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Recuperare la relazione con se stessi e con gli altri attraverso il tango

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

di Chiara Ghelfi

Nel percorso di recovery, il benessere non riguarda soltanto la mente. Significa recuperare una relazione positiva con sé stessi nella propria interezza: pensieri, emozioni, relazioni e corpo. Per questo motivo le attività di movimento, come il tango, possono assumere un ruolo importante all’interno di un Recovery College, uno spazio in cui le persone diventano studenti del proprio benessere, acquisendo conoscenze, competenze e strumenti utili per costruire una vita soddisfacente e significativa.

tango

La sofferenza mentale spesso non coinvolge soltanto la dimensione psicologica, ma anche quella corporea. Molte persone raccontano di sentirsi distanti dal proprio corpo, come se non appartenesse più completamente a loro. Nella depressione il corpo può apparire pesante, rallentato e privo di energia; nei disturbi d’ansia può essere percepito come una fonte continua di allarme; nelle esperienze psicotiche possono emergere sensazioni di estraneità o frammentazione. A tutto questo si aggiungono frequentemente la sedentarietà, l’isolamento sociale e la difficoltà a riconoscere e ascoltare i segnali corporei.

Quando il rapporto con il corpo si indebolisce, anche la percezione di sé può diventare più fragile. Si perde la capacità di riconoscere i propri bisogni, di ascoltare le proprie emozioni e di sentirsi presenti nella propria vita quotidiana. Per questo il recupero del benessere passa spesso anche attraverso una riconnessione con il proprio corpo.

È proprio all’interno di questa prospettiva che si colloca il laboratorio esperienziale “Tango Fuori e Dentro di Te”, realizzato nel contesto del Recovery College al Centro Tasso. Il percorso, articolato in quattro incontri dedicati ai temi del contatto, della comunicazione, della relazione e dell’abbraccio, ha utilizzato il tango come strumento per esplorare il corpo, le emozioni e l’incontro con l’altro.

Più che una semplice danza, il tango è un’esperienza che mette al centro l’ascolto di sé e dell’altro, la consapevolezza corporea, il contatto, la fiducia e la relazione. Non richiede particolari abilità fisiche né finalità performative: ciò che conta è la possibilità di sperimentarsi nel movimento, nel ritmo e nell’incontro. Attraverso esercizi di consapevolezza corporea, attività di ascolto reciproco e momenti di riflessione condivisa, i partecipanti hanno potuto sviluppare nuove modalità di stare in relazione, riscoprendo il valore della presenza, dell’ascolto e della partecipazione.

Attraverso il tango le persone possono imparare a percepire il proprio corpo in modo nuovo, a ritrovare equilibrio, postura e coordinazione, a riconoscere il proprio spazio e quello degli altri. Ogni passo diventa un’occasione per sviluppare presenza, attenzione e consapevolezza. Il movimento permette di uscire dalla sola dimensione del pensiero e di tornare a fare esperienza diretta di sé. Il corpo smette di essere soltanto il luogo del disagio e torna a diventare una risorsa, uno strumento di conoscenza e una possibilità di espressione.

Uno degli aspetti più significativi del tango riguarda la relazione. Ballare significa costruire una comunicazione che passa principalmente attraverso il corpo. L’ascolto reciproco, il rispetto dei tempi dell’altro, la capacità di guidare o di lasciarsi guidare diventano esperienze concrete che possono rafforzare fiducia, autostima e senso di connessione. In un contesto protetto e accogliente, il tango offre la possibilità di sperimentare relazioni basate sulla reciprocità e sul rispetto.

Anche le emozioni trovano spazio all’interno di questa esperienza. La musica, il movimento e la relazione possono facilitare l’espressione di vissuti che spesso risultano difficili da raccontare con le parole. Il tango diventa così un linguaggio che permette di esplorare sentimenti, ricordi e stati d’animo, favorendo una maggiore conoscenza di sé.

L’esperienza del laboratorio può essere letta anche attraverso le cinque vie per il benessere, un modello che individua cinque azioni quotidiane in grado di promuovere salute mentale e qualità della vita.

La prima via è coltivare relazioni. Fin dal primo incontro, dedicato al contatto, i partecipanti sono stati invitati a riconoscere i propri confini corporei e a sperimentare un incontro rispettoso con l’altro. Nel tango non esiste movimento senza relazione: ogni passo nasce dall’ascolto reciproco e dalla fiducia. L’esperienza ha offerto uno spazio sicuro in cui costruire relazioni positive, superare diffidenze e sentirsi accolti all’interno di un gruppo.

La seconda via è mantenersi attivi. Pur non essendo un’attività sportiva in senso tradizionale, il tango coinvolge il corpo in modo completo, favorendo equilibrio, coordinazione, attenzione e presenza. Muoversi insieme agli altri permette di rafforzare il senso di efficacia personale e la fiducia nelle proprie capacità, aspetti particolarmente importanti nei percorsi di recovery.

La terza via riguarda l’essere curiosi. Il tango invita continuamente all’esplorazione. Ogni incontro rappresenta un’occasione per osservare sé stessi e gli altri da una prospettiva nuova. Nel lavoro sulla comunicazione non verbale, ad esempio, i partecipanti hanno scoperto quanto sia possibile comunicare senza parole attraverso la postura, il ritmo, la distanza e il contatto. La curiosità verso ciò che accade nel proprio corpo e nelle proprie emozioni favorisce una maggiore consapevolezza del momento presente.

La quarta via è continuare a imparare. Ogni esperienza di tango rappresenta un’opportunità di apprendimento. Non si tratta soltanto di acquisire alcuni elementi tecnici della danza, ma di sviluppare competenze relazionali, emotive e comunicative. I partecipanti imparano ad ascoltare, a riconoscere i propri limiti, a rispettare quelli degli altri e a collaborare per costruire un movimento comune. L’apprendimento avviene attraverso l’esperienza diretta, l’osservazione e la riflessione condivisa, modalità particolarmente coerenti con l’approccio del Recovery College.

La quinta via è essere generosi. Nel tango la generosità si manifesta in forme semplici ma profonde: concedere attenzione, ascoltare, adattarsi al ritmo dell’altro, accogliere le differenze. L’abbraccio, tema conclusivo del percorso, è diventato il simbolo di questa dimensione. Non un gesto invasivo, ma uno spazio condiviso in cui ciascuno può sentirsi riconosciuto e valorizzato. Attraverso l’abbraccio i partecipanti hanno sperimentato come il benessere individuale possa nascere dall’incontro e dalla cura reciproca.

Un elemento particolarmente significativo del percorso è stata la collaborazione tra realtà diverse del territorio che hanno condiviso competenze, spazi e sensibilità comuni. Il laboratorio è nato grazie alla collaborazione con l’associazione ElleTango, che attraverso l’esperienza e la professionalità dei maestri Luciana Semprini e Oscar Gori ha reso possibile un approccio al tango attento non solo agli aspetti tecnici della danza, ma soprattutto alla dimensione umana, relazionale ed educativa dell’incontro.

La loro capacità di accompagnare i partecipanti in un percorso basato sull’ascolto, sul rispetto reciproco e sulla valorizzazione delle differenze ha contribuito a creare un clima accogliente e inclusivo, in piena sintonia con i principi del Recovery College.

L’iniziativa ha inoltre registrato una partecipazione significativa da parte dei cittadini, che hanno accolto con interesse e curiosità la proposta. La presenza di persone provenienti da esperienze diverse ha arricchito il gruppo, trasformando ogni incontro in un’occasione autentica di scambio, conoscenza reciproca e costruzione di legami. Questo aspetto rappresenta uno degli elementi più preziosi del percorso: la possibilità di creare contesti in cui persone seguite dai servizi, familiari, volontari e cittadini possano incontrarsi come individui, al di là delle etichette, condividendo un’esperienza comune di benessere e crescita.

Un sentito ringraziamento va inoltre alla Casa di Quartiere Katia Bertasi, che ha ospitato gli incontri mettendo a disposizione uno spazio aperto e accogliente per la comunità. La disponibilità e l’attenzione della Casa di Quartiere hanno permesso di realizzare il progetto in un contesto informale e accessibile, favorendo l’incontro tra persone, associazioni e servizi del territorio.

L’esperienza “Tango Fuori e Dentro di Te” ha mostrato come il tango possa diventare molto più di una danza. Attraverso il contatto, la comunicazione, la relazione e l’abbraccio, il laboratorio ha favorito consapevolezza corporea, espressione emotiva, fiducia e partecipazione. Letto attraverso le cinque vie per il benessere, il tango si rivela uno strumento particolarmente efficace nei percorsi di Recovery College: coltiva relazioni, mantiene attivi, stimola curiosità, favorisce l’apprendimento continuo e promuove atteggiamenti di generosità verso sé stessi e verso gli altri.

Questa esperienza dimostra come il benessere e la recovery possano nascere dalla collaborazione tra cittadini, associazioni, professionisti e luoghi della comunità. Attraverso il tango si è creato uno spazio in cui ritrovare il proprio corpo, coltivare relazioni, imparare gli uni dagli altri, sentirsi parte di una comunità e riscoprire il valore dell’incontro. Un esempio concreto di come le cinque vie per il benessere possano prendere vita nelle pratiche quotidiane e nelle esperienze condivise del territorio. Perché recovery non significa soltanto stare meglio, ma tornare ad abitare pienamente la propria vita, passo dopo passo, insieme agli altri.




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

La Terra Santa

...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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