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Scuola, più risorse per l'inclusione ma la discontinuità didattica è ancora un problema

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

di Laura Pasotti

Il numero degli alunni con disabilità nelle scuole italiane cresce, in particolare di quelli nello spettro autistico: sono 377 mila pari al 4,8% del totale, un dato raddoppiato rispetto a dieci anni fa. Crescono anche le risorse destinate all'inclusione e il numero di insegnanti di sostegno e assistenti all'autonomia e alla comunicazione. È quanto emerge dal rapporto Istat sull'anno scolastico 2024/2025. A fronte di questi aumenti però rimangono numerose criticità: sulla formazione degli insegnanti di sostegno, sulla continuità educativa, sul coordinamento tra scuola e sanità. La denuncia arriva da Carlo Hanau, presidente di Apri, associazione per la ricerca sull'autismo Cimadori, che richiama la necessità di rinnovare il Protocollo di intesa tra ministero dell'Istruzione e ministero della Salute scaduto nel 2025: “Non si tratta di nuove richieste, ma dell'attuazione di misure concrete e già proposte, necessarie a garantire diritti effettivi, qualità degli interventi e inclusione reale per gli alunni con autismo e con disabilità”.

scuola

Gli alunni con disabilità iscritti nelle scuole italiane nell'anno scolastico 2024/2025 sono 377 mila, circa 18 mila in più rispetto all'anno precedente, un incremento può essere spiegato da diversi fattori: diagnosi più precise, aumento della domanda di assistenza da parte delle famiglie, una maggiore sensibilità della scuola verso l'inclusione. Aumentano in particolare gli alunni con disturbo evolutivo dello sviluppo psicologico, come ad esempio la sindrome dello spettro autistico e la sindrome di Asperger Gli alunni con disabilità sono di più nelle scuole primarie e secondarie di primo grado mentre il loro numero scende man mano che procede il percorso di studi. Ci sono anche marcate differenze di genere: ci sono 236 alunni con disabilità ogni 100 alunne, in coerenza con le statistiche che segnalano una maggiore diffusione tra i maschi dei disturbi del neurosviluppo – in particolare quelli dello spettro autistico, dell'attenzione e del comportamento. La presenza di pluri-disabilità riguarda il 37% degli alunni.

Quasi la totalità degli alunni ha una certificazione di disabilità o invalidità e quindi ha diritto al sostegno scolastico, sostegno che l'insegnante deve garantire a tutta la classe e non solo al singolo alunno. Ma, come si legge nel rapporto Istat, questo avviene solo per il 30% degli alunni con disabilità. Sugli oltre 261 mila insegnanti di sostegno (il cui numero è in crescita rispetto all'anno precedente), il 78% ha una formazione specifica. Questi docenti garantiscono a ciascun alunno con disabilità 15,8 ore alla settimana di sostegno. Gli insegnanti non specializzati, assegnati al sostegno per sopperire alla carenza di figure con una formazione sulla disabilità e sull'inclusione, sono 57 mila. Questo fenomeno è molto frequente nelle scuole del Nord ed è più diffuso nelle scuole dell'infanzia e nelle primarie.
Nonostante sia aumentato il loro numero, permangono alcune criticità: il ritardo con cui vengono assegnati i docenti di sostegno (a inizio anno mancava la copertura nel 22% dei posti, scesi al 10% dopo un mese) e la discontinuità didattica (la maggior parte degli studenti disabili cambia insegnanti di sostegno da un anno all'altro e, a volte, anche nel corso dello stesso anno).
“La discontinuità è favorita dal massiccio esodo verso la cattedra curricolare, non appena si apre uno spiraglio per accedere all'insegnamento della materia nella quale il docente si è formato – scrive Apri – Anche per questo proponiamamo, insieme a Fish (Federazione italiana per il superamento dell'handicap) l'istituzione di un corso universitario di specializzazione sul sostegno, che metterebbe chi opera su tale cattedra di agire con maggiore efficacia a beneficio dell'allievo e di trarre al contempo una maggiore soddisfazione personale”.

Gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione – operatori che facilitano la comunicazione e l'interazione dello studente con disabilità che affiancano gli insegnanti di sostegno - sono poco più di 85 mila, in crescita rispetto all'anno precedente, di cui sono una percentuale molto bassa (il 4,1%) conosce la Lingua dei segni. Sono pagati dagli enti locali e quindi la loro distribuzione sul territorio risente delle risorse pubbliche destinate a questo servizio dai Comuni: in media gli alunni con disabilità usufruiscono della presenza di un assistente all'autonomia e alla comunicazione per 9,2 ore (11 nei casi più gravi). Il bisogno di questa figura, e degli assistenti igienico-personali (24 mila) non è totalmente soddisfatto: sono 18 mila gli studenti con disabilità che, pur avendone bisogno, non ricevono questo tipo di assistenza.
La discontinuità didattica e una formazione non specifica sui bisogni dell'allievo seguito incidono in modo rilevante sugli alunni con disturbo dello spettro autistico, sottolinea Apri, “per i quali la continuità educativa e la coerenza metodologica degli interventi costituiscono condizioni essenziali di efficacia”.

Solo il 76% delle scuole dispone di strumenti tecnologici che favoriscono la partecipazione degli alunni con disabilità alle attività scolastiche, come ad esempio le postazione informatiche. In una scuola su 2 queste postazioni non sono in classe ma in laboratori esterni o in aule dedicate al sostegno, una modalità organizzativa che può limitare l'apprendimento condiviso e ridurre la relazione con i compagni. Anche l'offerta di ausili didattici non copre il fabbisogno: il 31% degli alunni avrebbe bisogno di un supporto di cui non dispone (ad esempio software per il potenziamento della abilità di base o sistemi informatici per la lettura e lo studio). Inoltre, solo il 27% degli insegnanti di sostegno ha frequentato corsi sulle tecnologie educative.

La partecipazione alle uscite didattiche brevi riguarda la quasi totalità degli studenti certificati, ma cala nettamente quando sono previste gite con pernottamento, soprattutto per motivi organizzativi. Quasi tutti gli alunni disabili svolgono attività motoria curriculare, mentre il numero di chi partecipa ad attività sportive extra-scolastiche è molto più basso.

Sono ancora molte le barriere fisiche presenti nelle scuole italiane: solo 4 edifici su 10 sono accessibili per gli alunni con disabilità motoria, la situazione è migliore al Nord. Mancano ascensori adatti al trasporto di studenti in sedia a rotelle, bagni a norma, rampe per il superamento di dislivelli. Critico anche l'accesso per gli alunni con disabilità sensoriali: solo il 16,5% delle scuole ha segnalazioni visive per persone sorde o con ipoacusia, mentre le mappe a rilievo e i percorsi tattili per gli alunni cechi o ipovedenti sono presenti solo nell'1,2% delle scuole.



 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

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...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
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Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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