di Laura Pasotti, redattrice di Sogni&Bisogni
Nelle scorse settimane centinaia di persone hanno partecipato ai tavoli organizzati per la Giornata mondiale della salute mentale 2025 a Bologna. Incontri organizzati dal basso, su temi diversi, in luoghi conosciuti ma anche in spazi nuovi, non connotati.

Da tre anni il progetto Ci vuole una città sta cercando di portare la discussione sulla salute mentale nello spazio pubblico e quest'anno possiamo dire che ci sta riuscendo davvero. Mai come quest'anno il confronto è uscito dai luoghi della salute mentale e mai come quest'anno la partecipazione è stata così variegata e ha visto la forte presenza della città e dei suoi abitanti. Mai come quest'anno le persone che hanno o hanno avuto esperienza di disturbi psichiatrici hanno partecipato, si sono confrontate, sono state ascoltate, hanno portato la loro testimonianza in quei tavoli. Tra di loro tantissime quelle giovani.
Anche noi della redazione di Sogni&Bisogni abbiamo partecipato a molti di quegli incontri e in questa newsletter proviamo a raccontarvi che cosa è emerso dal fermento delle scorse settimane, a partire proprio dalle testimonianze.
Apriamo con la storia di N., giovane seguito dai servizi di salute mentale, con un passato caratterizzato da consumo di sostanze e di condotte disfunzionali che lo hanno portato a commettere reati e che oggi sta provando a riprendere in mano la propria vita alla Casa degli Svizzeri.
Qual è il rapporto dei più giovani con i social media? E in che modo li utilizzano per informarsi sulla salute mentale? Se ne è parlato in uno dei tavoli a cui hanno partecipato ragazzi e ragazze delle scuole superiori del territorio da cui è emerso che sono in tanti a fruirne in modo consapevole.
“Che cosa mi fa stare meglio nella mia vita quotidiana?” è la domanda con cui si è aperto il tavolo organizzato da Psicoradio e in cui tantissime persone, molte delle quali giovani, si sono confrontate sul tema del benessere, su di sé e sul proprio rapporto con il mondo.
I percorsi di recovery non sono uguali per tutti. Se n'è parlato nell'incontro organizzato dalla Cooperativa Il Martin Pescatore nel territorio del distretto Reno Lavino Samoggia come tappa concreta del percorso avviato verso un modello di salute mentale integrato, partecipato e centrato sull'esperienza vissuta.
Di affettività e sessualità si è parlato nell'incontro organizzato al Provvidone in cui è emersa la difficoltà con cui ancora oggi si parla di questi temi nel mondo della salute mentale, ma anche la necessità di introdurre nei servizi una figura professionale specializzata per accompagnare le persone nella gestione di simpatie, relazioni e dinamiche affettive.
Chiudiamo con un articolo dell'associazione GRD-Bologna sull'importanza dei percorsi di apprendimento dell'autonomia per le persone neurodivergenti.
Buona lettura!

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi
...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...
Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo Pini, di Milano.
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