione sociale che in una città come Bologna stante la complessità non è sempre possibile.

Ha detto che la realtà bolognese è complessa, in che senso?

La città è ricca di sfaccettature. I problemi risentono molto della dimensione metropolitana e i bisogni dei cittadini richiedono interventi articolati che, a volte, possono essere difficili da realizzare. Questo elemento è quello che rende indubbiamente più articolato il lavoro di uno psichiatra nel servizio pubblico, sollecitato da problematiche specifiche, per esempio la marginalità sociale, il problema della migrazione negli aspetti più eclatanti, che troviamo in periferia ma in maniera più ridotta. Ciò rende indubbiamente più faticoso il lavoro ma anche più creativo.

Cosa intende per creatività?

La creatività nell’ambito di questo lavoro vuole dire dare spazio all’individualità del soggetto, alla sua storia, al suo essere unico e irripetibile all’interno di un percorso socio-assistenziale che possa coniugare questi elementi con le risorse che i servizi nella loro diversa articolazione hanno a disposizione.

Cosa vuole dire prendere in carico gli utenti in città?

La domanda che gli utenti fanno al nostro servizio in termini di sostegno e aiuto contiene degli elementi che richiedono l’intervento ineludibile del tessuto sociale nelle sue diverse articolazioni. In città è molto più forte l’impatto sul soggetto, sulla sua famiglia, sul gruppo di appartenenza, delle dinamiche e delle trasformazioni sociali e il potere che queste hanno in termini di emarginazione e stigma nei confronti di coloro che sono portatori di una qualsivoglia forma di vulnerabilità.

Che peculiarità ha il CSM Zanolini?

Ha due peculiarità che dipendono dalle caratteristiche sociodemografiche della popolazione che afferisce al nostro centro e che vive nelle due zone di San Donato e San Vitale. Il quartiere San Donato presenta un’alta densità di popolazione migrante, è indubbiamente connotato come contesto interculturale; il quartiere San Vitale è il luogo dell’università e molti studenti fuori sede vi risiedono. Va da sé che i giovani adulti universitari e i migranti provenienti da altre culture rappresentano una popolazione che ha bisogni specifici e altrettanti problemi particolari su cui noi necessariamente dobbiamo co-progettare interventi di aiuto e sostegno.

I profili degli utenti del CSM Zanolini sono particolarmente gravi?

Dai dati a nostra disposizione non ci sono elementi diagnostici che rendono questo servizio diverso dagli altri, ma ribadisco le identità dei soggetti che afferiscono al nostro servizio si portano dietro inevitabilmente quelle peculiarità sopra citate e che rendono il nostro intervento specifico e individualizzato.

Cosa vuole dire essere psichiatra?

Fare lo psichiatra è uno dei lavori più belli che esistano. La difficoltà insita in questo lavoro, come tutti i lavori che hanno al centro il benessere della persona nelle sue diverse articolazioni, risente dell’influenza di fattori non solo imprevedibili ma di natura sociale, economica, antropologica che lo rendono indubbiamente complicato: sono tante le variabili che causano sofferenza e lo psichiatra è immerso dentro queste variabili rispetto alle quali non ha potere se non attraverso l’attivazione di percorsi di cura che ammortizzino l’impatto dei fattori che inducono sofferenza e disagio.




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

Scorciatoie

Sogni&Bisogni

Associazione Cercare Oltre

presso Istituzione Giancarlo Minguzzi
Via Sant'Isaia, 90
40123 Bologna
Codice Fiscale: 91345260375
email: redazione@sogniebisogni.it

Privacy&Cookies

Privacy Policy Cookie Policy