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Ricette per convivere con la disabilità

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura di Federico Mascagni

E se la passione per il cibo diventasse un’opportunità per i disabili? Enzo Radunanza, creatore insieme al socio Luciano Monteleone della Gazzetta del Gusto, testata web dedicata a food and beverage, senza porsi tante domande ha deciso di insegnare a ragazze e ragazzi alcune attività del mondo culinario.

Dalla sfoglia alla caffetteria Enzo è riuscito a coinvolgere, fra gli altri, l’Associazione GRD Bologna, formata da genitori e persone con sindrome di Down, la scuola di Otto in cucina e l’esperto di caffetteria Manuel Terzi.

Come è nata l’idea?  “Ho il difetto di pensare sempre a nuove idee” dice Enzo “Avevo visto una docufiction televisiva in cui giovani con sindrome di Down lavoravano all’interno di un hotel. Così come Gazzetta del Gusto abbiamo pensato di creare una serie di incontri. Una sorta di scuola di cucina, aperta anche ad autistici ed epilettici.”
È il caso della collaborazione con Simona Guerra della scuola Otto in Cucina, che, grazie al finanziamento di GRD Bologna, ha organizzato corsi di due ore e mezza che comprendevano il pranzo assieme. “In due ore non si può insegnare un mestiere” puntualizza Enzo “ma si può dare un input, accendere un desiderio.”

C’è da chiedersi se questo desiderio possa trasformarsi in un impiego reale. Enzo Radunanza pare essersi fatto un’idea in merito.
Ho notato che alcuni dei partecipanti dopo un po’ perdono la concentrazione sul lavoro. Ma la concentrazione limitata può comunque essere sufficiente sia in sala che in cucina. Le capacità dei ragazzi con sindrome di Down sono molto più funzionali di quello che pensiamo. Non dovrebbero stare ai margini.

Su questa ipotesi di progetto più operativa, che rappresenterebbe un step ulteriore importante del progetto, il vulcanico Enzo, insieme all’aiuto di GRD Bologna, ha già in mente qualcosa: “Mi piacerebbe organizzare corsi più strutturati che possano prepararli in cucina, in sala, in caffetteria, per apprendere le basi del lavoro e organizzare, come prova finale, una cena aperta al pubblico. Esattamente come succede negli istituti alberghieri.

Foto gusto1D’altronde il riscontro dei partecipanti è evidente e positivo. "Nel corso di caffetteria di Manuel Terzi un ragazzo ha manifestato il desiderio di lavorare nel bar della scuola. Nel corso di decorazione con cioccolato plastico e di pasta sfoglia abbiamo visto molto attivi i ragazzi provenienti da GRD Bologna. Questo grazie alle loro attività di preparazione alla vita autonoma, nei soggiorni in appartamenti con educatori, dove si abituano ad arrangiarsi da soli, a stare anche ai fornelli per prepararsi i pasti. Ci sono dei talenti che andrebbero coltivati.” Ma per farli emergere servirebbero corsi più elaborati, professionali, nei quali diventa necessario coinvolgere sponsor che possano sostenere le iniziative.

E per quanto riguarda l’inclusione nel mondo della ristorazione? “Allo stato attuale non ho un riscontro su un eventuale interesse specifico da parte di ristoranti su ragazze e ragazzi con differenti abilità” dice Enzo “anche se durante questa esperienza mi sono reso conto che impieghi come aiuto cuoco e assistenti alla caffetteria siano perfettamente alla loro altezza.”
Come purtroppo accade da una parte c’è la disponibilità a coinvolgere, a realizzare un’esperienza sociale. Ma a questo non segue una concreta integrazione lavorativa. “Vorrei vederli integrati con altri dipendenti” dice Enzo. "Il lavoro in un ristorante è molto frenetico e pesante. Bisognerebbe individuare piccole trattorie o ristoranti familiari. In Italia siamo generosi ma rispetto all’estero non siamo concreti. Ci sono piccoli esempi sparsi, ma queste iniziative dovrebbero rientrare nella normale gestione delle cose”

In attesa di un auspicabile futuro che veda corsi di specializzazione per promuovere l’ingresso di queste tipologie di disabilità nel mondo della ristorazione per conquistarsi autonomia, chiediamo a Enzo Radunzanza se ci sono novità riguardo al percorso già intrapreso. “Ci ha contattato già lo chef di un ristorante molto famoso a Bologna e un ristorante a Milano, dove a tenere le lezioni sarà un personaggio molto importante. Grazie all’associazione GRD Bologna stiamo prendendo altri contatti in altre città e siamo aperti a collaborazioni in giro per tutta l’Italia.” Con la speranza che da momento di intrattenimento questi corsi possano trasformarsi in formazioni per l’ingresso al lavoro di alcune categorie di disabili.




 

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di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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