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Aumenta l'uso di antidepressivi, e per i giovani, di psicofarmaci non prescritti

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

È in aumento l’uso di farmaci fra gli italiani, e in particolare il consumo di antidepressivi.

È quanto conferma il rapporto Osservasalute 2014 (Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane). Gli antidepressivi sono infatti al quarto posto tra i farmaci più prescritti; al primo posto i farmaci per il sistema cardiovascolare, seguiti da quelli per l’apparato gastrointestinale e metabolismo. I farmaci per il sangue si collocano al terzo posto per prescrizione.

Il grande uso di psicofarmaci in Italia non è una novità: per il Censis, che ha messo assieme i dati delle Asl nel periodo 2001-2009, gli aumenti degli antidepressivi sono stati nell’ordine del 114%. Nel 2011 il Cnr ha calcolato che usavano tranquillanti e ansiolitici 5 milioni di italiani (di cui più di 3 milioni donne), 4 milioni i sonniferi e 2,2 gli antidepressivi.
Secondo l’Osservatorio europeo sulle Droghe e Tossicodipendenze rappresentano la terza causa di incidenti stradali dopo alcol e cannabis; e un rapporto di Osservasalute del 2009 parlava di un aumento dei consumi di antidepressivi dal 2000 al 2008 addirittura del 310%!

Per quanto riguarda gli psicofarmaci assunti da adulti, nel 2013 i consumi maggiori si sono avuti in Toscana, nella provincia di Bolzano ed in Liguria, mentre i consumi minori in Campania, Basilicata e Molise. Tra le ragioni indicate la crisi economica ma anche la riduzione della stigmatizzazione della patologia depressiva, l’aumento dell’attenzione del Medico di Medicina Generale nei confronti di questa patologia con un conseguente miglioramento dell’accuratezza diagnostica.

Questi dati riguardano i farmaci regolarmente prescritti, ma è particolarmente inquietante il dato sull'uso di psicofarmaci non prescritti da parte dei giovani. In Europa i maggiori consumatori di psicofarmaci non prescritti tra i teenagers (15-19 anni) sono gli studenti italiani.
A lanciare l'allarme su un fenomeno in crescita è lo studio condotto dal reparto di epidemiologia e ricerca dell'istituto di fisiologia clinica del consiglio nazionale delle ricerca di Pisa, (Ifc-Cnr).

Nell'ultimo anno infatti oltre duecentomila ragazzi hanno usato psicofarmaci non prescritti, 395 mila gli under 20 che li hanno provati anche in passato; continua a crescere il numero di coloro che diventano consumatori abituali, e anche quello di chi li ha ingeriti 10 volte o più nell'ultimo mese: sono 43mila, erano 27mila nel 2007.

La media europea dei teenagers che ha usato psicofarmaci è del 6, quella degli italiani è il dieci per cento; si tratta di acquisti in rete, mercati paralleli, farmaci per migliorare prestazioni o compensare l'uso di altre droghe eccitanti. Il Cnr sostiene che il 17% degli studenti tra i 15 e 19 anni almeno una volta nella vita ha utilizzato psicofarmaci non prescritti, il 9% lo ha fatto nell'ultimo anno.
Si tratta prevalente di farmaci per dormire, utilizzati durante l'anno dal 6 per cento degli alunni, soprattutto ragazze (8% contro il 4% dei maschi). Seguono quelli che dovrebbero aiutare a studiare meglio e più a lungo, a prolungare le notti: farmaci per aumentare l'attenzione e l'iperattività di cui fanno uso il 3 % dei ragazzi. Usano medicinali nati per regolarizzare l'umore il 2,4 % di loro, stessa percentuale per quelli che fanno passare la fame.

Gli psicofarmaci vengo assunti spesso assieme all’alcool, e così diventa una droga a buon mercato per i ragazzi, che però non conoscono gli effetti molto pericolosi di questi mix incontrollati. Nella ricerca del Ifn-Cnr di Pisa si dice che 54mila studenti hanno infatti dichiarato di aver assunto sostanze senza sapere cosa fossero esattamente.



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

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