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I benefici di abitudini alimentari sane in salute mentale

aggiornato al | Staff | ARTICOLI

di Federico Mascagni, redattore di Sogni&Bisogni

Nella lotta complessa ai disturbi mentali e agli effetti degli psicofarmaci che impattano sulla salute dell’individuo si sta compiendo un passo importante con il Progetto regionale sul monitoraggio della salute fisica per i pazienti dei Centri di Salute Mentale. La referente è la dottoressa Franca Bianconcini, della Direzione assistenziale tecnica e riabilitativa dell’Azienda USL Bologna.

Foto alimentazione sana

Il progetto coinvolge circa 1600 persone con terapia long acting (somministrazioni di psicofarmaci che garantiscono un'attività terapeutica prolungata ndr), numero che si raddoppia se si considerano gli utenti che assumono i farmaci antipsicotici per bocca con dosaggi anche minimi e che sono più autonomi nella cura del loro benessere”.

L’obiettivo è di motivare gli utenti ad aumentare la loro attenzione a un sano stile di vita, inteso come pratica di equilibrio mente-corpo e di disintossicazione dalle abitudini insane o nocive che si acquisiscono sia per gli effetti del disturbo psichiatrico che per alcuni effetti collaterali dei farmaci. Inoltre si intendono misurare i risultati ottenuti nel tempo. Il progetto divide le persone prese in carico fra più autonome e meno autonome. Le persone più autonome riceveranno le informazioni per accedere alle opportunità offerte nel territorio oppure organizzate nelle case della salute per tutti i cittadini; le persone con più difficoltà ad accedere alle varie opportunità saranno coinvolte in progetti riabilitativi o educativi. “Le persone più attive durante il percorso riabilitativo riescono a fumare meno, si limitano nel consumo di bevande zuccherate o alcoliche, si muovono di più ottenendo un beneficio per la loro salute. Gli utenti dei Centri di Salute Mentale in genere non sono consapevoli della “gravità dei loro comportamenti” e spesso non hanno la motivazione necessaria per auto limitarsi e devono essere sostenuti nel tempo”, spiega la dottoressa Bianconcini.

Eravamo partiti nel 2015 con un progetto di alcuni Centri di Salute Mentale (CSM). I dati venivano raccolti con il cartaceo perché non avevamo un sistema di raccolta dati specifico. Ora invece possiamo raccogliere il peso, la glicemia, l'indice BMI (calcolo dell’indice di massa corporea, per valutare l’obesità del paziente ndr)”. La raccolta dei dati oltre a monitorare l’andamento del progetto individuale serve anche a motivare la persona qualora ci siano risultati apprezzabili. Ora il progetto è esteso a tutti i CSM. Attualmente gli appuntamenti per le misurazioni si effettuano negli ambulatori infermieristici dove vengono somministrate le terapie farmacologiche e long acting.

Quando si prendono dei farmaci per malattie croniche ci possono essere degli effetti collaterali che sono aggravati dalle abitudini malsane, che possono andare dall’insorgenza di malattie metaboliche come le dislipidemie, disturbi all’apparato cardiocircolatorio come l’aumento di pressione e anche all’aumento ponderale che, oltre a incidere su una minore motilità e sul peggioramento dell’umore e dell’autostima, possono portare all’insorgenza del diabete. “La limitazione del movimento porta all’affaticamento del cuore ma anche alla difficoltà di movimento, a una limitazione nell’uscita di casa e ad accedere a occasioni di socialità”. Stili di vita sani, come utilizzare le scale, camminare ogni giorno, sono piccoli accorgimenti (anche se non facili da rendere abituali per l’utente) che possono portare a sensibili miglioramenti alla salute. “Per le persone con pochi momenti di socialità indichiamo le iniziative proposte dalle associazioni che rappresentano un valido aiuto non solo per mantenere delle attività con periodicità scadenzate, ma favoriscono anche percorsi di autonomia della persona. Per le persone più fragili abbiamo invece strutturato dei piccoli gruppi o attività individualizzate nelle quali la motivazione, il supporto e l’aiuto sono sistematici”.

Il progetto ha avuto una svolta quando è stato avviato il sistema CURE. “Si tratta di una cartella dell’utente che è stata pensata e costruita dalla Regione Emilia-Romagna per tutti i Dipartimenti di Salute Mentale-Dipendenze Patologiche. Dentro il sistema inseriamo anagrafica, anamnesi, i progetti seguiti dall’utente e tutta la parte che riguarda la cura (il diario clinico). Questa cartella permette di metterci in contatto con SOLE, l’anagrafica sanitaria dell’Emilia-Romagna, e il Fascicolo Sanitario Elettronico e in futuro con gli altri professionisti anche del privato accreditato che intervengono nel percorso di cura. Possiamo inviare i referti ai medici di base e fare telemedicina con la dovuta attenzione alla sicurezza della privacy. Nella progettazione individualizzata che viene condivisa con l’utente è possibile inserire l’obiettivo, quali le attività, i tempi dell’intervento e le verifiche seguendo le tempistiche decise. CURE è uno strumento multiprofessionale per tutti gli operatori ci consente di monitorare le persone che entrano nel percorso di cura”. Sono previsti inoltre dei corsi d’informatizzazione all’interno dei quali si possono acquisire anche le competenze per accedere al proprio Fascicolo Sanitario Elettronico.

La soddisfazione della dottoressa Bianconcini è palpabile: “Non ci siamo accontentati di fare la misurazione dei parametri: dall’anno scorso facciamo anche colloqui motivazionali e gruppi educativi specifici. Il cambiamento degli stili di vita deve essere supportato da un confronto con l’utente attraverso metodologie adeguate. Si tratta di un insieme di modalità che permettono di sottolineare anche i piccoli risultati raggiunti”.

Il percorso, ancora in fase di implementazione, arriverà a breve a un altro punto di verifica con ulteriori dati e riscontri. Nel frattempo, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di realizzare materiale informativo che verrà distribuito presso tutti i CSM. Si tratta di due poster che verranno collocati nelle sale d’aspetto per attirare l’attenzione degli utenti e di piccole brochures con sintetiche informazioni per una sana alimentazione e comportamenti salutari.




 

Marco Cavallo - simbolo della chiusura dei manicomi

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...quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno...

Versi tratti da "La Terra Santa"
di Alda Merini
Una raccolta di poesie che l'autrice scrisse quando era rinchiusa nel manicomio Paolo  Pini, di Milano.

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