Tutti in rete e nel pallone

A cura di Daniele Collina

Il Super Magic Crazy Sport è un meeting sportivo con la partecipazione delle polisportive per l'inclusione sociale regionali e nazionali, gli studenti dei licei del bolognese e le polisportive amatoriali del territorio organizzato nell’ambito del progetto PRISMA 2018 “Sport anch’io”.

Questo evento è una occasione per fare sport, rivedere vecchie e nuovi amici e passare una mezza giornata diversa dal solito.

Nessuno durante eventi come questo si sentirà dire tu non puoi giocare perché sei troppo “basso”, troppo “grasso” o perché sei “scarso”.

Il disagio mentale infatti ha come primo sintomo la mancanza di stimoli a fare qualsiasi cosa che non sia stare a letto o chiusi in casa da soli. Ecco quindi che lo sport, con la sua forte componente socializzante, permette a chi si trova in una situazione di difficoltà di stare insieme ad altre persone facendo una attività divertente e salutare.

I rapporti che si creano durante l’attività sportiva spesso non si limitano alle ore di gioco ma portano anche ad altre attività come pranzare insieme, andare al cinema, vacanze in compagnia.

Fare sport quindi permette di tornare ad avere una vita sociale appagante e meno solitaria.

Molto importante in questo evento sportivo è la presenza degli studenti dei licei. I ragazzi si trovano in una fase della loro vita molto importante ma anche molto pericolosa. Attualmente viviamo in una società in cui l’apparire più che l’essere ha preso il sopravvento per cui se non si è i più belli o i più bravi ci si può ritrovare emarginati o sentirsi dei “falliti”. Partecipare ad eventi come questo può mostrare ai ragazzi che il disagio mentale non va visto come una cosa da nascondere o di cui vergognarsi ma di una situazione che va affrontata con l’aiuto degli amici e senza abbandonare la vita sociale.

Le manifestazioni sportive come questa inoltre servono anche a mostrare che il disagio mentale non è soltanto quello di cui si parla in TV quando avvengono fatti di sangue come omicidi o suicidi, ma partecipazione attiva alla vita della comunità.