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La campagna vaccinale anti COVID-19

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura di Dott.ssa Vera Maria Avaldi, UOC Governo Clinico e Sistema Qualità - Staff Direzione Aziendale Azienda USL di Bologna

Il 27 dicembre con il vaccine day, e in modo effettivo il 31 dicembre 2020, è partita la campagna vaccinale in Italia e in tutta Europa dopo l’approvazione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) del primo vaccino anti COVID-19.

L’obiettivo della campagna di vaccinazione della popolazione è prevenire le morti da COVID-19 e raggiungere al più presto l'immunità di gregge per il SARS-CoV2. Con immunità di gregge si intende una forma di protezione indiretta che si verifica quando una parte significativa di una popolazione è vaccinata oppure ha anticorpi sviluppati direttamente a seguito della malattia tanto da fornire una tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l'immunità.

Dopo una fase iniziale, che è limitata per il numero di dosi consegnate, la campagna si svilupperà in continuo crescendo secondo il Piano strategico ministeriale aggiornato il 12 dicembre 2020. I vaccini saranno offerti gratuitamente a tutta la popolazione, secondo un ordine di priorità, che tiene conto del rischio di malattia, dei tipi di vaccino e della loro disponibilità.

Il primo vaccino autorizzato in Unione Europea il 21 dicembre 2020 è stato Comirnaty di Pfizer-BioNtech che è destinato alle persone di età pari o superiore a 16 anni. Il vaccino contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19. È importante sottolineare che il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia. Il vaccino Comirnaty prevede due dosi somministrate a distanza di 21 giorni l’una dall’altra ed è efficace al 95% ovvero è in grado di impedire a 95 persone su 100 vaccinate di sviluppare la malattia COVID-19 con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnie. Tale protezione è stata dimostrata dopo 1 settimana dalla seconda dose.

Il secondo vaccino COVID-19 autorizzato da AIFA in Italia il 7 gennaio 2021 è stato il vaccino COVID-19 Vaccine Moderna mRNA -1273 destinato a prevenire la malattia da COVID-19 nelle persone a partire dai 18 anni di età. Ha lo stesso meccanismo d’azione del vaccino Comirnaty contenendo RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS-CoV-2 e, allo stesso modo, non può provocare la malattia. Il vaccino Moderna prevede due dosi somministrate a distanza di 28 giorni l’una dall’altra ed è efficace al 94% con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnie. Tale protezione è stata dimostrata dopo 2 settimane dalla seconda dose.

La durata della protezione di questi vaccini non è ancora definita con certezza, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi.
Chi ha già avuto il Covid-19 può essere vaccinato e il vaccino potenzia la memoria immunitaria, per cui non è utile alcun test prima della vaccinazione. Tuttavia, coloro che hanno avuto una diagnosi di positività a COVID-19 non necessitano di una vaccinazione nella prima fase della campagna vaccinale, mentre potrebbe essere considerata quando si otterranno dati sulla durata della protezione immunitaria. La presenza di eventuali controindicazioni anche temporanee all’esecuzione delle vaccinazioni verrà valutato dal personale sanitario che effettua la vaccinazione sulla base della scheda tecnica del vaccino.

Dal 31 dicembre 2020 nell’Azienda USL di Bologna, come in tutta Italia, è in atto la campagna vaccinale dedicata al personale sanitario e sociosanitario e altri professionisti che lavorano in strutture sanitarie e ospiti e personale delle strutture residenziali per anziani. Il personale delle strutture sanitarie si vaccina presso Padiglione fieristico di Bologna e l’Istituto ortopedico Rizzoli, mentre gli ospiti e il personale delle strutture residenziali per anziani vengono vaccinati direttamente in struttura da parte di team aziendali composti da medici e infermieri. Finora sono stati vaccinati con la I dose complessivamente quasi 31mila persone e in questi giorni tali soggetti stanno ricevendo la seconda dose.

Questa campagna di vaccinazione proseguirà a fasi che dipenderanno nei tempi e nelle modalità dalla quantità di vaccini disponibili, dalle indicazioni delle autorizzazioni EMA per ogni nuovo vaccino e dalle indicazioni ministeriali e regionali. In particolare, in questi giorni a causa di problemi relativi alla quantità di dosi fornite è stata temporaneamente sospesa la vaccinazione di nuovi soggetti con prima dose, ma si prevede di ricominciare agli inizi di febbraio e, come da indicazioni ministeriali e regionali, si ripartirà con il completamento delle vaccinazioni per le categorie incluse nella fase iniziale e si proseguirà con le persone con età pari o superiore a 80 anni. Le categorie che, come da indicazioni ministeriali, saranno incluse nelle fasi successive sono mostrate nella Tabella sottostante.

 


Fase di intervento

 Popolazione Target
 2     Persone di età uguale o superiore a 80 anni non vaccinate in fase 1
    Persone tra i 60-79 anni di età
    Persone con comorbidità severa, immunodeficienza e/o fragilità di ogni età
    Gruppi sociodemografici a rischio significativamente più elevato di malattia grave o morte
    Insegnanti e personale scolastico ad alta priorità
 3     Insegnanti e personale scolastico ad alta priorità che non ha avuto accesso nella fase 2
    Forze dell'ordine e lavoratori di servizi essenziali e dei setting a rischio
    Carceri e luoghi di comunità
    Persone con comorbidità moderata di ogni età
 4    TUTTO IL RESTO DELLA POPOLAZIONE

Fonte: Vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19. PIANO STRATEGICO. Elementi di preparazione e di implementazione della strategia vaccinale. Ministero della Salute, aggiornamento del 12 dicembre 2020

L’organizzazione delle fasi successive della campagna vaccinale nell’Azienda USL di Bologna è attualmente in corso e si sta focalizzando sul recepimento e definizione delle popolazioni prioritarie, come da indicazioni ministeriali, sulla definizione delle sedi vaccinali e di percorsi dedicati per soggetti fragili e soggetti in residenze/comunità e sulla definizione delle modalità di accesso e prenotazione, che potrà avvenire anche con chiamata attiva. I principi e i valori guida dell’organizzazione di questa campagna sono l’equità e la protezione e tutela della salute dei soggetti più fragili.

A cura di Antonella Misuraca, presidente del CUFO di Bologna

In questi giorni si moltiplicano gli articoli con le notizie sulla campagna vaccinale, sulla diffusione dei contagi e noi genitori di giovani con disabilità non vediamo diminuire le nostre preoccupazioni.

Sia che le persone fragili vivano in famiglia, sia che siano in RSD , in centri diurni o in gruppi appartamento sono a contatto con molti. Tenerli a casa è veramente difficile per il carico di cura e il loro perdere autonomie acquisite. Sappiamo che tutti stanno facendo il massimo e quindi nel pieno rispetto reciproco vorremmo non incidere con ulteriori problemi, ma se un giovane con autismo viene ricoverato dovrà essere sedato e intubato perchè non può collaborare, e se può collaborare deve avere vicino un familiare o un caregiver che sappia comunicare con lui. Ci piacerebbe immaginare una campagna vaccinale che includa queste persone fragili, con almeno un caregiver o un familiare per soggetto, e gli operatori delle comunità.
Quindi diciamo che manca un protocollo che preveda il ricovero anche di un caregiver nel caso fosse necessario un ricovero ospedaliero. Sui giornali abbiamo letto di ospedali in Italia che si sono comportati in forma diversa, mentre tale protocollo, anche in ambito regionale potrebbe prevenire ulteriori complicazioni. D'altra parte la percentuale di decessi ad esempio in caso di persone con sindrome di down è 10 volte più alta: risultati ricerca 
Concludendo abbiamo fiducia che saremo ascoltati !

 



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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