Che cosa sono?

Di fronte al mistero dei disturbi mentali e alla difficoltà di curarli, la scoperta negli anni 50 di molecole dette psicotrope o psicoattive in grado di dare sollievo a chi soffre di disturbi psichici ha costituito una piccola rivoluzione.
Purtroppo, ancora oggi, occorre riconoscere che le conoscenze fondamentali sulle cause e sui meccanismi delle malattie mentali restano sommarie. In questo contesto non è semplice sviluppare delle strategie neuro-chimiche per contrastare i disturbi.

Gli psicofarmaci sono una categoria di farmaci che hanno un effetto sui comportamenti e sulle varie funzioni mentali.
Non sono in grado di modificare le scelte, le azioni e i pensieri delle persone, ma agiscono sulle emozioni e sui sentimenti rendendoli più accettabili e facendo stare meglio i pazienti.
Gli effetti prodotti testimoniano che gli psicofarmaci hanno un effetto SINTOMATICO. In altre parole non curano le cause, peraltro molto complesse ed almeno ipoteticamente articolate su più piani (biologico, psicologico, sociale, ecologico, e sanitario), ma intervengono sui sintomi.

Gli stessi farmaci non vanno bene per tutte le persone e quindi non esiste "il farmaco ideale" che vada bene per tutti; è importante riuscire a trovare un adeguato sistema di cura che tenga conto dell'individualità delle persone.
In relazione agli effetti e all'impiego terapeutico vengono classificati in quattro grandi gruppi: antipsicotici, antidepressivi, regolatori dell'umore, ansiolitici.
La terapia psicofarmacologica per la cura del disagio psichico deve far parte di un approccio integrato (riabilitativo, clinico, rapporto con familiari e caregivers) che non può prescindere dalla relazione terapeutica basata sulla fiducia con lo psichiatra.