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I gruppi di Auto Mutuo Aiuto al tempo del Covid

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura della Dr. Daniela Demaria, Responsabile progetto "Rete dei gruppi di Auto Mutuo Aiuto Area Metropolitana AUSL di Bologna"

A causa delle misure restrittive imposte dal governo italiano per far fronte all’emergenza da Coronavirus i gruppi di Auto Mutuo Aiuto non riescono a trovarsi in presenza.

Questo, però, non ha fermato la voglia di confrontarsi, di sentirsi vicini seppur a distanza in questo periodo così imprevisto, inconsueto e lungo. Il protrarsi di questa situazione sta mettendo tutti a dura prova, ma la forza e il bisogno della condivisione riesce ad andare oltre.

Alcuni gruppi si trovano da remoto, altri con incontri su whatsapp, altri ancora con telefonate cadenzate. Sono tutti modi per mantenere viva la relazione che c’era prima di questo necessario distanziamento sociale. L’essere umano è sociale e ora più che mai necessita di relazione, di dire e ascoltare parole, di ridere insieme a chi sta dall’altro capo del telefono o del computer.

A tutti è dispiaciuto disdire l’appuntamento in presenza, ma la realtà che si sta vivendo suggerisce di mantenere un comportamento prudente per un periodo ancora difficile da prevedere.
In ogni caso la forza dei gruppi va al di là della situazione e i gruppi stanno riuscendo a mantenere contatti fra loro anche se gli incontri in presenza sono sospesi.

A testimoniare questo rapporto ininterrotto proponiamo alcune riflessioni su questo periodo pandemico da parte di alcuni partecipanti ai gruppi A.M.A.

(…) Corona Virus, Covid 19, subdolo nemico invisibile .... In quanti modi è stata etichettata questa pandemia che ci ha colpito così duramente e così improvvisamente?
Sono stati spesi fiumi di inchiostro, di parole.
Tutti sappiamo ormai fin troppo bene, avendolo vissuto direttamente, quanto è costato umanamente (e ci costa tuttora) questo assurdo momento che l’intero pianeta sta affrontando, ma forse pochi conoscono le difficoltà che hanno dovuto affrontare quelle splendide realtà, i gruppi di Auto Mutuo Aiuto, che basano il proprio intervento sull’empatia che scaturisce dal rapporto umano, in gran parte “fisico”, tra persone che soffrono delle stesse difficoltà.
Nel gruppo, ovviamente, c’è stata molta attenzione nei confronti di quei membri che frequentano da poco tempo, immediatamente si è attivata, in modo ancor più capillare, la rete, si è cercato di star loro vicino in tutti i modi, servendosi di tutti i mezzi che la tecnologia fortunatamente fornisce.
Per il perdurare della situazione i partecipanti più anziani si sono preoccupati, era necessario cercare di sopperire in qualche modo all’impossibilità di svolgere gli incontri in modo tradizionale.
Si è pensato allora di realizzare una chat di gruppo utilizzando Skype per le sue caratteristiche di gratuità, duttilità, semplicità e senza limiti di tempo.
Ufficialmente la chat funziona negli orari e giornate nelle quali si riunisce il gruppo tradizionale, ma chi conosce il social sa che lo stesso può essere utilizzato in qualsiasi momento, creando un’ulteriore opportunità, per chi lo desiderasse o ne avesse bisogno, di essere costantemente in contatto.
C’è la piena consapevolezza che questo sia un momentaneo ripiego, che nulla può sostituire la magia del ritrovarsi, dello stare fisicamente insieme, ma non potendo fare diversamente si prova almeno di evitare ulteriori danni a quelli che già la pandemia ha provocato.
Sarà dura riprendere, riappropriarsi di quella normalità “rubata”, ma in tutti è viva la speranza e la voglia di farlo quanto prima, uscendo finalmente da questa assurda bolla che ha avvolto isolando le persone (...)

(...) Buongiorno, ogni giorno, ti alzi e ti guardi allo specchio. E lui dice "Buongiorno" a questa donna, che sta dall'altra parte dello specchio, questa donna che sa come te, cosa vuole dire sofferenza, stanchezza, vergogna; questa donna che si alzava ogni mattina per affrontare la vita con tutte le sue forze.
Tu insieme alle Donne del gruppo, che affrontano come te gli stessi problemi, tu che hai preso forza, che hai visto le altre Donne alzarsi più forti che mai, più sicure di se stesse.
E ogni settimana aspetti il momento di vedere le Donne, per scambiare problemi, disagi, per rinforzarsi le une con le altre, per un semplice abbraccio.
Ora , al momento del coronavirus, non abbiamo più il solito sostegno, fatto di abbracci e strette di mano, e manca...
E tu cosa fai?
Prendi il telefono e mandi un Buongiorno!, a queste donne fortissime, e tutte rispondono, chi con un semplice messaggio, chi con una cartolina , e tua sai che loro ci sono, tu ci sei...
Né violenza , né maltrattamenti, né vergogna, ci hanno tolto la voglia di vivere! Figuriamoci il virus! Ce la faremo, tutte insieme, più forti che mai (...)

(...) Le cose semplici, scontate, ritenute forse dai più, in passato, anche banali pre-Covid19 rivelano, lasciandoci nella coscienza, la dimensione del loro valore reale: immenso.
Manca, assolutamente, totalmente, l’abbraccio, il conforto di una carezza, la fisicità degli affetti e come accade sempre per ogni cosa ... è quando viene a mancare che ci si accorge della sua importanza: fondamentale, in questo caso.
Si cerca di sopperire alla mancanza degli incontri di gruppo con telefonate, video-chiamate, social ecc.; ci ripetiamo le solite frasi, ricordiamo momenti spensierati e situazioni belle.
Si fanno progetti, forse più per convincersi che passerà questa realtà attuale, che andrà tutto bene, che riavremo la nostra quotidianità come un tempo ma si fatica e tanto anche a credere. Sperare, credere divengono quasi imposizioni che sfuggono all’evidenza degli eventi ed alla razionalità della mente. Impossibile arginare lo sconforto che configura proiezioni future positive solo come utopistici miraggi. Impossibile oggi non pensare che comunque: “Si sta/ come d’autunno/ sugli alberi le foglie".




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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