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Pandemia e crisi economica: come incide sulla Salute Mentale

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a cura di Vincenzo Trono, Funzione Progettazione Educativa, Inserimenti Lavorativi, Budget di Salute con la collaborazione di Fabio Albano, Antonella Bufano, Anna Pagani, Magda Paoli, Sabrina Vaccaro

Secondo alcuni studi e ricerche, la crisi del periodo del Covid-19 potrebbe tradursi in forti perdite per le imprese della nostra regione, come nel resto dell’Italia, penalizzate dal lockdown e dalle altre restrizioni logistiche legate al contenimento dell’epidemia, e colpite dal forte stallo della domanda interna e globale.

Nelle recenti ricerche sugli effetti dell'emergenza sanitaria sul mercato del lavoro, infatti, vengono delineate almeno due prospettive in relazione alla sua durata, breve o lunga. Riguardo ai settori produttivi: una prevede che il fatturato delle imprese scenda di oltre 7 punti nel 2020 e l’altra che la perdita stimata sarebbe di quasi 18 punti nel 2020. Nel biennio 2020-21, a seconda dei diversi scenari di persistenza della condizione emergenziale, le imprese italiane potrebbero perdere tra i 509 e i 671 miliardi di fatturato. (1)
In tale contesto di forte criticità, per tutte le attività del sistema produttivo, gli effetti saranno molto diversificati a livello settoriale, con impatti particolarmente sentiti nell’ambito dei trasporti, dello spettacolo e delle strutture ricettive e settori che invece beneficeranno del nuovo scenario come le imprese ICT multinazionali e locali, il commercio online e il farmaceutico.

Sulla base di queste ipotesi e di quelle formulate per PIL e debito, per quanto riguarda i livelli di occupazione, i due scenari indicati danno i seguenti risultati: nello scenario più ottimistico le imprese a rischio fallimento sarebbero circa 98.000 per un totale di due milioni e duecentomila lavoratori coinvolti; nel secondo caso le imprese potenzialmente fallite sarebbero 176.000 per un totale di tre milioni e ottocentomila lavoratori.
Per contrastare questa fase critica del nostro ciclo economico, molto dipenderà dagli interventi pubblici a sostegno dell'economia delle aziende.
L'emergenza sanitaria Covid19 e le conseguenti misure restrittive stanno, quindi, esacerbando le condizioni socio-economiche già precarie di parte della popolazione con effetti che dal lavoro si sono riversati pesantemente e più in generale sulla situazione abitativa, del reddito, dell'istruzione e della gestione familiare.

Possiamo dire che la crisi economica diviene, così, anche uno dei più potenti fattori di rischio: aggrava, scatena sindromi ansiose e depressive, non solo per la reale mancanza di soldi, ma perché toglie prospettive, visione di un futuro. In economia, si chiama, infatti, depressione una grave fase discendente del ciclo economico che analogamente a quella umana, toglie la capacità di reazione. La sofferenza è tollerabile se ha una fine.(2)
Negli Stati Uniti uno studio fresco di stampa, redatto dal Well Being Trust e dai ricercatori dell'American Academy of Family Physicians, stima per il prossimo decennio ben 75mila vittime legate alla crisi del coronavirus, classificate come “morti per disperazione”. Comprendono sia i suicidi che i decessi per abusi di sostanze stupefacenti. E’ una cifra enorme, vicina alle 80mila vittime ufficiali statunitensi del Covid-19. (3)

Nel solo marzo le telefonate di americani disperati ai numeri di assistenza psicologica si sono impennate dell’891% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnala Substance Abuse and Mental Health Services Administration. Una variabile fondamentale della disperazione è il livello di reddito, soprattutto in quei Paesi - come gli Stati Uniti - dove la forbice tra ricchezza e povertà continua ad allargarsi da decenni. Mentre a Wall Street il mondo della finanza brinda ai nuovi record dei suoi colossi tecnologici, a Main Street centinaia di milioni di americani perdono il loro posto di lavoro. Il risultato è quello mostrato da uno studio della Kaiser Family Foundation: nella fascia di reddito inferiore ai 40mila dollari, un cittadino su quattro segnala problemi psicologici legati alla pandemia, ma per chi guadagna oltre 90mila dollari la percentuale del disagio si dimezza al 14%.5

L'Osservatorio «Suicidi per motivazioni economiche» della Link Campus University, osservatorio permanente sul fenomeno delle morti legate alla crisi e alle difficoltà economiche avviato nel 2012 in Italia, segnala che dall'inizio dell'anno sono già 42 i suicidi, di cui 25 quelli registrati durante le settimane del lockdown forzato per Covid; 16 nel solo mese di aprile. Questa impennata risulta ancor più preoccupante se confrontiamo il dato 2020 con quello rilevato appena un anno fa: nei mesi di marzo-aprile 2019, il numero delle vittime si attestava infatti a 14, e il fenomeno dei suicidi registrava la prima vera battuta d'arresto dopo anni di costante crescita.(4)

Il rischio viene definito negli studi di risk analisis, come la possibilità di subire un outcome negativo ovvero un danno oppure una perdita significativa. Nelle società industriali l’outcome negativo per eccellenza è chiaramente identificato nella perdita del lavoro e, conseguentemente, della possibilità di percepire un salario sicuro. L’emergere di nuovi rischi espone oggi un’ampia parte della popolazione ad outcome negativi che non consistono solo nella perdita del lavoro e nella conseguente perdita di un reddito fisso garantito.(5) Non bisogna sottovalutare che spesso le nuove condizioni di vita sono determinate in parte dall’acuirsi e dall’espandersi dei rischi sociali precedentemente presenti e in parte dai nuovi rischi sociali che con essi si incrociano e si sommano.
Non si riesce più, allora, ad immaginare un futuro, un superamento e si cade in un circolo vizioso dal quale non si esce senza un aiuto esterno.

 

1. https://know.cerved.com/imprese-mercati
2. https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/05/07/news/lo_psichiatra_le_misure_anti_crisi_servono_perche_aiutano_a
_riaccendere_la_speranza_-256001801/, F. Starace
3. Il Sole 24 Ore, https://www.ilsole24ore.com/art/isolamento-e-crisi-economica-ondata-mondiale-suicidi-coronavirus-ADPf7lP
4. Il Messaggero, https://www.ilmessaggero.it/politica/suicidi_coronavirus_crisi_imprese-5221354.html
5. Ranci C., Vulnerabilità sociale e nuove disuguaglianze sociali, in Disuguaglianze sociali oggi: territori, lavoro, società, Sociologia del lavoro, dell’economia e dell’organizzazione, Milano, FrancoAngeli Editore, 110, 2008




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

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Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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