• Home
  • documenti
  • Articoli
  • Il T9 non si sbagliava!: storie intrecciate di autismo nel libro

Il T9 non si sbagliava!: storie intrecciate di autismo nel libro

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

a cura di Maria Berri e Federico Mascagni

Roberta Buzzi è una terapista della riabilitazione psichiatrica presso Azienda USL di Ferrara. Oltre alle persone in carico presso di lei, si è letteralmente presa cura amorevolmente di un libro che nasce da Edoardo, figlo di Marialba Corona, presidente dell’associazione ANGSA Bologna, Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici, e Sara, figlia di Cristina Luperini.

 

Un libro il cui cuore è coloratissimo, grazie alle illustrazione dei protagonisti, completati da fotografie molto suggestive del piccolo Totò e dei due adolescenti Edoardo e Sara. In un bar di una rumorosa città del Nord Roberta Buzzi, madre del piccolo Totò, Marialba Corona e Cristina Luperini si incontrano e si confidano le loro storie personali. Tutte hanno il comune desiderio di aiutare al meglio i loro figli a esprimersi in piena libertà. Il progetto via via si è materializzato, aiutate nel compito dalle insegnanti di sostegno di Edoardo e Sara, Laura M. Candura e Simona Cascetti, e ha preso forma in una proposta illuminante: dare vita, attraverso l’espressione pittorica dei ragazzi, a mille sfumature e tonalità corrispondenti alle loro parole non dette. Davanti a tazze di bevande fumanti, Roberta Buzzi descrive come il gruppo sia passato dall’intuizione, attraverso l’osservazione dei comportamenti dei ragazzi sia a casa che a scuola, a dare successivamente corpo all’iniziativa di mettere i ragazzi di fronte a fogli di carta, e musica in sottofondo, affinché dessero vita con tempere e colori ai loro disegni. Così hanno creato le meravigliose opere pittoriche illustrate nel libro.

Il racconto cattura per la sua cifra stilistica dolente ma, nel contempo, affascinante nella descrizione dei vari step per approdare alla realizzazione dell’opera pittorica. Roberta Buzzi ci porta per mano in maniera lieve nei differenti vissuti dei protagonisti che intrecciano le loro storie in quanto toccano il disturbo complesso e multiforme dell’Autismo, che non deve più fare paura. Il gruppo è legato dagli stessi sentimenti e dalla volontà di incanalare le energie dei propri figli e dei propri alunni nella voglia di libertà espressiva. I ragazzi, nel prendere con le mani i pastelli e i pennelli danno via via forma sui fogli di carta alle infinite sfumature della miscellanea dei colori, trasferendovi le loro parole e i loro pensieri e nella compiutezza le loro opere diventano culla e protezione.

La prima immagine che salta agli occhi è il piccolo Totò chino a disporre cerchi colorati con un ordine e un senso ben preciso intorno al lettone disfatto dei suoi genitori. Totò e la mamma giocano, secondo quanto raccontato da Roberta, a balzare al loro interno saltellando come ranocchie e ridendo di gusto.

La produzione copiosa dei quadri di Edoardo ci fa esplorare il suo mondo. L’energia resa visibile dal movimento è fatta da una fitta ragnatela di colori in cui questi esplodono, ma non vengono risucchiati nel groviglio della matassa. Edoardo si muove e quasi danza all’interno del quadro per ricercare se stesso e tutto ciò lo rende felice.

Sara dà forma ai suoi colori più terreni, più caldi, di miele in cui alterna l’affondare delle radici di un albero nella madre terra allo slancio delle chiome degli alberi che tendono i loro rami verso l’alto. Braccia protese come fanno i bimbi per essere accolti nel grembo delle loro mamme e dei loro papà. In altri disegni viene messo in risalto da Sara il cielo denso di colori al cui interno si librano liberi in volo coppie di uccelli. Sara dipinge ed è felice e noi lo siamo con lei.

Racconta Roberta Buzzi che nel ricercare con il T9 la parola autistico è apparso d’incanto la parola artistico: il T9 non si sbagliava! E questa espressione sorpresa non poteva che diventare il titolo del libro.



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

Scorciatoie

Sogni&Bisogni

Associazione Cercare Oltre

presso Istituzione Giancarlo Minguzzi
Via Sant'Isaia, 90
40123 Bologna
Codice Fiscale: 91345260375
email: redazione@sogniebisogni.it

Privacy&Cookies

Privacy Policy Cookie Policy